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Coronavirus Covid-19: conseguenze penali per le violazioni.


Covid-19: cosa rischia chi non rispetta gli obblighi? Disposizioni legislative e responsabilità penali per le violazioni dell'art. 650 Codice Penale
Coronavirus Covid-19: conseguenze penali per le violazioni.

Dopo gli ultimi provvedimenti emessi dal Governo Italiano per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 diverse sono le misure urgenti adottate in materia di gestione e contenimento del diffondersi del contagio.

Senza entrare nel merito e senza riportare le misure contenute nei provvedimenti suddetti, ci si vuol soffermare sulle conseguenze penali previste per chi non rispetta gli obblighi e divieti imposti da un’Autorità.

In particolare, gli obblighi contenuti nel DPCM 8 marzo 2020, nel Decreto Legge n. 9/2020 e nel Decreto Legge n. 11/2020, Ordinanza del Ministro della Salute del 20.03.2020, Ordinanza del Ministro della Salute e del Ministro dell’Interno del 22.03.2020 attualmente in vigore, prevedono diverse statuizioni tra cui il divieto di potersi muovere liberamente sia fuori sia all’interno dei Comuni di appartenenza, esteso a tutto il territorio nazionale, se non per comprovate esigenze lavorative, di salute o di necessità  e che se non rispettate faranno scattare a danno dei trasgressori l’imputazione ai sensi e per l’effetto dell’art. 650 del Codice penale.

Art. 650 C.p.: “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d'ordine pubblico o d'igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a duecentosei euro”.

Innanzitutto preme sottolineare che l’art. 650 c.p. è rubricato nel “Libro Terzo – Delle contravvenzioni in particolare”. Ciò significa che esso è un reato a tutti gli effetti e non meramente una multa, come potrebbe essere quella irrogata per un divieto di sosta o una guida senza cintura di sicurezza o superamento dei limiti di velocità per intenderci e che vengono normalmente ed erroneamente chiamate “contravvenzioni”. Violare i divieti imposti dai Decreti suddetti pertanto configurerà responsabilità penali, con tutte le conseguenze di un vero e proprio reato e che potrebbero sfociare in un processo con conseguente sentenza di condanna e iscrizione della stessa nel registro del casellario giudiziario.

Da questo momento pertanto non risulterete più incensurati, ma soggetti con precedenti penali.

Come tutti saprete da diversi giorni, gli organi di polizia effettuano controlli sulle strade per verificare il motivo del transito e se la persona fermata non sarà in grado di darne idonea, dimostrabile e accertabile giustificazione, mediante esibizione dell’apposita autocertificazione, gli accertatori procederanno a identificare la persona fermata tramite individuazione e verifica delle generalità, all’elezione di domicilio presso il quale ricevere le comunicazioni che seguiranno e alla nomina di un difensore di fiducia o in mancanza di un difensore assegnato d’ufficio.

Successivamente gli stessi provvederanno a trasmettere la notizia di reato alla Procura della Repubblica per violazione dell’art. 650 c.p.

Per i reati contravvenzionali solitamente il Procuratore proporrà, previo accoglimento da parte del G.I.P. (Giudice delle Indagini Preliminari), un rito speciale in alternativa al normale processo penale che prende il nome di Decreto Penale di Condanna.

Avverso il Decreto Penale di Condanna può essere presentata opposizione nel termine di gg. 15 dalla notifica del decreto stesso.

In mancanza di tale opposizione o qualora questa venga dichiarata inammissibile il D.P. diverrà definitivo ed esecutivo e da questo momento in poi non sarete più un soggetto incensurato.

In sede di opposizione potranno essere chiesti riti alternativi in luogo del normale processo penale oppure fare richiesta di oblazione.

Quest’ultima soluzione, e soltanto questa, ci permetterà di tramutare la pena in una sanzione prettamente pecuniaria il cui pagamento porterà all’estinzione del reato.

Però attenzione, perché l’oblazione sarà sottoposta al vaglio del Giudice incaricato che potrà respingerla con Ordinanza, adducendo tra le altre, la motivazione della gravità del fatto.

Pertanto tale possibilità (oblazione) rimane ad oggi ipotetica non essendosi ancora formata Giurisprudenza sul caso specifico.

In ogni caso tale scelta, si ripete, sarà comunque rimessa alla valutazione del Giudicante che potrà decidere di non ammetterla.

 

Per ogni informazione, chiarimento e approfondimento non esitate a contattarmi.

 

Avv. Mattia Angelini
Avvocato Penalista in Pesaro e Urbino
e-mail avv.mattiaangelini@gmail.com

 

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