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Sicurezza sul lavoro: come assistere al meglio le aziende italiane nelle attività all’estero


Quando un’azienda italiana opera all'estero possono innescarsi una serie di difficoltà che, se non gestite, possono portare al fallimento della commessa
Sicurezza sul lavoro: come assistere al meglio le aziende italiane nelle attività all’estero

 

Quando un’azienda italiana opera in un contesto diverso dall’Italia e al di fuori della propria comfort zone, possono innescarsi una serie di difficoltà che, se non gestite a tempo e adeguatamente, possono portare al degrado o addirittura al fallimento della commessa con conseguente perdita della reputazione e dell’immagine dell’azienda.

Personalmente ho visto e vissuto alcune situazioni di questo tipo in cui la inadeguata preparazione a commesse estere unita alla ricerca continua del risparmio e dei tagli al budget della sicurezza ha poi portato a un degrado dell’immagine professionale e alla conseguente perdita di nuovi contratti con lo stesso cliente.

Innanzitutto va studiato attentamente il contesto locale del paese in cui si opera, principalmente a livello di leggi e normative sul lavoro. Sarà fondamentale preparare per tempo un’analisi legislativa relativa alla nazione di interesse suddivisa in capitoli relativi ai rischi specifici dell’attività (permessi di lavoro, lavori in quota, gestione delle emergenze, sorveglianza sanitaria, ecc.) in quanto ogni paese può avere delle richieste che non sono le stesse rispetto alla realtà italiana.  Ad esempio l'altezza minima a cui si può lavorare in quota senza protezioni collettive o individuali può variare da un paese all’altro (2 m in Italia, 1.7 m in Kazakistan, 1 m in Germania, e così via).

Oppure la necessità o meno di disporre di un responsabile per la sicurezza (HSE Manager o Coordinatore) che in alcuni paesi è richiesto mentre in altri si può delegare la funzione ai supervisori.

Questa analisi andrà poi letta e studiata dal Project Manager e diffusa ai referenti sul sito (includendo eventuali sub appaltatori o lavoratori autonomi) per applicazione immediata prima dell’inizio delle attività di cantiere.

Un altro punto fondamentale riguarda gli approvvigionamenti di materiale (in questo caso parliamo di dispositivi relativi alla sicurezza sul lavoro) in quanto non sarà sempre possibile o conveniente far arrivare dall’Italia il materiale richiesto a causa di costi elevati per il trasporto, ma anche per eventuali fermi doganali che rischiano di creare ritardi nella consegna dei materiali. Dunque, sarà importante sondare il mercato locale per trovare i fornitori necessari per il completamento del progetto (è spesso conveniente cercare in outsourcing gli stessi responsabili della sicurezza qualità o ambiente che hanno costi minori e conoscono bene il contesto locale) e in generale non è così complicato reperire localmente del materiale di qualità e già certificato agli standard locali e internazionali in molte nazioni europee. 

Anche i corsi di formazione relativi alla sicurezza che vengono richiesti dal cliente locale possono venire effettuati nel paese con la certezza che verranno approvati dall’autorità di vigilanza mentre a volte i corsi seguiti in Italia non vengono riconosciuti o per lo meno vanno adeguati con traduzioni asseverate (ad esempio per la conduzione di mezzi di sollevamento in Austria il patentino italiano non è sufficiente e va adeguato alle richieste locali con tempi e costi da considerare nel budget di progetto).

In caso di incidenti e infortuni sul lavoro è opportuno preparare un piano di emergenza con i contatti delle strutture mediche nelle vicinanze (che vanno dunque verificati prima dell’inizio delle operazioni) in modo da minimizzare i tempi di intervento e fornire il primo soccorso alle vittime in maniera professionale ed efficiente. Inutile dire che un solo infortunio non gestito adeguatamente può pregiudicare la stessa permanenza futura dell’azienda in uno stato indipendentemente dai risultati ottenuti.

Dunque quando si deve pianificare la gestione delle emergenze sarà importante testare la sequenza di interventi (chiamata alle cliniche convenzionate, agli ospedali locali, al servizio di Medevac – elicottero o mezzo navale) per essere preparati nel caso in cui si debba intervenire per un evento improvviso.

Il sottoscritto ha all’attivo un’esperienza ventennale all’estero, sia in maniera diretta dai siti di intervento sia in remota assistenza dall’Italia, in paesi considerati difficili a livello di servizi e gestione delle emergenze quali Algeria, Egitto, Nigeria, Venezuela, Kazakistan e altri.

 

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