Richiedi una consulenza in studio gratuita!

Counseling con Ciabattoni Letizia: la morte di Fido e i nostri figli


Come aiutare i figli a superare la morte di Fido o Kitty
Counseling con Ciabattoni Letizia: la morte di Fido e i nostri figli

Potrebbe capitare prima o poi che ci sentiamo pervasi dall’angoscia della perdita di un nostro amico peloso: cane, gatto, coniglietto o anche un pesciolino rosso o dei simpatici canarini.

Ancor più potrebbe tediarci il pensiero di dover preannunciare la cosa al membro più giovane della nostra famiglia.

La migliore delle soluzione sta nel dire subito la verità e non posticipando il momento del dolore, non trovando subito un sostituto, per dare a vostro figlio, a vostro nipote, il tempo di elaborare il lutto.

La perdita dell’animale che si è sempre visto scorrazzare per casa o nella gabbietta, può essere decisamente un evento traumatico per i bambini, oltre che per noi adulti ovviamente.

Alcuni accorgimenti che potremo adottare ci sono e ve li suggerirò qui di seguito.

 

La prima cosa da evitare nella maniera più assoluta è quella di mentire, senza inventare storielle sul fatto che Fido o Kitty stanno dormendo o sono andati via per un periodo, perché il bambino è legato a loro e aspetterà il momento in cui tornano all’infinito. Mentendogli, allungherete solo il loro dolore al punto di sentirsi prima o poi anche presi per il naso. Spesso capita che l’animale in questione sia malato o anziano, in tal caso è opportuno preparare lentamente e con gradualità il vostro bambino al distacco, rendendogli evidente la situazione, magari facendogli notare le fatiche e le debolezze dell’amico peloso: il fatto che non gioca più come una volta, che si stanca, insomma che sta male. Questo permetterà al bambino di prendere piena consapevolezza della situazione.

 

Ovviamente cercheremo di trovare le parole più adatte ad ogni fascia di età, né troppo cruenti ma neanche troppo fantasiose e surreali. Non temete di mostrare anche i vostri sentimenti di tristezza e dolore mentre date la notizia della morte, inutile e poco educativo minimizzare o comportarci da supereroi privi di sentimenti. Concediamo ai bambini, ai ragazzi, a noi stessi, lo spazio di piangere e di arrabbiarsi. Facciamogli capire che anche noi siamo tristi e che comprendiamo in maniera assoluta il loro sentimento di dolore.

 

Non dimenticate di scegliere insieme un giusto rito di addio da compiere tutti assieme in famiglia, ciò permettere di chiudere simbolicamente il cerchio della vita per dare spazio ai ricordi piacevoli trascorsi assieme al compagno di giochi. Tutto ciò, a prescindere dal credo di appartenenza o dal livello di spiritualità percepito in famiglia, andrà accompagnato dal racconto che il nostro amico animale si trova sicuramente in un posto meraviglioso, pieno di amore e dove può giocare e mangiare in abbondanza.

 

Ricordiamo che in base all’età vi sono percezioni distinte della morte: a due anni di vita, ad esempio, l’unica cosa che il bambino percepisce è che in casa c’è un po’ di stress, fino ai 5 anni i bambini non hanno l’idea della morte come di qualcosa di permanente, ma in reazione al dolore hanno comportamenti di regressione (ad esempio potrebbero fare la pipì a letto, anche dopo del tempo dal superamento di tale difficoltà). Dopo i sette-otto anni i figli cominceranno a chiedere dov’è l’animale. Vi sono molte valide pubblicazioni in commercio che parlano del tema del lutto e della perdita in base alla fascia di età che hanno i figli. Spesso una fiaba, soprattutto per i più piccoli, può rivelarsi un ottimo modo di catalizzare il tutto. Con gli adolescenti, invece, dobbiamo prestare maggiore attenzione, poiché la scomparsa dell’animale potrebbe attivare in loro tutti i pensieri di morte, che possono riguardare anche genitori o amici. Un altro valido motivo per cui non bisogna aver timore nell’affrontare questo argomento con loro, va trattato a viso aperto stando attenti a non farsi frenare da una delle più grandi paure di un genitore: morire e lasciare il figlio solo e abbandonato a se stesso.

