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Come abiteremo le nostre case? 10 suggerimenti


Durante il lockdown abbiamo vissuto un rapporto simbiotico con le nostre abitazioni. Cosa cambierà nel nostro modo di viverle?
Come abiteremo le nostre case? 10 suggerimenti

Durante il lockdown abbiamo vissuto un rapporto simbiotico con le nostre abitazioni, uno stress test che avrà risvolti importanti nel prossimo futuro.

Tutti noi abbiamo capito cosa funziona e cosa no nelle nostre case. Abbiamo sicuramente amplificato il nostro rapporto con essa e di conseguenza abbiamo maturato una serie di quesiti interessanti sul futuro dell'abitare.

Cosa cambierà nel nostro modo di vivere le abitazioni? Se da un lato abbiamo sperimentato l’esperienza dello smart working dall’altro abbiamo capito che uno spazio all’aperto come nei migliori dei casi un giardino, un terrazzo o un balcone possono essere di grande aiuto.

Siamo passati ad una casa spesso vissuta solo come dormitorio all’ unico luogo in cui passiamo le nostre giornate.

Tra le soluzione emerse ci sono alcune proposte interessanti dove non servono grandi cambiamenti, ma solo una rimodulazione degli spazi con una razionalità diversa che oltre a favorire la convivialità, tenga conto anche dell’esigenze di lavoro e di benessere.

Ma quali sono i possibili scenari di rifunzionalizzazione delle nostre abitazioni?
Qui di seguito alcuni esempi:

1 - Ingresso filtro attrezzato con una scarpiera e igienizzazione necessaria per l’ingresso in casa;

2 - Stanze multifunzionali e flessibili dedicate a diverse attività da svolgere durante la giornata (esercizio fisico, smartworking, home schooling…);

3 - Soggiorno: sistemi per miglioramento del comfort, sicurezza ed efficienza ambientale, Sistemi di controllo della temperatura e qualità dell’aria;

4 - Sviluppo della domotica per evitare accensioni manuali;

5 - Cucina punti di incontro virtuali in chat o in luoghi deputati all’approvvigionamento “a distanza” di e-commerce;

6 - Bagno concetto di private wellness, home is the new spa;

7 - Zona all’aperto: giardini, terrazzi o balconi per dedicare qualche ora al sole;

8 - Stanza attrezzata per l’isolamento sociale in caso di un eventuale contagio;

9 - Miglioramento della tecnologia e reti domestiche per la telemedicina e predisposizioni alle cure domiciliari;

10 - Produzione energia da fonti rinnovabili.


Se alcuni punti elencati sono provocatori, altri invece sono entrati prepotentemente nelle nostre abitudini.

Per quel che riguarda i materiali ci sarà un’attenzione particolare alle superfici facili da pulire, a basso impatto ambientale, durevoli nel tempo, meno porose e tecnologicamente evolute.

Un nuovo mood minimale, ma allo stesso tempo accogliente dai colori chiari e che diano luminosità all’ ambiente, la parola d’ordine sarà benessere.

Un layout modulabile, dovrà essere possibile ingrandire o ridurre uno spazio della casa, una configurazione aperta, che permetta di modificare in breve tempo lo spazio interno.
Per esempio partizioni mobili che generano ambienti differenti a seconda delle necessità del momento.

Anche al livello condominiale si potrebbero pensare a degli accorgimenti:

- Spazi per il delivering dei prodotti;

- Rifunzionalizzazione dei terrazzi condominiali per attività sportiva, relax, orto urbano curato dagli stessi condomini.

Ristrutturare casa è avere la visione di una qualità di vita e trasferirla nel progetto. E’ saper interpretare il cambiamento, è comprendere una necessità e restituire una risposta adeguata.

Questa ripartenza potrà essere una grande occasione per migliorare le nostre vite e questa volta ricominciamo dalla casa.

E voi cosa ne pensate?

 

smart working

spazi flessibili

 

 

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