Contratti nel settore sportivo


CO.CO.CO. nel settore sportivo
Contratti nel settore sportivo
Secondo quanto previsto dai commi da 358 a 360, art. 1, l. 27.12.2017, n. 206, le collaborazioni rese a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal C.O.N.I. costituiscono oggetto di contratti di collaborazione coordinata e continuativa.

I contratti co.co.co. - Come noto, il D.Lgs. n. 81/2015, ha rivisitato alcuni articoli del D.Lgs. n. 276/2003 (c.d. "Legge Biagi") in particolare nella parte dedicata al c.d. "contratto di collaborazione coordinata e continuativa a progetto", enucleando alcuni elementi distintivi ai fini della presunzione di lavoro subordinato sia in ambito di collaborazioni che di lavoro autonomo con partita IVA (...).
Con il chiaro fine di evitare gli abusi nella concreta applicazione della normativa, l’art. 2, co. 1, del D.lgs. n. 81/2015 ha inserito un meccanismo di presunzione che, in presenza di determinati indicatori, determina l’applicazione della disciplina propria del rapporto di lavoro dipendente.
L’automatismo presuntivo, operante dal 1° gennaio 2016, si estende ai rapporti di collaborazione personali che si concretizzino in prestazioni di lavoro continuative ed eteroorganizzate dal datore di lavoro. Gli indicatori devono essere tutti presenti affinché si verifichi la riconduzione al lavoro subordinato.
In alcuni casi gli indicatori di presunzione che determinano l’applicazione della disciplina del lavoro subordinato non hanno efficacia. Si tratta di:
1. Collaborazioni per le quali gli accordi collettivi stipulati dalle Confederazioni Sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
2. Collaborazioni prestate nell’esercizio di professioni intellettuali per le quali è necessaria l'iscrizione in appositi Albi professionali;
3. Attività prestate nell’esercizio della loro funzione dai componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e dai partecipanti a collegi e commissioni;
4. Prestazioni di lavoro rese a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal C.O.N.I. come individuati e disciplinati dall’articolo 90 della Legge 27.12.2002, n. 289.

Aspetti tributari - I compensi derivanti dai suddetti accordi stipulati dalle società sportive dilettantistiche lucrative costituiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente ex art. 50, D.P.R. n. 917/86. Si qualificano, invece, redditi diversi ai sensi della lettera m), comma 1, art. 67 D.P.R. n. 917/86, i compensi derivanti da co.co.co stipulati dalle associazioni dilettantistiche; per queste a decorrere dal 1 gennaio 2018, i compensi sportivi saranno assoggettati a ritenuta Irpef e relative addizionali comunali e regionali solo al superamento del limite di euro 10.000 (in precedenza euro 7.500).
Secondo Corte di Appello di Roma, sentenza 11.05.2016, n. 2118, una ASD che gestiva un centro di fitness era obbligata a versare i contributi per gli istruttori alla gestione ex Enpals. Ciò in virtù dell’elencazione contenuta nel D.M. 15.03.2005, che include tra le categorie dei lavoratori assicurati obbligatoriamente presso l’Enpals "...impiegati, operai, istruttori ed addetti agli impianti e circoli sportivi di qualsiasi genere, palestre, sale fitness, stadi, sferisteri, campi sportivi, autodromi...".
Al contrario si riporta la soluzione di Corte di Appello di Bologna 23.09.2016 n. 558 secondo cui: "...tutte le collaborazioni svolte nell’ambito sportivo dilettantistico seguono il regime agevolato a prescindere dall’abitualità e dalla continuità della prestazione ... con la conseguenza che non essendo il compenso imponibile (ai fini trib utari N.d.A.) non potranno su di esso calcolarsi neppure oneri previdenziali ...". Nella stessa direzione, Corte di Appello di Firenze 8.10.2014, n. 683, Corte di Appello di Milano 16.11.2015.
In ogni caso è operante l’obbligo nei confronti di tutti i soggetti a cui sono corrisposti i cd compensi sportivi, ivi compresi gli atleti, di provvedere all’iscrizione nel libro unico del lavoro, alla comunicazione al centro per l’impiego ed al rilascio del cedolino paga (Circolare INPS 14.02.2007, n. 4746).

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di fabio vincitorio

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