Comunicazioni periodiche IVA: primi avvisi bonari


In arrivo i primi avvisi bonari a seguito di presentazione delle periodiche IVA. Di fatto ridotti i termini del ravvedimento operoso
Comunicazioni periodiche IVA: primi avvisi bonari
COMUNICAZIONI PERIODICHE IVA: UN SURRETTIZIO AUMENTO DELL'IVA PER LE IMPRESE
Una breve considerazione sul nuovo adempimento periodico: la comunicazione periodica IVA.
Con il nuovo adempimento e le modifiche normative che ne sono conseguite, di fatto lo Stato che a parole insegue una maggiore "compliance" da parte dei contribuenti di fatto inserisce un surrettizio aumento dell'IVA dovuta.
La normativa che ha introdotto tale adempimento ha infatti modificato l'articolo 54-bis inserendo l'ultimo comma per il quale i dati riportati con le comunicazioni IVA sono considerati a tutti gli effetti quali "Dichiarati", con ciò determinando la possibilità di procedere in base a tali comunicazioni al recupero coattivo delle imposte dichiarate. La comunicazione IVA assurge al ruolo di dichiarazione parziale, con tutti gli effetti che ne derivanto.
La conseguenza è che già oggi stanno pervenendo i primi avvisi bonari per coloro che hanno problemi contingenti di liquidità, con applicazione di sanzioni per il 10% e con il contestuale effetto di impedimento all'accesso dell'istituto del ravvedimento operoso, che consentiva ai contribuenti di recuperare la propria liquidità entro un periodo ben più lungo.
L'effetto conseguente è che già così lo Stato recupera un minimo del 7% in più (che applicato al 22% significa maggiori entrate per circa un 1,5% in più)... che porta di fatto l'aliquota a questo stadio al 23,5%.
Se aggiungiamo che chi ha avuto problemi di liquidità a maggio potrebbe non averli risolti a settembre, ecco che la sanzione scatta al 30%... il che porta un ulteriore incremento delle sanzioni per un 27% di differenza, che applicato al 22% porta l'aliquota al 27,9% circa.
Considerato che molti pagano e tanti non pagano, ecco che ragionevolmente la media delle entrate si attesta ad un 24% - 24,5% tra IVA e sanzioni... che misteriosamente richiama l'aliquota prevista quale clausola di salvaguardia dalle Renziane Finanziarie presentate alla UE un paio di anni fa... sospesa sulla parola, realizzata surretiziamente nei fatti!
Nel contempo lo Stato ha debiti verso i privati per 43 MILIARDI di €... scaduti e non pagati!

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