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Coscienza superiore, Ego e Costellazioni Familiari


Dalla formazione dell'Ego al lavoro delle Costellazioni Familiari
Coscienza superiore, Ego e Costellazioni Familiari

 

Cosa hanno a che fare le Costellazioni Familiari con l'Ego? Partiamo da una prima domanda fondamentale:

come si forma l’Ego?

La risposta parte dalla visione scientifica dell’Istituto HeartMath proposta anche da Annie Marquier.
a.    Concetto base: tutti abbiamo un Ego, la differenza di maturità e di evoluzione della propria coscienza è data dalla relazione che instauriamo con lui.
Magari avrete già sentito parlare dell’amigdala: è una piccola ghiandola del sistema limbico. Questa piccola grande amica ha il compito di registrare tutte le situazioni di pericolo o dolorose e generare emozioni, in particolare la paura. E’ grazie a lei che riusciamo a percepire una minaccia e reagiamo d’istinto. Funziona come un database in cui vengono registrate tutte le situazioni che possono mettere a rischio la nostra vita per poter attivare risposte adeguate. Tenete presente che l’amigdala ha una memoria di ferro, NON DIMENTICA MAI! Quello che non ricordiamo a livello cosciente lei lo ha comunque memorizzato ed emerge a livello inconscio ed istintivo. In pratica se un animale ci aggredisce e grazie a lei che in noi scatta la paura, l’istinto di difesa o di fuga.

Con lo sviluppo emozionale e mentale l’amigdala ha esteso il suo territorio a tutto il cervello limbico che oltre a memorizzare situazioni fisicamente pericolose registra anche quelle che sono psicologicamente pericolose. Registra gli stati di stress e sofferenza emozionale fino a percepire anche realtà che “assomigliano” a ciò che ha provocato dolore e sofferenza. Il suo compito è la difesa per la sopravvivenza a tutti i livelli e tutta quella parte del cervello è deputata a questo.
Noi memorizziamo in due modi diversi:

1.    Attraverso il cervello limbico che possiamo definirlo come la sede delle “memorie attive” in cui insieme all’evento si registrano anche le emozioni legate ad esso. Attive, perché come dicevamo, la loro azione è automatica e inconscia e programmata a riprodurre il passato.
“Sono molto potenti, perché portano in sé tutto il passato evolutivo dell’umanità. Non è essenziale conoscere la loro origine specifica personale (vita presente o passata) o ancestrale o legata all’inconscio collettivo; è necessario invece riconoscere la loro presenza per affrontarle adeguatamente” [1].

2.    Attraverso la corteccia che registra le esperienze senza carico emozionale. E’ il livello dell’apprendimento, dell’osservazione e della circolazione libera di energia. Questa parte ci permette di essere coscienti a noi stessi. Sono le “memorie libere” perché non vincolate da sentimenti o emozioni. E’ grazie alla corteccia che possiamo creare in modo libero e originale.


E’ interessante pensare che l’amigdala registra da sempre, dai tempi delle caverne, ciò che serve per la difesa della vita e la trasmette di generazione in generazione, per cui nei secoli abbiamo strutturato sistemi di difesa più che sofisticati ampliando a livello psicologico, integrando con le nostre storie familiari e personali. Ecco l’origine dell’Ego.


Ci sono anche molti aspetti positivi perché dobbiamo al nostro Ego la capacità di difenderci, di imparare dalle esperienze, di poter attingere al patrimonio dell’umanità che ci ha preceduto anche in termini di doni, talenti, ecc. Persino il semplice guidare, andare in bicicletta o altro deriva dalla capacità di memorizzare e trasmettere in automatico gesti e reazioni che nel frattempo ci permettono anche di parlare, ascoltare, ecc.


Il problema sorge da quelle memorie attive e ferite che ci fanno reagire in automatico e magari a livello consapevole pensiamo di volere altro. Di fatto ci sono momenti in cui non reagiamo agli avvenimenti come se vivessimo nel qui e ora, ma come se ci trovassimo ancora nelle circostanze in cui siamo stati feriti, abbiamo ferito o sentiamo la sofferenza di ferite pregresse ereditate.


Immaginate quindi un grande magazzino in cui ci sono cose nuove e cose vecchie, realtà belle e realtà brutte, che essendo attive hanno vita e possono essere considerate come tante persone o immagini di persone. Sono però mischiate senza un ordine per cui a seconda dell’esigenza e dell’urgenza si attiva prima una poi l’altra. Alle volte sono in lotta fra di loro su chi deve prevalere o guidare. In questa dinamica di sopravvivenza noi finiamo per identificarci ora con l’una ora con l’altra e il nostro Ego si rafforza alternando una danza emozionale.


Ma noi non siamo il nostro Ego. E’ l’Ego che è una parte di noi. Noi siamo altro, siamo esseri di relazione, di energia, donatori di vita, siamo orientati verso l’unità, la completezza, capaci di comprendere ed accogliere spiritualità. Quando ci disidentifichiamo con il nostro Ego o le parti di lui ed entriamo nello spazio della coscienza spirituale o superiore, lì comprendiamo l’essenza della vita e troviamo la pace. Ecco, l’azione dello Spirito di Vita attraverso le Costellazioni Familiari è quello di portare la persona in una visione fenomenologica, ossia di osservazione e di libera scelta in modo che tutto possa crescere in armonia.

 

[1] Annie Marquier, Usare il cervello del cuore, ed Amrita, Torino 2009, pag. 42.

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