Art. 1132 - Riparto spese giudiziarie nel condominio


Quando il condomino può esprimere il proprio dissenso alle liti. Come ripartire le spese delle controversie giudiziarie
Art. 1132 - Riparto spese giudiziarie nel condominio
In quali casi il condomino può esprimere il proprio dissenso alle liti giudiziarie?
Come vanno ripartite le spese relative alle controversie giudiziarie quando un condomino è dissenziente?
Le regole sono dettate dall’art. 1132 del codice civile, il quale testualmente recita:
Qualora l'assemblea dei condomini abbia deliberato di promuovere una lite o di resistere a una domanda, il condomino dissenziente, con atto notificato all'amministratore, può separare la propria responsabilità in ordine alle conseguenze della lite per il caso di soccombenza. L'atto deve essere notificato entro trenta giorni da quello in cui il condomino ha avuto notizia della deliberazione. Il condomino dissenziente ha diritto di rivalsa per ciò che abbia dovuto pagare alla parte vittoriosa. Se l'esito della lite è stato favorevole al condominio, il condomino dissenziente che ne abbia tratto vantaggio è tenuto a concorrere nelle spese del giudizio che non sia stato possibile ripetere dalla parte soccombente"

Quelle che seguono sono linee guida per la corretta comprensione ed applicazione della norma giuridica indicata, anche alla luce degli orientamenti giurisprudenziali intervenuti in materia.
Innanzitutto, presupposto della norma giuridica sono le controversie tra il Condominio e uno o più soggetti terzi, quindi estranei al Condominio. Infatti, quando la lite è contro uno, o più condòmini, la dispensa, prevista dall’art. 1132 c.c., non opera (tra le tante, Cass. civ. Sez. II, 18-06-2014, n. 13885).
La norma dispensa il condomino dissenziente soltanto dal pagamento di esborsi dovuti nel caso di soccombenza processuale.

La dispensa opera anche in caso di vittoria, con riguardo a somme statuite dal Giudice in danno della controparte e che siano irrecuperabili, sempre che il condomino dissenziente non abbia tratto vantaggio dalla controversia. Infatti, se tale vantaggio sussiste, anche il dissenziente è tenuto a concorrere, per millesimi, alle spese del giudizio non recuperabili dalla controparte soccombente.
Ciò posto, anche il condomino dissenziente, che abbia espresso il dissenso entro il termine di decadenza dei 30 giorni indicati dalla norma, deve partecipare al pagamento delle spese e dei compensi del difensore del Condominio. Parziale eccezione ha luogo nel caso in cui il Condominio abbia dovuto pagare il proprio difensore in misura maggiore rispetto alla liquidazione del Giudice (atteso che l’avvocato non è vincolato alla liquidazione effettuata dal Decidente); infatti, l’esubero dei corrispettivi, rispetto a quanto liquidato dal Giudice, non essendo recuperabile da controparte, non può costituire onere da porsi a carico del dissenziente.

Infine, il terzo creditore, che abbia conseguito un titolo esecutivo nei confronti del Condominio, non può servirsene contro i condòmini (non dissenzienti) addebitando ad essi la quota del condomino dissenziente perché, come detto sopra, tutti risulteranno obbligati in proporzione alla propria quota, e il dissenziente potrà fare valere la propria posizione soltanto in via di rivalsa nei confronti degli altri (condòmini), senza nulla poter opporre al terzo creditore (Cass. civ. Sez. III, 19 luglio 2012, n. 12459).

Va ricordato che non è valida la deliberazione assembleare la quale, all'esito di un giudizio che abbia visto contrapposti il Condominio ed un singolo condomino, a differenza di quanto sopra prospettato (lite con il terzo), disponga il pagamento di spese e di compensi, anche a carico del singolo condomino e "pro quota", in favore del difensore del Condominio. Nella prevista fattispecie, non sono applicabili, nemmeno in via analogica, gli artt. 1132 e 1101 del codice civile.

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di Avv. Raffaele Specchi

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