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L'importanza del margine di contribuzione nella decisione di aprire una partita IVA


Il margine di contribuzione ci consente di definire sia il prezzo che la quantità da produrre in modo che i ricavi siano maggiori dei costi
L'importanza del margine di contribuzione nella decisione di aprire una partita IVA

Per decidere di aprire una partita IVA e, quindi, fare impresa, gli elementi da considerare sono molteplici, ma si soffermeremo su quello che secondo me è il più sentito di tutti quando si apre una partita IVA, ossia quanto costa.

Attualmente nell'immaginario collettivo la prima domanda che si fa è “ma quanto mi costa aprire una partita IVA” concentrando la propria attenzione sulle imposte da pagare che derivano dall'apertura di questa posizione e concentrandosi giustamente se saremmo in grado di coprire con i nostri ricavi i costi che dovremmo sostenere per mantenere tale partita IVA.

Si trascura, però, un concetto molto importante che è quello del margine di contribuzione.  Il margine di contribuzione è il punto fondamentale del diagramma del profitto: ci consente di prendere decisioni sia efficaci che efficienti.

Il margine di contribuzione si lega alla domanda con cui abbiamo esordito in questo articolo, ossia quanto mi costa aprire una partita IVA, problema di molti, in quanto ogni attività commerciale ha sia dei costi fissi che dei costi variabili.

I costi variabili variano, appunto, al variare dei prodotti venduti, mentre i costi fissi sono quei costi che si sostengono a prescindere dal livello produttivo.

Il margine di contribuzione ci consente di definire sia il prezzo che andremo a proporre ai nostri clienti, sia la quantità di prodotti che dovremmo vendere per far sì che i ricavi totali coprano sia i costi fissi che i costi variabili.

Il margine di contribuzione ci consente di fare un'analisi preliminare in relazione all'attività che andremo ad aprire consentendoci di definire un prezzo ipotizzando sempre quali saranno i costi fissi e costi variabili ed andando ad ipotizzare quali saranno le quantità di prodotti che riuscirò a vendere.

Mettendo in correlazione tutti questi dati riusciamo a definire il margine di contribuzione, che non è altro che la differenza tra il prezzo proposto ai clienti ed il costo variabile unitario. In sostanza esso misura il contributo offerto da ciascuna unità di prodotto ottenuta e venduta alla copertura dei costi fissi aziendali.

Quindi, una possibile soluzione alla domanda “ma quanto mi costa aprire una partita IVA” è quella di porsi un'altra domanda: “quanto dovrà essere il mio margine di contribuzione ed il prezzo che dovrò praticare ai miei clienti?”.

Perché se saremmo in grado di rispondere a questo quesito, riusciremo a rispondere alla famosa domanda “ma quanto costa aprire un partita IVA?”.

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