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Assegno divorzile all'ex moglie che lavora in nero


Assegno di divorzio: è necessario accertare l'inadeguatezza dei mezzi dell'ex coniuge che lo richiede e l'impossibilità di procurarsi un reddito per motivi oggettivi
Assegno divorzile all'ex moglie che lavora in nero

 

Ci eravamo oramai abituati a veder negato l'assegno di divorzio all'ex coniuge economicamente autosufficiente (decisiva la nota Sentenza n. 11504 del 2017). Ma con un'ordinanza di pochi mesi fa (n. 11202/2020), la Cassazione è tornata sui suoi passi, prevedendo di riconoscere l'assegno divorzile al coniuge che ne fa richiesta, in quanto non basta tener conto esclusivamente dell'autosufficienza economica del richiedente, ma bisogna tener conto altresì dell'apporto al menage famigliare fornito durante il matrimonio.

 

IL CASO

Una donna divorziata si era vista negare l'assegno divorzile sulla scorta di due elementi:

1) da un lato, non era stata in grado di provare la propria non autosufficienza;

2) dall'altro, l'ex marito aveva dedotto e provato un reddito della donna non dichiarato e proveniente da un'attività lavorativa stabile, anche se svolta in nero.

 

LA DECISIONE DELLA CASSAZIONE

Uniformandosi a quanto già espresso nella nota sentenza a Sezioni Unite n. 18287/2018, la Cassazione ha ribadito che l'assegno di divorzio ricopre una funzione assistenziale oltre che compensativa.

E' quindi necessario accertare l'inadeguatezza dei mezzi dell'ex coniuge che lo richiede e l'impossibilità di procurarsi un reddito per motivi oggettivi, poiché la valutazione deve tener conto di molteplici fattori, come le condizioni economiche e patrimoniali delle parti, la vita familiare e la formazione del patrimonio comune.

 

LA CONCLUSIONE

La Cassazione ha rimandato indietro la decisione, per una nuova valutazione.

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