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Coaching e accoglienza


Cos'è l'accoglienza? Come la interpretiamo noi? Breve articolo di riflessione
Coaching e accoglienza

Che cosa significa accoglienza? Vi siete mai fatti questa domanda?

In questo periodo in cui si parla molto di accoglienza vorrei proporvi delle riflessioni quali input di partenza per approfondire il significato che ognuno di noi può dare alla parola accoglienza.

L'accoglienza equivale all'atto di accogliere, di ricevere una persona, non è altro che il modo e le parole con cui si accoglie. 

L'accoglienza è un'apertura, ciò che così viene raccolto o ricevuto viene fatto entrare in una casa, in un gruppo, in sè stessi.

Accogliere vuol dire mettersi in gioco e in questo si esprime e si aggiunge una sfumatura ulteriore rispetto al supremo buon costume dell'ospitalità, che appunto può essere anche solo un buon costume.

Chi accoglie rende partecipe di qualcosa di proprio, si offre, si spalanca verso l'altro diventando un tutt'uno con lui e anche se l'accoglienza di un vecchio amico italiano può sembrare aliena rispetto all'accoglienza del conoscente giapponese, rimangono il medesimo fenomeno, diverso solo perchè deverse sono le persone, le culture, il loro modo di aprirsi, il loro modo di fare entrare. Si può essere ospitali, ma non veramente accoglienti e si può essere accoglienti anche se non si dispone di un alloggio "ospitale". L'accoglienza non va confusa con l'ospitalità, che è la messa a disposizione per benevolenza di vitto e alloggio allo straniero o a chi conosciamo bene. Chi si sente accolto collabora più facilmente, chi si sente solo ospitato o in qualche modo tollerato, cercherà di sfruttare la situazione a suo vantaggio.

Tutto questo vale anche per l'accoglienza che facciamo a noi stessi, alle nostre emozioni, ai nostri sentimenti, al nostro passato e a quello che ci accade ora. 

A tal proposito in un suo libro Galloway, padre del coaching scrive:"Se facilmente siamo portati a credere che nessuno più di noi stessi può capire di cosa abbiamo bisogno per metterci a proprio agio, ed essendo noi stessi la persona da accogliere, potremmo con estrema superficialità pensare che l'auto accoglienza sia una condizione naturale nel processo di autocoaching, ed invece nella condizione di difficoltà o smarrimento in cui ci troviamo spesso per traprendere un percorso di coaching siamo molto severi e giudicanti nei nostri confronti e probabilmente i nostri Sè 1 e Sè 2 sono in aperto conflitto, condizione questa non ideale perchè sappiamo bene che ciò comporta rottura in qualsiasi rapporto di dialogo, quindi bisogna passare attraverso la distensione del rapporto con il Sè giudicante che deve arrivare ad accettare la situazione con l'obiettivo di svoltare e dare inizio al cambiamento puntando l'attenzione su cosa si ha di positivo da sfruttare in termini di potenzialità e non continuare sulla strada della critica gratuita su tutto ciò che non ci appartiene in termini di capacità."

Accogliere implica vicinanza, il movimento verso di sè, in una relazione non tanto fisica quanto affettiva. Implica amore verso se stessi e verso l'altro. Significa ricevere qualcuno con dimostrazione di affetto, accettarlo, approvarlo. Questo significa accorciare le distanze, mettere a proprio agio e dare pari dignità a chi ti sta davanti, significa porsi in atteggiamento empatico. Significa entrare in una relazione fraterna...in una parola: ascoltarlo! Usare quello che fra i cinque sensi ci mette in relazione profonda con l'altro ancora più della vista, che più facilmente ci distrae o ci predispone al pregiudizio.

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