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Analisi dei dati nel marketing


I “dati” possono provenire da fonti diverse, alcune significative altre meno, a volte molto meno
Analisi dei dati nel marketing

Mi capita spesso di parlare con responsabili aziendali che mi confermano che ritengono fondamentale l’analisi dei dati prima di ogni azione legata ad iniziative di marketing. Di per sé è un’affermazione che dice poco o nulla. Vi spiego il perché.

I “dati” possono provenire da fonti diverse, alcune significative altre meno, a volte molto meno. La prima competenza che è necessario avere è la capacità di comprendere la fonte.

Vedete tutti cosa succede con le fake news (che brutto termine) che “navigano” nei social network e che colpiscono i più mentalmente fragili (per usare un eufemismo). Anche per i dati aziendali l’analisi e la ricerca delle fonti è fondamentale per comprendere quando sia possibile appoggiarsi all’informazione che abbiamo. Possono esserci analisi che nascono dal nostro storico aziendale, da considerazioni della rete commerciale, da analisi di centri di ricerca, e così via.

Capite certamente come il peso che va dato a queste fonti sia necessariamente diverse.

La seconda competenza: avere dei dati non serve a nulla se non li si sa leggere. Anche in questo caso vi faccio un esempio. Google Analytics è forse la fonte principale che viene utilizzata per comprendere come i visitatori del web entrano e utilizzano il nostro sito aziendale. “Abbiamo avuto X navigatori lo scorso mese, il sito funziona, bene.” Peccato che non sia così. Va analizzata la frequenza di rimbalzo, quella percentuale di visitatori che appena entrati nel sito si rendono conto di non essere nel sito che cercavano o percepiscono che non troveranno ciò che cercano e, di conseguenza, escono immediatamente.

Va valutato il tempo di visita delle pagine, al di sotto di un certo numero di secondi la visita non è statisticamente rilevante: ma al di là degli esperti, non si sa quanti sono i secondi necessari. Va analizzato come le pagine vengono visitate; al lancio di un nuovo prodotto, non ha senso un aumento di visite al sito se la pagina del prodotto stesso non viene visitata con una frequenza significativa. E se il fine del lancio del nuovo prodotto è di trainare il resto del catalogo, vanno analizzate anche le visite al resto delle pagine.

Insomma, capite come analizzare i dati sia a tutti gli effetti un lavoro impegnativo e pericoloso se le scelte conseguenti saranno sbagliate.

Un unico consiglio, l’analisi va fatta da chi è in grado di leggerli e interpretarli. Se questa figura l’avete all’interno dell’azienda meglio per voi. Se però non c’è, non fate l’errore di interpretarli voi e affidatevi a qualcuno competente. Ciò che pagherete sarà sempre di meno di quanto potreste pagare per scelte “fai da te”.

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