Arbitro bancario finanziario


Ecco l'innovativo metodo di risoluzione stragiudiziale delle controversie presso Bankitalia
Arbitro bancario finanziario

L'Arbitro Bancario Finanziario (ABF) è un sistema alternativo di risoluzione delle controversie che possono insorgere tra clienti ed istituti di credito od intermediari finanziari.

È stato istituito nel 2009, in attuazione dell'articolo 128- bis del Testo unico bancario (TUB), introdotto dalla legge sul risparmio (legge n. 262/2005).

Il suo funzionamento è affidato alla gestione e al coordinamento della Banca d’Italia, ancorchè effettivamente operi in maniera assolutamente indipendente e imparziale.

Per i clienti delle banche l’Arbitro rappresenta una forma di tutela rapida e certo economicamente più vantaggiosa rispetto alle ordinarie vie giurisdizionali: il ricorrente dovrà infatti sostenere l’unica spesa di € 20 a titolo di contributo, che gli verrà restituita dalla Banca nel caso in cui l’arbitro accolga il ricorso.

Le modalità di presentazione del ricorso sono inoltre estremamente semplici: dal febbraio 2018 è infatti sufficiente scaricare e compilare il modulo reperibile sul sito dell’ABF ed inoltrare – via posta o fax – copia del ricorso e del versamento all’ABF territorialmente competente, individuato in base al domicilio del cliente/ricorrente.

A partire da dicembre 2016 l’ABF è attivo sul territorio con sette collegi (Milano, Torino, Bologna, Roma, Napoli, Bari e Palermo), di norma costituiti da 5 persone: un Presidente e due membri nominati dalla Banca d’Italia, un membro designato dall’associazione degli intermediari ed uno dall’associazione-consumatori.

Le controversie assoggettabili al potere decisorio dell’ABF riguardano operazioni e servizi bancari o finanziari di valore non superiore a 100mila euro, purchè non caratterizzate da finalità speculative o di investimento.

In questi anni di attività le principali materie su cui si sono espressi i collegi dell’ABF hanno interessato conto correnti, mutui, depositi bancari e crediti al consumo.

La procedura di adizione del collegio impone primariamente al cliente di inviare formale reclamo all’istituto di credito o all’intermediario finanziario, i quali avranno tempo 30 giorni per rispondere. In caso di mancata risposta, o di riposta non condivisa, il cliente potrà presentare all’ABF – nel termine di 12 mesi – un ricorso opportunamente documentato.

Il procedimento è molto snello: presuppone un termine tassativo entro cui l’intermediario finanziario potrà presentare le proprie contro-deduzioni (30 giorni), con spazi di replica da parte del ricorrente.

Nel termine di successivi 60 giorni il Collegio si pronuncerà sulla controversia.

Nel caso in cui il ricorso venga accolto l’intermediario deve adempiere entro 30 giorni (o nel termine diverso stabilito dall’ABF) agli obblighi indicati nella decisione.

Importante precisare che la decisione assunta dall’ABF non ha valore giudiziario pari a quello che avrebbe una sentenza: pertanto – nel caso in cui il ricorso non venga accolto – il cliente potrà sempre ricorrere all’autorità giudiziaria, alla mediazione od all’arbitrato.

Inoltre tale decisione non potrà costituire titolo esecutivo, con il quale ossia il cliente possa dar corso ad un procedimento esecutivo per ottenere il soddisfacimento coattivo della propria pretesa nei confronti della banca.

La sola conseguenza configurabile nel caso in cui l’istituto di credito manchi di conformarsi alla decisione assunta dall’Arbitro consiste nella sanzione reputazionale: Banca d’Italia potrà infatti pubblicare sul proprio sito Internet il nominativo degli istituti di credito inadempienti, con conseguente perdita di credibilità ed affidabilità

Negli ultimi anni le relazioni redatta annualmente dalla Banca d’Italia sull’attività dell’ABF  hanno evidenziato un ricorso massiccio a tale istituto: dal 2014 il numero dei ricorsi si è duplicato, a dimostrazione della peculiare capacità attrattiva che esercita questa modalità semplice e veloce di risoluzione delle controversie. Di questi, circa il 75% ha avuto un esito sostanzialmente favorevole al cliente.

Gli esiti dei ricorsi ABF, inoltre, forniscono un contributo significativo all’attività di supervisione del sistema bancario e finanziario, essendo “il più ampio quadro informativo di cui la Banca d’Italia dispone nello svolgimento della propria funzione regolatrice e di controllo”.[1]

 

[1]Disposizioni della Banca d’Italia in materia di risoluzione stragiudiziale delle controversie (Arbitro Bancario Finanziario)

Articolo del:


di Enrico Spagnolo

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