Richiedi una consulenza in studio gratuita!

Cartella esattoriale e prova della notifica


Grava sul concessionario della riscossione l’onere di provare l'avvenuta notifica della cartella di pagamento posta a base della iscrizione di ipoteca
Cartella esattoriale e prova della notifica
Si tratta,di un principio giurisprudenziale sancito dai Giudici di Palazzaccio rilevante nel caso di specie per una duplice motivazione. 1) la vigenza del principio generale che vuole l’attivazione dell’inversione dell’onere della prova a carico della parte resistente in caso di doglianze relative alla mancata o irregolare notifica di atti presupposti; 2) la tipologia di documentazione da esibire in sede giudiziale per ritenere validamente assolto in sede giudiziale tale onere probatorio.
- Il principio generale disposto dalla Suprema Corte di Cassazione nella Sentenza N°6887 del 08/04/2016:
Sulla questione in esame risulta particolarmente rilevante il principio giurisprudenziale ultimo disposto dalla Suprema Corte di Cassazione - Sez, Civ. V 08/04/2016, sen. N°6887 sopra richiamata.
In particolare, i Giudici di Palazzaccio in concomitanza della pronuncia in commento hanno espressamente evidenziato l’onere probatorio incombente sul concessionario della riscossione procedente in sede di esecuzione forzata.
Nello specifico, facendo seguito alla notifica di un provvedimento cautelare quale può essere un richiesta di iscrizione ipotecaria effettuata ex art.77 DPR n°602/73 grava sul concessionario della riscossione procedente l’obbligo di provare l’avvenuta preventiva e regolare notifica della cartella di pagamento quale atto presupposto da cui rinviene la legittimità del provvedimento cautelare stesso.
Tale onere deve essere assolto mediante la produzione in giudizio della relata di notificazione; ovvero, dell’avviso di ricevimento della raccomandata postale essendo pertanto preclusa al concessionario procedente la possibilità di ricorrere a documenti equipollenti quali per esempio, registri o archivi informatici dell’Amministrazione finanziaria o attestazioni d’ufficio postale.
Ne deriva che, in assenza di tale specifica documentazione (idonea) non può dirsi validamente assolto l’onere probatorio incombente ex art. 2697 c.c. sul concessionario della riscossione convenuto.
Né, nella casistica in esame, il concessionario della riscossione può fondatamente avvalersi a suo favore della previsione normativa di cui all’art.26 del DPR n°602/73, per cui l’agente della riscossione deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella di pagamento con la relazione dell’avvenuta notificazione o l’avviso di ricevimento, avendo obbligo di esibirle in giudizio su richiesta del Giudice tributario adito.
In altre parole, la Suprema Corte di Cassazione nella pronuncia in esame oltre a confermare espressamente ove ce ne fosse stato bisogno la vigenza della inversione dell’onere della prova in capo al concessionario della riscossione convenuto nei confronti del quale viene eccepita la mancata o irregolare notificazione di un atto presupposto quale può essere un avviso di accertamento o una cartella di pagamento evidenzia anche un altro principio rilevante; ossia, il fatto che la previsione normativa di cui al richiamato art.26 del DPR n°602/73, non esclude che per esigenze strettamente connaturate al contenzioso giurisdizionale devono trovare pieno e continuativo vigore, se necessario, anche oltre i cinque anni indicati dall’art.26 DPR n°602/73, le disposizioni generali relative al soddisfacimento dell’onere della prova di cui al più volte richiamato art.2697 c.c.
In altre parole, i Giudici di Palazzaccio hanno chiarito espressamente che il Concessionario della riscossione è comunque obbligato indipendentemente dall’obbligo temporale (un quinquennio) di cui al richiamato art.26 DPR 602/73 di conservazione della relazione attestante la notificazione della cartella di pagamento, non solo a fornire la prova contraria circa l’avvenuta regolare notificazione dell’atto presupposto; ma, deve trattarsi altresì di documentazione assolutamente idonea per il raggiungimento di tale fine in sede giudiziale. Per cui, non è ammessa documentazione sostitutiva o equipollente rispetto alla relazione di avvenuta notificazione della cartella di pagamento o dell’avviso di accertamento.
Ad avviso di chi scrive, non solo può risultare inidonea l’esibizione in giudizio di registri o archivi informatici dell’Amministrazione finanziaria o, comunque di altra documentazione non specifica che nulla centra con la relazione di notificazione dell’atto presupposto; ma, potrebbe risultare addirittura inidonea anche l’esibizione in giudizio della semplice copia avente ad oggetto la relata di notificazione della cartella di pagamento o dell’avviso di accertamento in sostituzione della copia conforme all’originale attestata espressamente dal soggetto che ha effettuato materialmente la notifica dell’atto presupposto in qualità di pubblico ufficiale.

