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Aumento di capitale Juventus: che fare? Rischio od opportunità?


L'aumento di capitale annunciato dalla Juventus Fc ha buttato nella bufera gli investitori, ora indecisi se mantenere il titolo sottoscrivendo l'aumento o liquidarlo
Aumento di capitale Juventus: che fare? Rischio od opportunità?

L’annuncio della ricapitalizzazione della Juventus Fc ha creato panico tra gli investitori, che a seguito dell’inserimento del titolo nell’indice principale della borsa italiana (Ftse Mib) ne avevano fatto incetta.

 


Business: le società di calcio fanno affari?

Ragionando in generale, il calcio, da un punto di vista finanziario, non si è quasi mai rivelato un business remunerativo. Ci sono, tuttavia, dei casi specifici che fanno eccezione. Uno di questo era la Juventus. Per alcuni anni, complice alcuni fattori, come il boom dei diritti televisivi, alcuni investimenti intelligenti (lo stadio di proprietà con il boom del merchandising) e gli ottimi risultati sportivi, la squadra bianconera è riuscita a chiudere dei bilanci in utile spingendo, quindi, al rialzo il titolo azionario.


I conti non tornano

Negli ultimi due anni la situazione economico-finanziaria della società è drasticamente peggiorata con un forte incremento dell’indebitamento ed una crescita del fatturato non adeguata agli investimenti effettuati.

Nelle ultime due stagioni i debiti finanziari sono cresciuti di 311 milioni di euro, passando dai 152,5 milioni del 2017 ai 463,5 milioni del 2019. Ad appesantire la situazione, il 2019 è stato chiuso in rosso di 39,9 milioni di euro.

Il fatturato è cresciuto da 411,5 milioni a 464,27 milioni negli ultimi due anni. In forte crescita il costo del personale, passato da 261,8 a 327,75 milioni di euro. Soltanto grosse plusvalenze avrebbero potuto salvare il bilancio del 2019 e, magari, evitare la ricapitalizzazione, ma diversi tesserati della squadra, nonostante buone offerte ricevute, hanno rifiutato la cessione andando ad appesantire i bilanci con i loro grossi ingaggi. Molti associano il peggioramento dei bilanci all'acquisto di Cristiano Ronaldo. Cr7 sicuramente ha un grosso impatto sui conti, ma sono diverse le cause del peggioramento.


L’aumento di capitale

Non si conoscono ancora le condizioni dell’aumento di capitale, che per forza di cose, per stimolare l’afflusso di capitali dovrà esser necessariamente diluitivo. Il Cda presieduto da Andrea Agnelli ha approvato all’unanimità la proposta di un aumento di capitale da 300 milioni di euro. L’ultima parola spetterà all’assemblea dei soci che si riunirà il 24 ottobre.

Non dovrebbero esserci sorprese dall’assemblea, anche perché i conti risultano fortemente squilibrati. I debiti sono 15 volte il patrimonio netto, e pareggiano il fatturato. Si tratta di una situazione allarmante.

L’ultimo aumento di capitale era stato effettuato nel 2012 per 120 milioni di euro, a cui si aggiunse un maxi prestito di 70 milioni da parte dell'azionista di maggioranza Exor.


Il titolo in borsa

Il secondo rosso in bilancio consecutivo pesa sui conti della società che, dopo aver toccato i massimi a 1,725 euro, ha poi avuto una costante discesa fino alla chiusura odierna a 1,3340. In apertura il titolo segnava una flessione di circa il 9% per poi dimezzare la performance negativa a fine seduta. Il titolo è entrato in una trendline di breve termine ribassista che sarà difficile da arginare considerando l’annuncio dell’aumento di capitale.


Juventus

Che fare?

Per chi crede in questa società nonostante le palesi difficoltà finanziarie e ha in portafoglio il titolo dovrà assicurarsi di aver cash tale da poter sottoscrivere l’operazione.

Ancora non sono chiare le condizioni per cui è prematuro fare un’analisi di convenienza, ma certamente si tratterà di un’operazione diluitiva e, quindi, servirà proporzionalmente un discreto budget. In questi casi sicuramente vendere la metà del valore del titolo può esser sicuramente un’idea da prendere in considerazione e conservare il cash per poi esercitare i diritti e, quindi, aderire all’aumento con l’altra metà del capitale mantenuto sul titolo.

La cosa peggiore da fare è quella di mantenere il titolo se non si vuol sottoscrivere l'aumento. Questo perché dal prezzo del titolo verrà poi staccato il valore dei diritti che se non esercitati hanno la conseguenza di produrre poi una perdita per il sottoscrittore.

L'ipotesi di tenere il titolo ed esercitare integralmente l'aumento dovrà esser percorsa da chi ha grosse convinzioni sulla ripresa economica della società.

Per mia diretta esperienza, soprattutto da parte di tifosi, ho potuto notare un eccessivo accanimento sul titolo. I risultati sportivi incidono sicuramente sull’andamento (soprattutto se parliamo di Champions League), ma investire in una società richiede capacità di analisi da un punto di vista finanziario. Quindi, la raccomandazione è sempre quella di diversificare i portafogli, azione che se fatta in modo efficiente può consentire di ottenere un maggior rendimento atteso su un rischio complessivamente più contenuto.

Per info e chiarimenti contattatemi nel form sul sito o scrivendomi a: g.mecca82@gmail.com

 

 

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