Avviso di accertamento e mezzi di tutela


L’Amministrazione finanziaria è tenuta a verificare gli adempimenti dei contribuenti a mezzo dell’attività istruttoria. Ma come tutelarsi?
Avviso di accertamento e mezzi di tutela
1. Attività istruttoria dell’Amministrazione finanziaria: l’Amministrazione finanziaria è tenuta a verificare gli adempimenti dei contribuenti a mezzo dell’attività istruttoria, condotta ai fini di controllo della corretta posizione fiscale dei contribuenti. Il meccanismo a mezzo del quale tale attività istruttoria può essere condotta è l’anagrafe tributaria, identificata quale un sistema informativo elettronico in cui sono immagazzinate le principali notizie derivanti dalle dichiarazioni fiscali. E’ importante premettere che prima dell’attività di controllo operata dall’anagrafe tributaria che ingenera l’insorgenza di sanzioni aggiuntive a carico dell’obbligato, ove il contribuente abbia volontariamente adempiuto alle dichiarazioni previste ex lege, ma si accorga ex post di aver commesso degli errori nelle predette, può provvedere alla rettifica della propria dichiarazione fino al termine di decadenza del potere di accertamento del fisco a mezzo del ravvedimento operoso. Al termine dell’attività istruttoria, l’Amministrazione finanziaria se ha riscontrato delle irregolarità, emana un avviso di accertamento, ovvero un atto amministrativo con il quale si stabilisce l’obbligazione tributaria per il periodo accertato, atto emanato dalla Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate competente.
2. Requisiti dell’avviso di accertamento pena la nullità o l’annullabilità: l’avviso di accertamento deve contenere: la motivazione ovvero l’indicazione delle ragioni di fatto o di diritto poste alla base dell’obbligazione ed il dispositivo ovvero le conseguenze cui si riconnettono gli effetti dell’accertamento, ed è titolo esecutivo. L’esecutività citata consente di agire a mezzo esecuzione forzata laddove il contribuente non provveda al pagamento nel termine indicato di 60 giorni.
3. Notifica avviso di accertamento, termini e nullità: l’avviso di accertamento è nullo se è privo degli elementi essenziali ovvero in caso di omessa notifica o omessa sottoscrizione, è viziato da difetto assoluto di attribuzione ovvero il tributo è inesistente o emesso da ufficio incompetente; è adottato in violazione o elusione di giudicato; negli altri casi previsti dalla legge, ovvero non abbia i requisiti di cui all’art 42 D.P.R. 600/73.
L’avviso di accertamento, per produrre gli effetti di un titolo esecutivo, deve essere notificato al contribuente nel domicilio fiscale dallo stesso dichiarato ovvero a mezzo pec: la notifica deve avvenire entro il 31 dicembre del 4° anno successivo a quello in cui è presentata la dichiarazione ovvero in caso di omessa dichiarazione, entro il 31 dicembre del 5° anno successivo a quello in cui avrebbe dovuto essere presentata.
4. Tipologia di accertamento: il nostro ordinamento tributario individua due tipi di accertamento; per le imprese a mezzo di accertamento generale o parziale a loro volta suddivisi in accertamento analitico, induttivo (c.d. studi di settore) e d’ufficio; per le persone fisiche, a mezzo di accertamento analitico, sintetico (c.d. redditometro e speso metro) e d’ufficio.
5. Soluzioni per il contribuente: a seguito della ricezione di un avviso di accertamento, al contribuente residuano quattro ipotesi risolutive: 1. In caso di accertamento con adesione a regime, ovvero nei casi in cui l’invito sia presentato direttamente dall’Agenzia delle Entrate, può comparire ed instaurare il contradditorio con l’Amministrazione portando la documentazione in suo possesso inerente le difformità contestate e trovare un accordo conciliativo che impedirà allo stesso contribuente di proporre ricorso ma anche all’Amministrazione di disattendere gli accordi presi. L’accertamento con adesione in alcuni casi può essere anche attivato dal contribuente; 2. Provvedere al pagamento nei termini indicati (entro 60 giorni per ottenere una riduzione delle sanzioni pari ad 1/3 ovvero con pagamento entro 60 giorni delle sanzioni per ottenere la riduzione di 1/3 impugnando l’accertamento per le maggiori imposte); 3. Proporre ricorso: in questo caso è bene specificare che il ricorso deve essere presentato entro 60 giorni dalla notifica della cartella ex art. 18-22 D.lgs. 546/1992 con sospensione dei termini dal 1 al 31 agosto. Per le controversie di valore non superiore a 20.000 € il ricorso produce gli effetti del reclamo e può contenere una proposta di mediazione con rideterminazione della pretesa; ove non vi sia tale proposta di mediazione, l’ufficio potrà valutare dai motivi del reclamo di proporre autonomamente una proposta di mediazione. 4. Proporre riesame in autotutela: il contribuente può inviare un’istanza in cui specifica i motivi di annullamento in carta libera con l’esposizione dei fatti con correlata documentazione, ove ritenga che l’avviso sia infondato in tutto o in parte chiedendo il riesame in autotutela; adempimento concesso avverso ogni atto amministrativo predisposto dalle Pubbliche Amministrazioni. L’istanza in autotutela tuttavia non sospende i termini del ricorso, pertanto molte volte il contribuente è costretto a presentare sia riesame che ricorso ove le tempistiche di gestione da parte dell’Autorità competente non siano celeri.
6. Pagamento avviso di accertamento, può essere rateizzato: in epoca pregressa alla ricezione dell’avviso di accertamento, residuavano solo due strade obbligate: ovvero il pagamento nei termini e con le modalità indicate dalla stessa Agenzia delle Entrate ovvero il ricorso, senza previsione di rateizzazione del quantum dovuto. La previsione della rateazione degli importi è disposta dall’art. 8 del D.Lgs. n. 218/1997, all’art. 15, comma 2, del D.Lgs. n. 218/97, in cui è espresso che il cittadino possa ottenere il pagamento rateale di quanto preteso dall’Agenzia delle Entrate. All’interno dell’avviso di accertamento, tale opzione di pagamento per intero o a rate il debito insoluto dovrebbe essere specificata; in caso contrario sarà necessario contattare il Responsabile del Procedimento che obbligatoriamente deve essere indicato nell’atto, il quale potrà accordarsi per un piano di rateazione.

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di Avv. Francesca Guido

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