Ansia scolastica: definizione, sintomi e criteri diagnostici


Vediamo cos'è l'ansia scolastica, quali sono i sintomi, come si manifesta, quali sono i criteri diagnostici e a cosa può associarsi questo disturbo
Ansia scolastica: definizione, sintomi e criteri diagnostici

La presenza di ansia e di paura della scuola, entro certi limiti, è una manifestazione normale nei bambini, solo alcuni arrivano a vivere un’ansia e una paura eccessive che possono arrivare a un vero e proprio rifiuto nel recarsi a scuola quotidianamente.

La fobia della scuola, anche chiamata “rifiuto della scuola”, è caratterizzata da: 

  • paura e difficoltà ad andare a scuola;

  • stati d’ansia e di depressione;

  • stress emotivo, sia per il bambino che per i suoi genitori;

  • interferenza con lo sviluppo emotivo e sociale.

Questo rappresenta un fattore di rischio a lungo termine per lo sviluppo di psicopatologia in età adulta.

Cos'è l'ansia scolastica

La definizione di ansia scolastica include bambini che:

  • sono completamente assenti da scuola:

  • al mattino entrano a scuola ma poi la lasciano nel corso della giornata; 

  • vanno a scuola dopo aver avuto la mattina molti problemi comportamentali, tra cui lamentele e disturbi psicosomatici; 

  • vivono un forte stress durante la giornata scolastica con continue richieste ai genitori di poter tornare a casa o di non andare a scuola.

Criteri diagnostici

Tra i criteri diagnostici abbiamo:

  • difficoltà e disagio persistenti nel frequentare la scuola; 

  • accentuate reazioni emotive che includono un eccessivo stato di paura e lamentele di sentirsi male alla prospettiva di andare a scuola;

  • il bambino resta a casa quando dovrebbe essere a scuola;

  • assenza di caratteristiche antisociali, come per esempio il mentire o l’essere aggressivo con i compagni;

  • in caso di insistenza da parte di un adulto, si osserva un accentuato stato di angoscia nel bambino.

I bambini che evitano la scuola perché hanno paura di valutazioni negative in situazioni sociali con i compagni e con gli insegnanti, potrebbero soddisfare i criteri diagnostici per la fobia sociale, caratterizzata da paura e evitamento delle situazioni sociali in cui il bambino può provare imbarazzo.

Se invece la paura del bambino che evita la scuola dipende da un oggetto o situazione nella scuola, che non implica una paura dell’umiliazione e dell’imbarazzo in situazioni sociali, la diagnosi probabile è di fobia specifica.

Un’altra diagnosi da considerare è il disturbo d’ansia da separazione. La presenza di rifiuto scolare potrebbe inoltre rientrare in un disturbo depressivo.

Condizioni associate all'ansia scolastica

I DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento) per cui ripetuti insuccessi scolastici potrebbero causare un calo motivazionale e un disinvestimento dagli apprendimenti, di conseguenza si osserverebbero i comportamenti di evitamento della scuola, che avrebbero in quest’ottica una funzione protettiva per il bambino dall’ansia di prestazione e dalla conseguente svalutazione di sé. Poi ancora l’ADHD (Disturbi da Defici dell'Attenzione/Iperattività) e il Disturbo Oppositivo Provocatorio.

Manifestazioni del disturbo

  • Presenza di una reazione d’ansia intensa associata al momento dell’uscita di casa o dell’ingresso a scuola. Il bambino si agita, piange, supplica, scappa. Se portato vicino alla scuola, può manifestare panico, forte stato d’ansia, e insistenze per rientrare a casa.

  • Presenza di sintomi somatici tra cui dolori addominali, nausea, inappetenza, cefalea. Spesso i sintomi possono manifestarsi già la sera precedente con relativi disturbi del sonno. Al di fuori delle situazioni legate alla frequenza della scuola, il bambino è relativamente tranquillo, in grado di dedicarsi a ciò che più gli piace. Può anche mostrare una buona razionalizzazione circa la sua fobia.

Elementi cognitivi

Tra gli elementi cognitivi abbiamo i seguenti.

  • Pensieri disfunzionali relativi alla permanenza a scuola, vissuta come un evento insopportabile, temibile, inaffrontabile.

  • Pensieri disfunzionali relativi a sé, circa la propria incapacità, inadeguatezza ad affrontare una situazione scolastica vissuta come complessa.

  • Pensieri disfunzionali relativi all’impossibilità di sopportare le situazioni sociali implicanti valutazioni, giudizi e esposizioni in gruppo.

  • Pensieri disfunzionali relativi alle attività scolastiche, vissute come noiose e faticose, con richieste eccessive di rispetto delle regole in confronto con gli aspetti ludici delle attività extrascolastiche.

  • Pensieri disfunzionali relativi alla separazione dalla figura di attaccamento, evento percepito come minaccioso.

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di Dott.ssa Aurelia Gagliano

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