- Considerazioni conclusive:
Se vogliamo l’orientamento assunto dalla Suprema Corte di Cassazione nella casistica in esame ci porta a due considerazioni:
a) l’onere probatorio incombente sulle parti in giudizio così come rinveniente dal più volte richiamato art.2697 comma 1 e comma 2 c.c. necessita inevitabilmente di una applicazione particolarmente rigorosa e stringente da cui non è possibile prescindere anche e soprattutto in sede giudiziale.
Pertanto, la documentazione depositata in giudizio dalla parte onerata deve risultare sostanzialmente idonea a dimostrare non solo l’avvenuta notificazione dell’atto presupposto sia esso avviso di accertamento o cartella di pagamento bensì deve risultare altresì idonea a dimostrare che la notifica stessa sia stata effettuata in modo regolare pertanto in conformità alla previsioni normative vigenti;
b) la previsione normativa di cui al richiamato art. 26 del DPR n°602/73 in cui è disposta l’obbligo da parte dell’agente della riscossione di conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella di pagamento con la relazione dell’avvenuta notificazione o l’avviso di ricevimento, avendo obbligo di esibirle in giudizio su richiesta del Giudice tributario adito, non esclude tuttavia che per esigenze strettamente connaturate al contenzioso giurisdizionale devono trovare pieno e continuativo vigore, se necessario anche oltre i cinque anni indicati dall’art.26 DPR n°602/73 le disposizioni generali relative al soddisfacimento dell’onere della prova di cui al più volte richiamato art.2697 c.c. In altre parole, l’esigenza di provare davanti al Giudice tributario la legittimità nonché la fondatezza degli assunti difensivi anche se risulta decorso il quinquennio indicato dalla norma (art.26 DPR 602/73) supera il precetto normativo disposto dal più volte richiamato art.26 del DPR n°602/73.

Articolo del:



Non è presente nessuna recensione!


Aggiungi ai tuoi preferiti e visualizza in seguito

L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse

Altri articoli del professionista

É necessaria una riforma del Processo Tributario

Il presente articolo focalizza alcune modifiche urgenti da cui la Giurisdizione tributaria non può più prescindere

Continua

Motivazione e principio di soccombenza processuale

Il presente articolo focalizza gli aspetti tecnici e procedurali riconducibili all'art.15, comma 2 del D.lgs.n°546/1992 da recepire in sentenza.

Continua

Cartella di pagamento e prova della notifica

Spetta al concessionario della riscossione provare la regolare notifica della cartella di pagamento in caso di contestazione del contribuente

Continua

Nullo l'avviso di accertamento ICI non motivato

Nel procedimento tributario la motivazione dell’avviso di accertamento è garanzia dell'esercizio del diritto di difesa del contribuente

Continua

Inesistente la notifica postale AR della cartella

Commento a Sentenza della C.T.P. di Bari - Sezione 7 - N°4457 depositata il 22/12/2016

Continua

No esenzione ICI per immobili della Santa sede

E’ quanto disposto dalla Suprema Corte di Cassazione nel Ordinanza 17/06/2016, n°14667 in materia di esenzione ICI per gli Immobili della Santa Sede

Continua

Obbligo della mediazione per i tributi locali

Si tratta di una delle novità ultime introdotte con i Decreti attuativi in materia di contenzioso tributario in chiave prevalentemente deflattiva

