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Le caldaie a condensazione, come riconoscerle?


Ecco alcuni indizi utili al certificatore energetico per riconoscere una caldaia a condensazione quando mancano le indicazioni certe di marca e modello
Le caldaie a condensazione, come riconoscerle?

Nel patrimonio edilizio esistente, soprattutto in virtù delle normative che negli ultimi anni hanno consentito un beneficio fiscale correlato al risparmio energetico, è molto frequente imbattersi in generatori di calore a condensazione.

Con gli attuali strumenti di navigazione web è spesso possibile risalire alle caratteristiche, riferendosi alla ditta produttrice e al modello, ma quando questo non è possibile il certificatore energetico inesperto può ricadere nel più profondo sconforto.

E' opportuno, quindi, a grandi linee e senza alcuna pretesa di approfondimenti tecnici che esulano dall'obiettivo didattico dell'articolo, capire il funzionamento di una caldaia a condensazione.

Il principio di funzionamento delle caldaie a condensazione è sostanzialmente diverso rispetto ai generatori tradizionali. Questi ultimi, infatti, utilizzano solo parte del calore latente generato dalla combustione del gas, e il vapore acqueo viene disperso in atmosfera attraverso il canale di evacuazione (camino, oppure canna fumaria); un impianto a condensazione, viceversa, recupera una parte del calore latente dei fumi, prima che essi vengano espulsi.

Uno scambiatore procede, quindi, a sottrarre il calore latente dei fumi, che avrà la funzione di preriscaldare l'acqua di ritorno dell'impianto. Al momento dell'espulsione, dunque, i fumi avranno una temperatura molto più bassa rispetto a una caldaia tradizionale.

A questo punto allora, da un controllo di efficienza energetica è possibile identificare, senza alcun dubbio, la tipologia del generatore.

Ma quali sono gli indizi preponderanti da valutare?

Beh, ormai il primo arcano è stato svelato. Da un controllo della temperatura dei fumi di scarico è facilmente evidenziabile che se tale valore è molto vicino alla temperatura di mandata dell'acqua (che dipende in larga parte dalla tipologia di impianto di emissione) si è in presenza di una caldaia a condensazione. Se tali valori sono, invece, molto alti (un range indicativo può essere definito tra i 140 ed i 200°C) il generatore è di tipo tradizionale o ad "alta temperatura".

Un secondo indizio è il rendimento di combustione: anche in questo caso occorre fare una premessa. Spesso si sente parlare di "rendimento di combustione superiore al 100%" per quanto riguarda le caldaie a condensazione. Realisticamente, però, questa situazione non è possibile. Ma allora? Occorre tenere presente che i rendimenti dei generatori termici sono riferiti al PCI (potere calorifico inferiore), in parole povere ci si riferisce ad un rendimento che viene calcolato senza considerare la condensazione dei prodotti della combustione (che al contrario avviene se ci riferiamo al PCS, potere calorifico superiore). Una caldaia a condensazione, quindi, può assumere un rendimento convenzionale di generatore superiore al 100%, a differenza di una caldaia tradizionale, che si attesta attorno a valori compresi tra il 90% ed il 96%, a seconda della prestazionalità del prodotto. Da un esame di un controllo di efficienza energetica, quindi, se ci imbattiamo in valori molto vicini al 100% (difficilmente si arriva a valori più performanti negli impianti a radiatori, a differenza degli impianti a bassa temperatura che effettivamente possono presentare rendimenti superiori al 100%) siamo sicuramente in presenza di un generatore a condensazione.

Per completezza di informazione per quanto concerne la corretta redazione di un attestato di prestazione energetica si rimanda alle Linee Guida APE del MISE (26 giugno 2015), dove l'art. 2.7 recita: "All’atto dell’emissione dell’APE, se necessario, occorre, quindi, far redigere il libretto di impianto e dotarlo degli allegati richiesti compreso un valido rapporto di controllo di efficienza energetica. Solo nel caso che l’impianto sia distaccato dalla rete del gas o dichiarato dismesso o disattivato (al catasto degli impianti termici se operante) può mancare il rapporto di controllo di efficienza energetica in corso di validità".

 

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