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Coronavirus: denuncia per violazione delle misure, come tutelarsi


Bisogna restare a casa ma come tutelarsi giuridicamente dalle denunce penali per inosservanza delle misure di contenimento del Covid 19
Coronavirus: denuncia per violazione delle misure, come tutelarsi

L’emergenza sanitaria che ha colpito duramente il nostro Paese in questi giorni non soltanto ci ha posto di fronte ad un nemico - il cosiddetto “Coronavirus" - dal quale dobbiamo difenderci,  ma ha anche portato alla ribalta normative sinora meno utilizzate ed ai più forse sconosciute.

Sì perché per far fronte all’evolversi della gravità del contagio da Covid 19, il Governo sta emanando rapidamente e frequentemente “Decreti di contenimento” che prescrivono sempre più misure da adottare che diventano, dal giorno dell’emanazione di ogni singolo Decreto, vincolanti per tutti i cittadini italiani.

Fra le varie misure restrittive imposte dal Presidente del Consiglio dei Ministri, quella che ha come destinataria la generalità delle persone, è di evitare gli spostamenti, ovvero le “uscite da casa” se non per predeterminate e specifiche ragioni:

•    ragioni lavorative, ovvero per recarsi al lavoro, sempre che si tratti di lavoro consentito, cioè all’interno di luoghi che lo Stato ha deciso di tenere aperti. Si vedano al proposito gli elenchi predisposti dal Governo;

•    per ragioni di necessità, ovvero andare a fare la spesa o a comprare generi alimentari o essenziali per sé e per la famiglia o per andare a consegnarli ad anziani/persone inferme bisognose;

•    per motivi di salute, come recarsi in farmacia/parafarmacia a comprare farmaci o a fare una visita medica;

•    portare a spasso il cane;

•    fare attività fisica all’aperto in solitaria (anche se questo è stato vietato nelle Regioni più colpite).

E’, quindi, vietato ogni altro spostamento che non rientri espressamente fra quelli elencati e chiunque non rispetti tali regole è passibile di denuncia.

Si badi, però, che non si tratta di una semplice multa, di carattere amministrativo - e che per quanto più o meno onerosa basti pagarla per levarsi il fastidio - ma si tratta di una denuncia di carattere penale.

Significa che chi contravviene alle misure disposte dal Governo per contenere/evitare il contagio da Coronavirus commette a tutti gli effetti un reato.

Allorché si viene fermati dalle forze dell’ordine occorre, quindi, esibire il modulo predisposto dal Ministero dell’Interno consistente in un'autocertificazione in cui, oltre a dichiarare - per quanto a propria conoscenza -  di non essere positivi al Covid 19, si dichiara il motivo per cui si è fuori dalla propria abitazione. Ovviamente tale motivo deve obbligatoriamente rientrare fra quelli suelencati.

Se così non fosse, le forze dell’ordine contesteranno il reato di cui all’art. 650 c.p. ovvero l’Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità, che comporta l’arresto fino a 3 mesi o l’ammenda fino a € 206.

Nel caso in cui poi si fornisca agli agenti di Polizia/Carabinieri una motivazione che essi scoprono essere falsa - a seguito di controlli specifici – verrà contestato anche il reato di cui all’art. 495 c.p. ovvero la falsa attestazione o dichiarazione a un Pubblico Ufficiale, punito con la reclusione da 1 a 6 anni.

Occorre, dunque, fare molta attenzione agli spostamenti che si stanno compiendo ed assicurarsi che gli stessi siano autorizzati dalla Legislazione di emergenza.

Nello sventurato caso in cui però, per nostra negligenza, si dovesse essere sanzionati dalle forze dell’ordine vediamo come è possibile tutelarsi giuridicamente.

Ricordo, infatti, che poiché si tratta di reati essi andrebbero inevitabilmente ad intaccare il nostro casellario penale (detto volgarmente “fedina penale”).

Innanzitutto, poiché in questo caso il verbale non è una “multa” di carattere amministrativo, non va assolutamente pagato, o perlomeno non subito. Bisogna, infatti, attendere l’iscrizione del procedimento penale da parte della Procura competente per territorio, dopodiché arriverà una comunicazione – tramite Ufficiali Giudiziari o Posta raccomandata – contenente o un Avviso di Conclusione delle Indagini Preliminari ex art.  415 c.p.p. o un Decreto Penale di Condanna ex art. 459 c.p.p., a seconda del numero e della gravità dei reati contestati.

Nei casi - diciamo meno gravi -  in cui il Pubblico Ministero deciderà di applicare soltanto una pena pecuniaria emetterà un decreto penale di condanna, ma anche in tal caso, tale ammenda non andrà pagata subito perché altrimenti il reato, seppur con pena estinta, rimarrà segnato sul casellario penale.

Occorrerà impugnare il decreto penale, nel termine perentorio di 15 giorni, e richiedere al Giudice di essere ammessi all’oblazione, una causa di estinzione del reato prevista dagli artt. 162 e 162 bis c.p. A quel punto se il Giudice ci ammetterà all’oblazione, stabilirà anche la somma che dovremo pagare per estinguere il reato commesso, ovvero far in modo che non venga iscritto sul nostro casellario penale.

Consiglio dunque: #restate a casa ma se siete destinatari di un Verbale di contestazione di reato, in seguito all’inosservanza delle misure restrittive disposte per contenere il contagio da Covid 19, rivolgetevi subito ad un Avvocato, onde intraprendere la migliore difesa.

 

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