Cooperativa di produzione e lavoro… in pillole


Perché costituire una Cooperativa di produzione e lavoro anziché una Snc.
Quali sono i vantaggi fiscali ed economici di cui poter fruire?
Cooperativa di produzione e lavoro… in pillole
La cooperativa è una società ma, pur essendo tale, è anomala in quanto caratterizzata dallo scopo mutualistico e dalla continua variabilità del capitale piuttosto che dal lucro.
Quindi, pur caratterizzata dallo scopo mutualistico, è una società che svolge attività d’impresa equiparata alle società di capitali.
Un soggetto instaura un rapporto associativo con una cooperativa allo scopo di ottenere condizioni di miglior favore rispetto a quelle che otterrebbe con l’associarsi ad altri tipi di società. Se si tratta di cooperativa di lavoro, come nel caso trattato, il soggetto si attende migliori condizioni lavorative; non obbligatoriamente economiche.
Il soggetto, una volta pagata la quota associativa e deliberata la sua accettazione dall’organo competente, ne diventa socio.
Successivamente, trattandosi di cooperativa di lavoro, quel soggetto instaurerà con la società cooperativa un altro rapporto giuridico, caratterizzato dal tipo di prestazione che svolgerà per la cooperativa. Di norma si tratta di un contratto di lavoro dipendente. Ma non obbligatoriamente. Potrebbe trattarsi anche di un contratto diverso. Ad ogni buon conto, contratto associativo e contratto di lavoro, sono contratti distinti seppur coesistenti.
Presupposto dell’esistenza della società cooperativa, si è detto, è la realizzazione dello scambio mutualistico. Ecco che, nell’ambito delle società cooperative di lavoro, si fa una distinzione tra cooperative a mutualità prevalente e cooperative diverse. E’ il caso di precisare subito che le prime, rivestendo la vera essenza del rapporto cooperativo, sono privilegiate mediante la concessione di particolari agevolazioni fiscali.
Ma cosa si intende per mutualità prevalente? Semplicemente lo svolgimento dell’attività grazie alla prevalenza del lavoro dei soci; caratteristica fondamentale risultante dallo statuto il quale tra l’altro deve prevedere alcuni requisiti fondamentali quali il divieto di distribuire dividendi, di distribuire riserve ai soci ed altre ancora.
Quali sono i passi da fare per porre in essere una società cooperativa?
- innanzitutto la disponibilità e la volontà associativa di almeno 3 soggetti;
- la costituzione per atto notarile (sono previste imposte ridotte rispetto a quelle dovute dalle altre società di capitali);
- l’apertura di Partita I.V.A.;
- la predisposizione di un statuto;
- l’iscrizione all’Albo delle Cooperative tenuto presso la Camera di Commercio;
- la redazione di un regolamento interno da depositare c/o la D.T.L.;
- tutte le incombenze relative alla sicurezza sul lavoro;
- tutte le incombenze relative all’instaurazione di rapporti di lavoro (INPS, INAIL, ecc.).
Quando verranno instaurati rapporti di lavoro con i soci della cooperativa, dovrà essere redatto un regolare contratto di lavoro, emessi cedolini paga, effettuate trattenute contributive e fiscali come per tutti i rapporti di lavoro dipendente.
Un vantaggio economico per i soci/lavoratori è dato dalla possibilità, una volta chiuso il bilancio societario in attivo, la possibilità di vedersi erogare un’ulteriore quota di retribuzione - in relazione alla quantità e qualità del lavoro prestato - mediante i cosiddetti ristorni. Gli importi erogati sotto questa voce hanno il vantaggio di non essere assoggettati a contribuzione e, quindi, di consentire un maggior netto in busta paga.
Questo però non è certo l’unico vantaggio a far propendere per la scelta della costituzione di una società cooperativa rispetto ad una normale società di capitali.
Il maggior vantaggio della cooperativa a mutualità prevalente è quello fiscale. Il trattamento fiscale privilegiato consiste in una parziale detassazione dell’utile, che può trasformarsi in investimenti o erogazione ai soci/dipendenti sotto forma di ristorni.
Il regime tributario applicabile a dette società cooperative è stabilito dal D.L. 15.4.2002 n. 63, artt. 1 e 6 e L. n. 311 del 30.12.2004 comma 460 e successive modificazioni. In estrema sintesi le norme consentono a dette società di conteggiare l’IRES (imposta sui redditi delle società) solo sul 43% degli utili d’esercizio con un’esenzione sul 57% dell’imponibile.
Per ciò che concerne studi di settore e parametri è il caso di precisare che la cooperativa di produzione e lavoro non è esente dall’assoggettamento agli studi di settore (in quanto entità non operante esclusivamente per i soci), così come non lo è dall’applicazione dei parametri.
Data però la particolarità dello svolgimento dell’attività, la cui gestione non è influenzata da logiche speculative come nelle normali società di capitali, non è affatto improbabile riscontrarne la non congruità; evento con il quale doversi confrontare.
Altra interessante particolarità di non poco conto che riguarda le società cooperative è relativa alla loro non fallibilità, nell’ipotesi di prevalenza di svolgimento di attività di natura mutualistica rispetto a quella commerciale.

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di Dott. Claudio Zaninotto

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