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Cercare lavoro è un lavoro: istruzioni per renderlo facile


Come organizzare la ricerca del lavoro ed essere felici: consigli pratici per governare al meglio un momento complicato
Cercare lavoro è un lavoro: istruzioni per renderlo facile

Cercare lavoro è un lavoro” è diventato nel corso degli anni il mantra di riferimento per la ricerca di un nuovo lavoro. Con questa affermazione si fa solitamente riferimento alla fatica necessaria per effettuare una corretta ricerca del lavoro, ma spesso chi la pronuncia non evidenzia abbastanza quello che è il punto fondamentale, il concetto principale di tale pensiero: la necessità di organizzazione che tale attività comporta, per avere risultati migliori e ridurre la fatica e l’ansia.

Pensare la ricerca di un nuovo lavoro come una attività lavorativa stessa comporta infatti iniziare un percorso di pianificazione, organizzazione e monitoraggio che vengono considerati secondari, meno importanti e che proprio per tale ragione, non sempre si fanno.

Il primo obiettivo è contrastare la “casalinghizzazione”, la tendenza a dare priorità alle attività domestiche a dispetto delle attività di ricerca, determinata sia dal fare le cose nella propria abitazione, sia dalla mancanza di una struttura temporale esterna (compiti da svolgere predefiniti, orari da rispettare, obiettivi da raggiungere).

Diventa pertanto prioritario darsi autonomamente una struttura del lavoro e del tempo, al fine di poter compensare tale effetti, che potrebbero risultare nocivi nella gestione della ricerca  e che possono portare ad un aumento del tempo e della fatica necessari al raggiungimento degli obiettivi.

Cosa posso controllare?

Uno dei suggerimenti, normalmente forniti per ridurre l’ansia e lo stress associati ad una attività come la ricerca del lavoro, è quello di focalizzarsi sugli elementi che si possono controllare. Vediamo quali sono questi elementi.

1- Stabilire una agenda

Una delle prime regole da darsi nel corso della ricerca di un lavoro è quello di stabilire una agenda delle attività. Definisci le fasce orarie in cui cercherai lavoro: faciliterai l’attivazione della “modalità ricerca lavoro” del cervello.

Sapere che “dalle … alle…” ti dovrai concentrare sulla ricerca del lavoro permetterà al tuo cervello di focalizzare tutte le risorse su tale attività, e potrai individuare più facilmente eventuali perdite di tempo.

Stabilisci delle fasce orarie dedicate a ciascuna attività (p.e. dalle 8,30 alle 10,30 del mattino ci si dedica alla casa, dalle 10,30 alle 12,30 del mattino si fa ricerca del lavoro e così via): potrai contemperare le esigenze domestiche e le attività di ricerca, distinguendo nettamente i momenti e facilitando la focalizzazione dell’attenzione sullo specifico problema.

Quanto tempo dedicare quotidianamente alla ricerca del lavoro? Il mio suggerimento è quello di dedicarvi un’ora e mezza al mattino, ed altrettanto tempo al pomeriggio, suddivisione che consente di coprire l’intera giornata, senza generare un eccesso di fatica e frustrazione.

2- Il target dei curriculum

Stabilisci degli obiettivi giornalieri, settimanali e mensili di attività da svolgere, per monitorare quanto lavoro stai producendo. In questo modo puoi valutare il lavoro svolto, ed il suo andamento.

Stabilisci quanti curriculum inviare, e monitora quanti ne hai spediti. Inviare quotidianamente un certo numero (predefinito) di curriculum è sicuramente una attività governabile, che ti consentirà di capire se si sta procedendo correttamente nella ricerca del lavoro e a differenza del numero di inserzioni o dei colloqui, è un indicatore completamente dipendente dal tuo operato,

Un numero di 5 curriculum inviati quotidianamente potrebbe essere un buon obiettivo da porsi: significa un centinaio di cv al mese, con un lavoro gestibile quotidianamente sia per quel che riguarda la fase di invio, sia per quel che riguarda la fase di recall.

Permette, inoltre, di avere rapidamente un feedback dell’efficacia del profilo presentato, in quanto già dopo due settimane si ha inviato una massa tale di cv da sapere se le aziende contattate sono o meno interessate.

3- La postazione di lavoro

Il tema spinoso della postazione di lavoro risente del fatto che la ricerca del lavoro viene generalmente fatta dalla propria abitazione, luogo normalmente non adibito a tale scopo.

Due sono gli elementi di cui tener conto: la disponibilità di spazi adeguati e la presenza di stimoli che possono distrarre. Relativamente alla disponibilità di spazi adeguati, non sempre si dispone di una stanza o di un luogo che è possibile utilizzare a quello specifico scopo.

Diventa pertanto importante crearsi un “rituale”, una sequenza di azioni legate all’avvio ed alla chiusura delle attività. Preparare la postazione di lavoro all’inizio della giornata e ordinarla al termine ti consentirà di inviare un chiaro segnale al tuo cervello, per attivare o disattivare la modalità “ricerca di lavoro”.

Altro elemento importante è quello delle distrazioni, dagli altri abitanti della casa a vari stimoli presenti (p.e. il frigorifero, la televisione, i social network) che possono distrarti dal focalizzarti completamente sull’obiettivo.

Un possibile suggerimento è quello di svolgere le attività di ricerca all’esterno della tua abitazione, di concordare con gli altri abitanti della casa delle “regole” sugli orari (spiegando chiaramente la propria agenda e le necessità ad essa associate), ma soprattutto rendersi conto che le distrazioni sono una “necessità” del nostro cervello, un modo che ha per indicarci che ciò che facciamo ci crea ansia e fatica, e che quindi una pausa a volte può essere necessaria.

4- Il telefono

Durante il periodo di ricerca del lavoro il telefono è uno strumento fondamentale: serve a contattare le aziende, ma soprattutto serve ai selezionatori a contattarti.

Capita molto spesso però che i selezionatori contattino i possibili candidati e che questi non rispondano. Telefonate troppo lunghe, suonerie spente, telefoni senza carica, abbandonati chissà dove: queste sono alcune delle principali cause del mancato contatto.

Il risultato finale è che molti candidati vengano scartati semplicemente perché non è possibile contattarli, ed il selezionatore non ha né la voglia né il tempo da dedicare ad una seconda chiamata.

Privilegia un uso professionale del telefono in questo periodo: telefonate brevi nella fascia oraria 9-18, telefono sempre acceso ed a portata di mano, suoneria alta e soprattutto avere sempre dietro carta e matita per prendere eventuali appunti.

 

Stai cercando lavoro? Quelli indicati sono alcuni suggerimenti operativi, ripetutamente testati in molti anni di lavoro, che hanno dimostrato la loro utilità e funzionalità nel migliorare l’efficacia della ricerca del lavoro e la produttività di chi li ha usati.

Ti è stato utile questo articolo? Pensi di avere necessità di ulteriri consigli? Contattami e ne parleremo assieme, per progettare assieme la strategia più adatta alle tue esigenze

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