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Cliente insolvente, la concessione del credito risulta abusiva


Quando la concessione del credito risulta abusiva?
Cliente insolvente, la concessione del credito risulta abusiva

Con l’entrata in vigore del TUB è stata imposta all’autorità giudiziaria la valutazione circa la compatibilità tra l’attività di erogazione del credito, da parte dalle banche, con i principi a tutela del risparmio e della concorrenza, per evitare la concessione del credito da parte dell’istituto creditizio, ad un cliente insolvente.

 

La banca è tenuta a svolgere l’attività d’impresa attenendosi ai principi di correttezza e di lealtà contrattuale. Pertanto l’istituto di credito è tenuto a tenere condotte non abusive e contrarie all’esercizio dell’attività di impresa e, per l’attività di concessione del credito, è tenuto a svolgere la sua attività in modo da non ledere la posizione contrattuale del cliente o di terzi.

 

Con la sentenza della Corte di Cassazione n. 7030/2006, la giurisprudenza ha stabilito quando la concessione creditizia può essere definita abusiva, in primis se il cliente dell’istituto bancario si trova in una situazione finanziaria dalla quale si può dedurre la certezza d’insolvenza del cliente.

La concessione del credito a un soggetto che sarà per certo insolvente produce un concreto danno economico non solo al cliente, per l’aumento dell’importo del suo debito, ma, anche nei confronti dei creditori e delle imprese concorrenti, che non vengono a conoscere la reale situazione d’insolvenza in cui versa il soggetto.

 

Le parti lese dalla concessione del credito a soggetto insolvente, possono procedere nei confronti della banca (che ha tenuto una condotta qualificabile come illecito civile), con un’azione di responsabilità contrattuale per violazione del principio del neminem laedere. Tale principio consiste nel dovere di non ledere l'altrui sfera giuridica con la previsione del risarcimento del danno nel caso di violazione di tale dovere.

 

Per procedere con tale azione, la parte che si è ritenuta lesa, deve provare il nesso di causalità tra il danno patrimoniale e la concessione abusiva del credito da parte della banca, oltre che la presenza di colpa o dolo. Quando sussistono tali presupposti? Il dolou viene accertato al momento dell’erogazione del credito quando è fornita la prova della sussistenza della consapevolezza della banca del reale stato di insolvenza del debitore. Qualora invece la banca non abbia provveduto a raccogliere informazioni esaurienti circa la situazione economica del cliente o non abbia puntualmente esaminato le possibili conseguenze derivanti dalla concessione creditizia sulla situazione debitoria, si ricade del campo della colpa.

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