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Ansia: non è sempre un'emozione negativa!


L'ansia può essere una risorsa, non solo un problema da cui sbarazzarsi. Può aiutarci ad avere performance migliori e anche a capire meglio noi stessi
Ansia: non è sempre un'emozione negativa!
Accade a molti di noi di sperimentare degli stati d’animo ansiosi, a volte anche intensi, ma questi stati d’animo non sono di per se’ negativi, anzi, hanno una funzione protettiva e spesso sono utili. L’ansia infatti, a certi livelli, ci aiuta ad aumentare la nostra attenzione e vigilanza e, aumentando le nostre performance, ci aiuta a superare le sfide, a crescere, a diventare migliori.

Ci troviamo sempre più spesso a dover affrontare momenti stressanti e faticosi, la vita prende forme più complesse ed articolate di come ci aspettavamo, nuove responsabilità e nuove sfide. La maggior parte delle persone diventa ansiosa quando si sente minacciata dalla perdita di affetti, posto di lavoro, benessere economico. Il mondo d’oggi non ci permette di accomodarci sulle vecchie sicurezze del posto fisso, la famiglia tradizionale, le istituzioni statali, i ruoli sessuali, perchè tutto è precario ed in rapida evoluzione, ed è importante imparare ad adattarsi ed essere flessibili, surfare tra un’onda e l’altra.

Capita a volte però che l’ansia diventi eccessiva, superi il livello soglia, ed invalidi rapidamente le capacità del soggetto, fino al punto di pregiudicare l’attività che sta svolgendo, perché l’eccessiva attivazione fa sentire la persona confusa, non lucida, incapace di concentrarsi. Possono essere compromesse l’attività lavorativa, le relazioni interpersonali, il tempo libero. Se questo stato d’animo perdura, Il soggetto, per la paura di non riuscire ad affrontare situazioni anche banali a causa dell’ansia eccessiva, evita di affrontarle e comincia a chiudersi e a ridurre al minimo gli stimoli, cioè ha l’ansia di avere l’ansia.

La funzione biologica dell’ansia è di segnalarci che c’è un pericolo, una prova da superare. A volte il pericolo è esterno e concreto, ma sempre più spesso ai giorni d’oggi il pericolo è interno, è una nostra paura, un conflitto, un blocco evolutivo, un desiderio represso ma inconfessabile, una rabbia taciuta. Anche quando l’ansia si manifesta sotto forma di una vera e propria psicopatologia, va considerata sempre anche la sua funzione di segnale, quindi la sua funzione positiva e protettiva. Ci segnala che c’è qualcosa che non va, il corpo ci parla attraverso di lei, e il corpo non mente e vuole essere ascoltato. Ci obbliga a fermarci, a riconsiderare la nostra vita e le nostre scelte, a capire da cosa deriva questo stato d’allarme, quali cambiamenti siano necessari. A volte è relativamente facile capirlo, altre volte può essere necessario l’aiuto di un professionista che ci accompagni nel cammino della consapevolezza e del cambiamento. Una volta scoperte le nostre paure, i nostri blocchi, i comportamenti che non facevano più il nostro bene, ma difficili da abbandonare, l’ansia regredisce, perché non più necessaria. In questo senso anche un fastidioso disturbo d’ansia può diventare un nostro alleato, può innescare una crisi, che potrebbe portare ad una vita più nostra, più a fuoco, a dalle scelte più consapevoli e mature.

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