Continua

Consorzi di bonifica e la prova del beneficio

Spetta al Consorzio di Bonifica la prova contraria ex art.2697 comma 2 c.c. sulla sussistenza del beneficio specifico e diretto pro terreno agricolo

Continua

Cumulabili cali naturali e cali tecnici

E’ quanto hanno disposto i Giudici di Legittimità con Ordinanza N°19150 del 28/09/2016 depositata il 28/09/2016. Spetta la concessione dell'abbuono

Continua

La compensazione delle spese deve essere motivata

E’ quanto ha disposto dalla Suprema Corte di Cassazione Civ. 5 con la Sentenza 31 maggio 2016, n°11217 sulle spese di giudizio compensate

Continua

Dal 1° luglio al via a Equi-Entrate riscossione

Tra i provvedimenti del Decreto Legge n°193 del 22/10/2016 vi è la disposizione che prevede la soppressione di Equitalia SPA per i tributi locali

Continua

LE SPESE DI SPONSORIZZAZIONE SONO DEDUCIBILI

«Le spese di sponsorizzazione sono riconducibili alle spese di pubblicità e quindi deducibili. <br />In tal senso, C.T.P. Bari Sen. n°657 del 02/12/2015

Continua

Paga l'ICI/IMU chi coadiuva i coltivatori diretti

E’ quanto ha disposto la Corte di Cassazione in concomitanza dell’Ordinanza n°11979 del 12 maggio 2017 in materia di agevolazioni ICI/IMU

Continua

Gli “F3” in costruzione pagano l'IMU come area

E’ quanto ha disposto la Corte di Cassazione in concomitanza della sentenza N°11694 dell’11 maggio 2017 in materia d’ICI/IMU

Continua

Il giudice tributario decide sul pignoramento

E quanto ha disposto la Suprema Corte di Cassazione a SEZIONI UNITE in concomitanza della Sentenza N°13913 del 05 giugno 2017

Continua

L' avviso di ricevimento postale fa fede

E’ quanto ha disposto la Suprema Corte di Cassazione a SEZIONI UNITE in concomitanza della Sentenza N°13452 del 29 maggio 2017.

Continua

Gli istituti deflattivi del contenzioso tributario

Strumenti utili al fine di diminuire i procedimenti iscritti in Commissione tributaria?

Continua

Accertamento TARSU e obbligo della motivazione

E' quanto ha disposto la Commissione Tributaria Provinciale di Bari- Sezione 2 in concomitanza della SENTENZA N°1963 depositata l'11 luglio 2017

Continua

Gli atti impugnabili in commissione tributaria

Il processo tributario è un giudizio di impugnazione che in quanto tale implica un impulso di parte a seguito di un interesse ad agire

Continua

Il ricorso introduttivo. Elementi essenziali

Il processo tributario, come le altre giurisdizioni soggiace al principio generale secondo cui “non si ha giurisdizione senza azione”

Continua

Il giudizio di ottemperanza e processo tributario

L’Istituto del giudizio di ottemperanza rappresenta senza dubbio uno degli istituti più interessanti previsti dal D.lgs.n°546/1992

Continua

I poteri delle commissioni tributarie

La Cassazione ha assunto in passato l’orientamento secondo cui il processo tributario era da considerare “misto" ossia inquisitorio e dispositivo

Continua

Pagano la Tarsu i parcheggi dei supermercati

Le aree scoperte adibite a parcheggio del Centro commerciale pagano la TARSU. Lo ha ha disposto la Corte di CASSAZIONE nella SEN. 18500 del 26/7/2017

Continua

E’ nulla la notifica della cartella a mezzo pec

E’ quanto ha disposto la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia in concomitanza della Sentenza N°204 depositata il 31/07/2017

Continua

Tari, riduzione per disservizio non del Comune

E’ quanto ha disposto la Corte di Cassazione in concomitanza della Sentenza N°22531 depositata il 27 settembre 2017

Continua

ICI. La notifica degli accertamenti a mezzo posta

Il D.lgs.n°504/1992, art.11 nel testo applicabile ratione temporis prevede esclusivamente il ricorso al servizio postale con raccomandata a.r.

