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Appalti pubblici, l'omessa separata indicazione dei costi della manodopera comporta l'esclusione


Conseguenze della omessa separata indicazione dei costi della manodopera
Appalti pubblici, l'omessa separata indicazione dei costi della manodopera comporta l'esclusione

 

Nella sentenza 25 settembre 2018 n. 5513 la Quinta Sezione del Consiglio di Stato ha statuito che la mancata separata indicazione nell’offerta economica dei costi della manodopera comporta l’automatica esclusione dalle procedure per l’aggiudicazione di appalti pubblici.

A tale conclusione il Consiglio di Stato è giunto evidenziando il testo dell’art. 95, comma 10, del codice dei contratti pubblici, come modificato dall’art. 60, comma 1, lett. f), del D.Lgs. n. 56 del 2017, che dispone: «Nell’offerta economica l’operatore deve indicare i propri costi della manodopera e gli oneri aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ad esclusione delle forniture senza posa in opera, dei servizi di natura intellettuale e degli affidamenti ai sensi dell’articolo 36, comma 2, lettera a). Le stazioni appaltanti, relativamente ai costi della manodopera, prima dell’aggiudicazione procedono a verificare il rispetto di quanto previsto dall’art. 97, comma 5, lett. d)».

Prima dell’entrata in vigore del citato D.Lgs. n. 56 del 2017 la disposizione era, invece, del seguente tenore: «Nell’offerta economica l’operatore deve indicare i propri costi aziendali concernenti l’adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro».

Pertanto, un’offerta economica che riporti la dichiarazione di un solo valore (prezzo complessivamente offerto) è difettosa ed incerta per inosservanza di un precetto imperativo che impone un determinato adempimento, che nel caso in esame era anche ribadito con l’espressa comminatoria di esclusione dal disciplinare di gara.

Detta omissione non è sanabile a mezzo del potere di soccorso istruttorio della stazione appaltante, atteso che quest’ultima, ai sensi dell’art. 83, comma 9, del codice dei contratti pubblici, non può farvi ricorso per consentire di integrare o regolarizzare le mancanze, le incompletezze ed ogni altra irregolarità essenziale afferenti all’offerta economica

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