Bilancio di esercizio, network e obiettivi aziendali


Indicazioni per predisporre un bilancio d'esercizio 2016 con indicazioni di semplice esecutività per stimolare la creazione di un vero network attivo
Bilancio di esercizio, network e obiettivi aziendali
BILANCIO D'ESERCIZIO - NETWORK E OBIETTIVI AZIENDALI PER LE START UP E NON SOLO
Dopo i chiarimenti emersi nella XXVI° EDIZIONE DI Telefisco del 02-02-2017, vengono fornite varie indicazioni per ottenere la massimizzazione delle possibili combinazioni da mettere in campo per raggiungere l’ottimizzazione del risparmio fiscale.
Producendo un elenco di opportunità da utilizzare per il suo puntuale possibile raggiungimento indichiamo:
1) Esonero del pagamento del diritto camerale e delle stesse imposte di bollo (S.U.);
2) Inapplicabilità delle misure riguardanti le società di comodo (S.U);
3) Gli incentivi fiscali per chi investe come crediti da utilizzare nella propria dichiarazione fiscale;
4) Agevolazioni per assunzioni di personale altamente qualificato impiegato settore Ricerche e Sviluppo (S.U.);
5) Acquisti di Modem, Router, Hardware, Software x siti Web, Spese Pubblicità, Costi Consulenze Comunicazione, Marketing Digitale, Propaganda, Promozione (S.U);
6) Ottimizzazioni compensi Amministratori già dipendenti della società, forme di % variabili su utili aziendali, sul Volume d’affari, sui Free-benefits, Polizza Tfr fine rapporto, Rimborsi analitici e sintetici, forfettario e misto x Viaggi e Trasferta, regime premiale (S.U.);
7) Fringe Benefit somministrazioni in mense-prestazioni sostitutive 100% costi dipendenti e coll.ri;
8) Prestazioni servizi trasporto collettivo al 100 % dei costi x dipendenti e coll.ri;
9) Opere e servizi volontariamente erogati per finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria, culto al 100 % dei costi x dipendenti e coll. ri;
10) Somme erogate per asili nido, colonie e borse di studio per dipendenti e coll.ri;
11) Cessioni gratuite di beni o servizi di valore inferiore a Euro 258,23 erogati alla generalità o categorie di lavoratori;
12) Veicoli assegnati in uso promiscuo x il 70 % dei costi stessi sostenuti;
13) Deduzione della differenza tra differenze di interessi pagati e quelli incassati su prestiti in denaro;
14) Canoni di locazioni in uso ai dipendenti per importi che non superano i loro stessi redditi oltre a quelli sostenuti per il trasferimento dalla loro residenza per tre anni x i propri dipendenti coll.ri;
15) Spese vito-alloggio fuori dal comune di euro 180,76 giornaliero - 258,23 se estero dipendenti o coll.ri;
16) Rimborso Kilometrico auto proprietà o noleggio con potenza 17 CV o 20 se diesel dipendenti o coll.ri;
17) Omaggi di soli beni con valore modico < 50 Euro;
18) Spese di Rappresentanza x spese congrue ed inerenti;
19) Spese inerenti sostenute per soggetti terzi all’attività o il 75% se riconducibili spese di rappresentanza;
20) Crediti spendibile con modello F24 senza concorrere alla formazione del reddito;
21) Spese di Ristrutturazione edilizia-ammortizzabile in 10 anni;
22) Spese Risparmio energetico di edifici esistenti;
23) Costi per Costruzioni in economia;
24) Ricapitalizzazione capitale proprio A.C.E;
25) Creazione di una vera Rete d'imprese: incentiviamo di più la creazione dei Networks Aziendali e Professionali come risposta capace di rilanciare la nostra economia più europea e più internazionale. E il nostro sistema formativo della nostra scuola ai vari livelli, quale compito svolge per diffondere cultura e imprenditorialità? E ci sta riuscendo o è ancora troppo poco? Non sarebbe il caso di incoraggiare in modo pubblico e con un’ importante accelerazione il confronto dei progetti dentro le singole scuole ai vari livelli soprattutto con la nuova normativa 107/2015 avendo riguardo alle ore di alternanza obbligatoria Scuola-Lavoro? Ma poi c'è qualcuno che controlla tutti i progetti presentati al protocollo scolastico per far emergere le eccellenze di cui la scuola italiana dispone? Come facciamo a scegliere noi genitori la migliore scuola tra quelle che abbiamo a nostra disposizione entro un certo spazio o ambito territoriale di facile raggiungimento per i nostri stessi figli? Come possiamo controllare questi progetti? Ma anziché far si che i progetti rimangano dentro i protocolli delle segreterie scolastiche, è possibile che non esista un Organo Centrale che volendo rendere obbligatorio la pubblicazione di tutti questi progetti, rendesse confrontabili in modo semplice i risultati proposti dalle nostre scuole nel rispetto dello sforzo richiesto sia dalle famiglie degli studenti che dalle stesse aziende per aumentare il fattore istruzione e lavoro? Non sarebbe il caso di pubblicare sul sito del MIUR territorialmente competente tutti i progetti che ogni scuola ha saputo promuovere, premiare e incentivare nello stesso interesse del sistema Scolastico nazionale? Perché non creiamo un vero sportello Scuola-Lavoro come da molti anni in molti altri paesi Europei e non solo, e da sempre, concretamente viene fatto, permettono ai loro studenti di uscire già pronti per poter entrare già preparati nel mondo del Lavoro? Dico qualcosa di sbagliato? Ma poi non dovrebbero essere in simbiosi le richieste di profili professionali delle aziende con i programmi scolastici svolti? O dopo aver appreso le regole del passato non riusciamo a interagire con il mondo del lavoro con le sue regole? Altrimenti che studiamo a fare? Facciamo tutti i bibliotecari? Penso, almeno spero, proprio di no, con tutta la stima e la simpatia per chi svolge questo fantastico lavoro, di saper indirizzare nella cultura, le persone in cio' che di piu', puo' loro interessare.

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