Comunicare la sicurezza e il ruolo del safety coach


Comunicazione efficace e modifica del comportamento e della percezione della sicurezza sul lavoro
Comunicare la sicurezza e il ruolo del safety coach
Fare la sicurezza sul lavoro, avere la percezione del Sé, del pericolo, dei comportamenti prevenzionistici non può non avvenire senza porre al centro di ogni azione la persona prima che il lavoratore.

Comunicare correttamente, coinvolgere emotivamente il lavoratore significa creare valore del proprio essere, dell’appartenere ad un gruppo, ad una squadra, del sentirsi parte dell’azienda.

In questo contesto lavorativo dove il lavoro è divenuto una necessità di sopravvivenza, e non un migliorare la propria condizione sociale, dove si entra in un lavoro anche se non piace per bisogno, o parcheggiati fino a che non si trova un altro lavoro, rende il lavoratore stesso stressato e non motivato ad entrare al mattino in azienda.

Gli stessi giovani supportati ancora dalla famiglia che gli ha permesso di studiare raggiungendo il proprio successo formativo, non ottengono lo stesso risultato nella ricerca del posto di lavoro, ormai precario, temporaneo e che non piace ma si deve lavorare per diventare autonomi e liberi.

Durante i vari momenti formativi che conduco nelle aziende, parlando di queste situazioni lavorative, pongo sempre una domanda, ma vi piacerebbe entrare al lavoro sorridendo? Gioiosi della vita?

Proseguendo gli chiedo, dunque, perché non lo fate? Cosa attendete?

Dinanzi a queste domande e risposte si coglie la percezione che ciascuno attende che siano gli altri a dargli tutto il benessere di cui meritano, perché bravi, perché intelligenti o laureati o per un diritto intrinseco sancito dalla Costituzione.

Il presupposto e che se mi faccio piacere qualsiasi sia il lavoro, lo affronto meglio, con maggior impegno e soddisfazione personale che va al di là dei soldi, con maggiore attenzione al pericolo e tutto si muoverà in funzione di questo non solo nel lavoro ma anche nella vita privata. Nella formazione occorre far percepire quanto sia importante la vita privata e quanto influenzi i miei atteggiamenti nel lavoro e nell’approccio alla vita, consentendo così di evitare gli infortuni.

La sicurezza sul lavoro, come le relazioni sul lavoro e le relazioni con se stessi attraverso una corretta modalità di comunicazione che non sono solo parole ma sono anche gesti, atteggiamenti, viene percepita come una ricchezza, un bene e un valore.

Formare e comunicare correttamente non consente di eliminare i problemi, solo si affrontano con una energia diversa, in modo diverso tali da consentire al lavoratore di migliorare il proprio atteggiamento.

Conduciamo la nostra vita lavorando fino ad una età pensionabile avanzata, tanto vale farlo con il sorriso e imparare tutto il possibile, per avere anche una seconda opportunità in caso di necessità. Acquisire competenze non significa solo responsabilità ma è spesso una opportunità di diventare imprenditore di se stessi anche sul posto di lavoro.

Il ruolo del Safety coach ha l’obiettivo di accendere questa percezione e modalità sensitiva del lavoratore guidandolo alle scelte che deve effettuare nei confronti della propria vita e dell’essere lavoratore di una azienda dove tutto non avviene con un solo scambio di denaro.

L’attività del Safety coach all’interno di un’azienda permette di ridurre lo stress o le pressioni stressogene, governandole, partendo dall’alta direzione verso poi tutti i lavoratori coinvolti.

Mi diceva un amico psicologo di successo che i migliori clienti sono i tuoi dipendenti, per cui se tu non ti interessi a loro, perché loro devono interessarsi al tuo lavoro?

Pertanto la comunicazione efficace ha la capacità di motivare e di coinvolgere le persone si possono ottenere incredibili risultati verso la gestione della sicurezza e della salute dei lavoratori.

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