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Cessione di una quota di partecipazione nella Srl


Cessione di una quota nel primi mesi dell'anno: valutazioni opportune
Cessione di una quota di partecipazione nella Srl
Diversamente da quanto avviene nelle società di persone, il socio di società a responsabilità limitata può cedere la sua quota di partecipazione anche in corso d’anno, esempio in febbraio, e con essa cedere anche il diritto a riscuotere l’intero dividendo dell’esercizio sociale già concluso o all’opposto l’onere di reintegrare il capitale sociale se corroso da una perdita.
Poniamo il caso che il socio ceda la sua quota prima che il Consiglio di Amministrazionene o l’AU depositino il bilancio presso la sede sociale nei termini previsti dall’art.2429 e art. 2478 bis: almeno 15 giorni prima dell’assemblea convocata per l’approvazione. Ovviamente egli non ha alcuna notizia certa del risultato dell’esercizio sociale concluso ma soprattutto il bilancio non è ancora stato approvato dall’assemblea e non è ancora stata deliberata la distribuzione dei dividendi. In questo caso il prezzo di vendita della quota non deve tenere conto del risultato dell’esercizio concluso, che sia positivo o meno, se il bilancio non è ancora stato approvato e a maggior ragione se il bilancio non è stato nemmeno ancora depositato presso la sede sociale, e l’eventuale dividendo, del quale l’assemblea delibera la distribuzione, verrà incassato dal " nuovo socio " che voterà in assemblea.
Attenzione quindi al metodo utilizzato per formare un prezzo di vendita di quote di Srl, all’epoca della vendita.
Nelle srl inoltre non necessariamente ad un risultato positivo di esercizio consegue una distribuzione di dividendi, è possibile infatti che l’assemblea dei soci deliberi di destinare l’utile a riserva, non legale perché già obbligatoria, ma straordinaria, in vista di nuovi investimenti in attrezzature ed impianti per esempio. In questo caso i soci non percepiscono il dividendo o lo percepiscono in misura inferiore alle aspettative.
Pertanto il prezzo di cessione della quota che venga ceduta dopo l’approvazione del bilancio e la delibera di distribuzione dei dividendi ai soci:
1 Sarà maggiore se in presenza di un risultato positivo di esercizio la distribuzione dei dividendi deliberata sarà inferiore alle aspettative per accantonamenti a riserva, perché anche se il dividendo sarà riscosso dal cedente che ha partecipato alla delibera, il valore latente della quota di partecipazione ceduta è maggiore in quanto gli utili non distribuiti sono stati destinati ad aumento del patrimonio della società.
2 Sarà più contenuto se in presenza di un risultato positivo di esercizio la distribuzione dei dividendi deliberata sarà come da aspettative ed i dividendi andranno al cedente come sopra.

Nel primo caso infatti il cessionario sa che la destinazione degli utili al patrimonio , che si tratti di acquisti di impianti o di accantonamenti a riserva, sarà positiva per la società ed andrà ad aumentare direttamente in proporzione il valore della quota, mentre nel secondo caso l’utile prodotto e distribuito dopo gli accantonamenti di legge non verrà reinvestito e la sua quota di partecipazione potrà aumentare di valore solo se l’azienda continuerà a produrre utili di esercizio.

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