Cani e padroni, quali responsabilità


Al guinzaglio o a casa propria, il comportamento dell'animale comporta SEMPRE responsabilità civili e penali
Cani e padroni, quali responsabilità
Il proprietario di un cane è sempre responsabile del comportamento dell'animale e di eventuali danni provocati, per il solo fatto di averne la custodia.

Neppure l'uso del guinzaglio esclude la responsabilità.

Lo ha confermato una sentenza del Tribunale civile di Trento nel maggio 2016, che ha condannato a un risarcimento di 100mila euro il proprietario di un cane di grossa taglia cheaveva aggredito una signora, procurando una invalidità del 30 per cento, pur essendo tenuto saldamente al guinzaglio.

Più in generale la responsabilità dei proprietari di cani è totale anche quando si trovano nell'abitazione del proprietario (o in un eventuale giardino), oppure l'animale è stato smarrito o è fuggito.

La corte di Cassazione in casi simili non ha mai avuto dubbi su questo principio di responsabilità, e l'unico modo per sottrarsene è riuscire a dimostrare che il danno è avvenuto per "caso fortuito". In particolare, quando ci si trova fra le mura domestiche, il proprietario del cane dovrebbe sempre considerare possibile o probabile una reazione dell'animale in seguito a un qualsiasi comportamento di estranei.

Così, secondo i giudici della Suprema Corte, esso deve essere custodito in un "luogo non accessibile agli ospiti", ed essere comunque dotato di museruola. Trovarsi a casa propria, insomma, non è una esimente. In eventi del genere, conclude la Cassazione, il proprietario dell'animale è responsabile sia sotto il profilo penale sia sotto quello civile, per il risarcimento del danno.

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