Continua

ICI/ IMU. Pertinenza esente solo se strumentale

E’ quanto ha disposto la Suprema Corte di Cassazione in concomitanza dell’Ordinanza N°29258 del 06 dicembre 2017

Continua

Pertinenza esente se strumentale all'abitazione

E’ quanto ha disposto la Suprema Corte di cassazione in concomitanza dell’Ordinanza N°29258 del 06 dicembre 2017

Continua

Ok per rateizzare se lo decide l'ente creditore

E’ quanto ha disposto la Corte di Cassazione nella Sentenza n°440 del 11/01/2018

Continua

Ici. Aree edificabili e valore venale

La Cassazione nell’Ordinanza n°29192 del 06/12/2017 ha disposto che è area edificabile il terreno su cui vengono effettuati lavori di costruzione

Continua

Mediazione se la lite non supera 50 mila euro

La novità è contenuta nel D.L.n°50/2017 rappresentata dalla variazione in aumento del valore della lite a 50 mila euro per il reclamo-mediazione

Continua

Poste private senza licenza. Notifiche inesistenti

E’ quanto ha disposto la Suprema Corte di Cassazione con l’Ordinanza n°234 del 08/01/2018

Continua

Sentenza di appello illegittima se non motivata

E’ quanto ha disposto la Suprema Corte di Cassazione con l’Ordinanza N°3999 depositata il 19/02/2018

Continua

I.C.P. Valenza direzionale e non pubblicitaria

E’ quanto ha disposto la Commissione Tributaria Regionale della Puglia con la Sentenza N°3189 depositata il 06/11/2017

Continua

Niente TARSU se i rifiuti sono speciali

Lo ha stabilito la Suprema Corte di Cassazione in concomitanza della Sentenza n°4412 del 23/02/2018

Continua

P.E.C., l`allegato in PDF. Parola alle Sezioni Unite

Notifica a mezzo P.E.C., spetta alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione stabilire la legittimità dell’allegato in estensione PDF

Continua

Ipotecabile il fondo patrimoniale ex ante

Ipoteca ammissibile anche sui beni facenti parte di un fondo patrimoniale costituito venti anni prima rispetto al debito sopravvenuto.

Continua

La stima UTE non giustifica la pretesa erariale

E’ quanto ha disposto la Suprema Corte di Cassazione in concomitanza della Sentenza N°8249 depositata il 04 /04/2018

Continua

Notifica via pec. Le sezioni unite hanno deciso

Le firme digitali cades e pades sono equivalenti. E’ quanto ha disposto la Suprema Corte di Cassazione nella sentenza 10266 del 27/04/2018

Continua

Atti esecutivi tributari. Art.57 del DPR 602/73

Illegittimità costituzionale dell’art.57 comma 1 lett. a) DPR 602/73 nella parte in cui non prevede l’opponibilità dell`atto esecutivo ex art.615 cpc

Continua

Cartella di pagamento nulla se non è motivata

E’ quanto ha disposto la Suprema Corte di Cassazione con l’Ordinanza n°10481 del 03 maggio 2018

Continua

E' nullo l'accertamento Tari non motivato

E’ quanto ha disposto la Commissione Tributaria Provinciale di Bari nella Sentenza N°1424 depositata dai Giudici baresi in data 05/06/2018

Continua

La rateizzazione interrompe la prescrizione

E’ quanto ha disposto la Suprema Corte di Cassazione in occasione dell’Ordinanza N°16098 depositata il 18 giugno 2018.

Continua

Accertamenti catastali e stima diretta

E’ quanto ha disposto la Commissione tributaria provinciale di Bari in concomitanza della sentenza N°1775 depositata in Segreteria il 16/07/2018

Continua

E’ reato la vendita di beni di proprietà in pendenza di una procedura esecutiva

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la Sentenza n°40442 del 12/09/2018

Continua

L’istanza di rateizzazione equivale a riconoscimento del debito

Lo ha disposto la Suprema Corte di Cassazione in occasione dell’Ordinanza N°16098 del 18/06/2018

Continua

L’incertezza normativa esclude le sanzioni tributarie

Corte di Cassazione Sezione Tributaria, Ordinanza n°26431 del 19/10/2018

Continua