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Tribunale minori Bologna: riconosciuta la stepchild incrociata a una coppia di mamme


Lo Stato riconosce come fratelli i figli nati da due mamme dopo la stepchild incrociata
Tribunale minori Bologna: riconosciuta la stepchild incrociata a una coppia di mamme

Il Tribunale dei Minori di Bologna ha riconosciuto, con sentenza del 25 giugno 2020, ad una coppia di mamme il diritto di adottare i figli l'una dell'altra, riconoscendo il rapporto di parentela/fratellanza di questi ultimi dopo la stepchild incrociata; così compiendo un poderoso passo avanti nel riconoscimento alle coppie gay degli stessi diritti ascritti alle famiglie eterosessuali.

L'appiglio legale è costituito dalla clausola di salvaguardia di cui alla Legge 76/2016, che ammette l'adozione "in casi particolari", in assenza dunque del requisito fondamentale dello stato di abbandono del minore, nel caso in cui sussista il concreto interesse del minore stesso al riconoscimento del rapporto genitoriale instauratosi con l'altra figura genitoriale, seppure dello stesso sesso.

La pronuncia, per quanto recente, trova il suo precedente in una sentenza della Corte d'Appello di Roma del 2015, stando alla lettera della quale "nell'ipotesi di minore concepito e cresciuto nell'ambito di una coppia dello stesso sesso, sussiste il diritto ad essere adottato dalla madre non biologica, sussistendo l'interesse concreto del minore al riconoscimento del rapporto genitoriale instauratosi di fatto".

Il Giudice del TM di Bologna esprime altresì parere positivo sulla richiesta di costituire un legame di parentela tra i figli nati dalle due mamme che stanno insieme.

Nell'interesse dei minori si considera che, ai sensi del nostro Codice Civile, la parentela vincoli persone discendenti da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione sia avvenuta all'interno del matrimonio, sia al di fuori di esso, sia nel caso di figlio adottivo.

L'esempio è stato poi seguito da altri Magistrati e dalla stessa Corte di Cassazione.

Spiega la Corte che il processo di adozione, in tali casi, debba essere sì concesso, ma previo rigoroso accertamento dell'interesse del minore, qualora la relazione affettiva con quest'ultimo sia stabile, continuativa e pregna dei doveri di cura, educazione e assistenza incombenti sui genitori.

In definitiva, il filo conduttore di questa pregevole e significativa sentenza è il benessere del minore, che dev'essere garantito ad ogni coppia, comprese quelle dello stesso sesso e scevro da discriminazioni e valutazioni generalizzate.

 

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