Anche qui, lasciamo che i bei ricordi di momenti trascorsi con il cucciolo possano essere condivisi ed esternati, magari anche con delle foto dell’animale come sfondo dello smartphone.

 

Infine, evitiamo di rimpiazzare immediatamente il vecchio compagno di giochi con uno nuovo, non trattavasi di un giocattolo. Tale passaggio merita tutta la catarsi necessaria. Arriverà il momento giusto per riavvicinarsi a un nuovo compagno di giochi che non sarà un rimpiazzo e tantomeno una copia con la quale esorcizzare dolore e ricordi passati. Se ci ritroviamo con un buon livello di contatto emotivo, sia noi che i nostri figli, capiremo assieme quando sarà il momento giusto per accogliere nuovamente un nuovo animale in casa.

Inoltre, potrete sempre rivolgervi ad un professionista che possa darvi qualche suggerimento in più o che possa affiancare noi e i nostri figli in questo delicato momento. Parola di Counselor!

Articolo del:



L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse

Altri articoli del professionista

Counseling con Ciabattoni Letizia: quanto conta la prima impressione?

Da sempre ci hanno raccontato che la prima impressione è quella che conta, eppure non è sempre così

Continua

Counseling con Ciabattoni Letizia: lavorare su noi stessi per il nostro benestare

Ad un certo punto della vita, potremmo sentire come la necessità di fare una sorta di "reset"

Continua

Counseling con Ciabattoni Letizia: senso del dovere bye bye. Oggi scelgo il piacere!

Alleggerire la nostra mente equivale a far star meglio noi e gli altri. Ce lo meritiamo!

Continua

Counseling con Ciabattoni Letizia: amore non è riempire vuoti o dipendenza

Condividere una storia d’amore dovrebbe equivalere a una consapevole e sana offerta di noi all’altro

Continua

Counseling con Ciabattoni Letizia: imparare a distaccarsi per perseguire i propri obiettivi

Per raggiungere il nostro obiettivo, possiamo seguire diversi percorsi e cambiare direzione...

Continua

Counseling con Ciabattoni Letizia: i benefici del volontariato

La scienza lo conferma: il volontariato fa bene non solo a chi lo riceve ma anche a chi lo fa

Continua

Counseling con Ciabattoni Letizia: non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi

Chi ben inizia è a metà dell’opera. Parola di Counselor!

Continua

Counseling con Ciabattoni Letizia: a proposito di somatizzazione...

Il Counselor ti accompagna al cambiamento reale che rendererà la tua esistenza soddisfacente

Continua

Counseling con Ciabattoni Letizia: lutto, abbandono da affrontare

Come affrontare un lutto, una perdita, un abbandono tramite un percorso di Counseling

Continua

Counseling con Ciabattoni Letizia: non voglio avere figli

Non volere figli non equivale ad esser strani o egoisti. E' una scelta personale!

Continua

Counseling con Ciabattoni Letizia: litigare sui social non ci eleva

Ricordiamo che online equivale a "in pubblico" e che una corretta comunicazione, un modo corretto di dissentire è un modo civile e maturo di stare tra e con gli altri

Continua

Counseling con Ciabattoni Letizia: perché attiriamo persone sbagliate?

Avere la sensazione di attrarre a sé le persone cosiddette “strane” e originali non è del tutto errata. Il focus sta nella “stranezza” che è presente dentro noi stessi

Continua

Counseling con Ciabattoni Letizia: un counselor per gli adolescenti

Il Counselor può lavorare assieme all'adolescente sulla rivalsa dei propri punti di forza e delle proprie risorse sociali

Continua

Counseling con Ciabattoni Letizia: il senso di colpa va ridimensionato

Mamme che si sentono in colpa se dedicano alcune ore settimanali alla cura di sé, figli chi si sentono in colpa per non aver realizzato i sogni dei genitori...

Continua

Counseling con Ciabattoni Letizia: trovare la propria strada

Uscire dalla zona di comfort può significare dover ammettere a se stessi di aver trascurato la propria Essenza

Continua