Confronto tra i regimi contabili delle PF


Guida alle caratteristiche dei regimi contabili e fiscali a disposizione dei lavoratori autonomi e delle ditte individuali
Confronto tra i regimi contabili delle PF
La scelta del regime contabile a cui aderire dipende da numerosi fattori, quali il tipo di attività che si va a svolgere, il settore di attività, l’eventuale necessità di collaboratori o dipendenti, il volume di ricavi generato, l’opportunità di autonomia patrimoniale, ecc.

In questa sede si evidenziano le caratteristiche dei regimi contabili a disposizione delle persone fisiche, costituite sotto forma di lavoratore autonomo o ditta individuale (non si considera il caso delle società di capitali a socio unico):
a) Regime degli ex minimi, c.d. supersemplificato (art. 1 co 96-117 L. 244/2007; art. 27 co 3-4-5 D.L. 98/2011)
b) Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, c.d. regime dei nuovi contribuenti minimi (art. 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98).
c) Nuove iniziative produttive, c.d. forfettino, (art. 13 L.388/2000)
d) Regime contabile semplificato (art. 18 D.P.R. 600/1973, art. 66 e 109 TUIR)
Ogni regime ha sue peculiarità in termini di requisiti per accedervi, determinazione della base imponibile e dell’aliquota fiscale applicata, degli adempimenti a cui si deve dare seguito. Di seguito si riportano le differenze tra i 4 regimi contabili indicati.

REQUISITI DI ACCESSO
a) Gli ex minimi - regime riservato alle persone fisiche che iniziano una nuova attività imprenditoriale (anche sotto forma di impresa familiare o impresa agricola) o di lavoro autonomo, che:
1. non fanno cessioni alle esportazioni (di beni verso Paesi extra UE, di beni e servizi verso esportatori abituali, di navi e aerei),
2. non superano i 30 mila € l'anno di ricavi
3. non hanno dipendenti o collaboratori
4. nei 3 anni precedenti non hanno spese per beni strumentali (anche in leasing o in affitto) maggiori di 5.000 euro
5. non hanno erogato utili da partecipazione agli associati con apporto di solo lavoro
b) I nuovi minimi - devono rispettare i requisiti degli ex minimi ed in più devono rispettare anche gli ulteriori requisiti:
6. non aver esercitato nei 3 anni precedenti attività di lavoro autonomo o impresa (sono ammesse le prestazioni occasionali di lavoro autonomo ed il lavoro accessorio)
7. non aver proseguito un'attività già svolta precedentemente come lavoratori dipendenti (salvo persone in mobilità) o lavoratori autonomi (salvo il tirocinio obbligatorio)
8. non proseguire l’attività di un altro soggetto i cui ricavi siano stati inferiori a 30 mila l'anno
c) Le nuove iniziative produttive - è il regime destinato alle persone fisiche che iniziano una nuova attività imprenditoriale (anche sotto forma di impresa familiare) o di lavoro autonomo che:
1. non hanno esercitato nei 3 anni precedenti attività artistica, professionale o d'impresa (sono ammessi i soci non amministratori)
2. non proseguono un'attività già svolta precedentemente come lavatori dipendenti (salvo persone in mobilità) o lavoratori autonomi (salvo il tirocinio obbligatorio)
3. se sono lavoratori autonomi o imprese di servizi non hanno compensi superiori ad euro 30.987,41 (iva esclusa), se sono altre imprese non eccedono i 61.974,83 euro di ricavi
4. osservano regolarmente gli obblighi previdenziali, assicurativi ed amministrativi
d) I semplificati - Regime contabile naturale per imprese individuali e Società di Persone (Snc, Sas) con ricavi non superiori a 400 mila € (per attività di servizi) o non superiori a 700 mila € in caso di svolgimento di altre attività.
DETERMINAZIONE DEL REDDITO
a) Il reddito degli ex minimi si determina con le regole ordinarie, rispettando il principio di competenza per le imprese o di cassa per i professionisti. La base imponibile è data dalla differenza tra ricavi e costi e la tassazione è progressiva secondo gli scaglioni di reddito Irpef (aliquote dal 23% al 43%). Sono dovute le addizionali all’Irpef, ma non è dovuta l’Irap. Si versa l’iva in eccesso rispetto a quella pagata sui costi.
b) Punto di forza del regime dei minimi è il pagamento di solo un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali pari al 5% della differenza tra ricavi e costi. Non è dovuta l’Irap e si è esonerati dall’applicazione dell’iva ai ricavi (ma non si può recuperare l’iva pagata con i costi).
c) Le nuove iniziative versano un’imposta sostitutiva di Irpef e Addizionali pari al 10% del reddito calcolato come differenza tra ricavi e costi (art. 54 e 66 TUIR). Sono soggetti all’Iva e, se ne ricorrono i presupposti, all’Irap.
d) I semplificati determinano infine il reddito e versano le imposte secondo le regole ordinarie del TUIR, applicando gli scaglioni Irpef progressivi. Versano le addizionali regionali e comunali all’Irpef, l’Irap (se dovuta) e l’Iva sui ricavi eccedente quella sui costi.
ADEMPIMENTI
In tutti i regimi contabili considerati è prevista la numerazione e conservazione delle fatture ricevute e delle bollette doganali, l’obbligo di fatturazione e la certificazione dei corrispettivi e delle ritenute operate. Tutti devono presentare la dichiarazione dei redditi, iscriversi all’Archivio Vies in caso di operazioni intracomunitarie ed adempiere agli obblighi previdenziali.
Solo i minimi non sono tenuti alla Comunicazione Polivalente delle operazioni soggette a fatturazione (c.d. Spesometro), sono esonerati da tutti gli adempimenti Iva, dagli Studi di Settore e dalla dichiarazione Irap (quest’ultima non dovuta neanche dagli ex minimi). Come loro anche chi aderisce alle nuove iniziative non è soggetto alla ritenuta d’acconto (poiché l’imposta sostitutiva dovuta è inferiore alla ritenuta stessa, pari al 20%).
Solo i semplificati devono tenere i registri iva (fatture emesse e corrispettivi, fatture ricevute), liquidare e versare l’iva periodicamente (ogni mese o trimestre) ed in acconto.

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di Lisa Soffiantini

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