Credito bancario 4.0


Ottenere credito adeguandosi ai nuovi processi decisionali degli istituti eroganti
Credito bancario 4.0
Partendo dallo studio di Banca d'Italia per cui le aziende più sono piccole, più sono indebitate e quindi finanziariamente fragili e meno trovano accesso al mercato dei finanziamenti e rifinanziamenti, al quale aggiungiamo le difficoltà degli imprenditori che sviluppano promettenti business plan ed hanno la necessità di ottenere un finanziamento per realizzare le loro idee, così come le imprese che crescono hanno bisogno di accedere a finanziamenti a condizioni interessanti per finanziare la loro espansione e difficilmente lo trovano, capiamo anche cosa accomuna questi casi.

Il credito bancario è molto più difficile da ottenere da queste società a causa della mancanza di garanzie, dell’incerta redditività futura, ma anche perché il costo del servizio alle micro e piccole imprese eccede i ricavi conseguibili per il sistema bancario.

L’accesso alle informazioni necessarie per la valutazione del rischio di un investimento ed in ultima istanza per il pricing dello stesso è una delle maggiori difficoltà nel collegamento tra investitori ed aziende. Si tratta fondamentalmente di un tema di linguaggio e di standardizzazione.

Le banche non sono attrezzate per fornire risorse finanziarie a costi competitivi e con la rapidità e l’efficienza necessarie per soddisfare le esigenze, invero differenziate, delle PMI. Tutto ciò si traduce in opportunità mancate di sviluppo per le aziende e alla fine per il sistema economico nel suo complesso.

La Finanza Alternativa in questi casi può essere di grande aiuto. Infatti, mentre persiste il bisogno di prodotti finanziari standard su ampia scala per le PMI, esiste anche la necessità di prodotti di nicchia e specializzati appositamente studiati per le variegate esigenze delle piccole aziende.

È indubbio infatti che le esigenze finanziarie delle PMI siano complicate e l’erogazione di servizi coerenti non sia sostenibile senza una tecnologia a supporto che ottimizzi i costi operativi.

Sono nate così nel mondo anglosassone e poi si sono diffuse in tutta Europa start-up che coniugano finanza e tecnologia, specializzate in questi segmenti (ma non solo):
Prestiti (sia direct lending che peer-to-peer)
Invoice Finance (sia nella forma di erogazione diretta che di marketplace)
Trade Finance
Marketplace Lending (incluso il peer-to-peer)
Supply Chain Finance
"Challenger" Banks

Ciò che accomuna queste iniziative è l’utilizzo della tecnologia in ottica di ottimizzazione dei processi al fine di individuare il finanziatore giusto per le esigenze specifiche dell’azienda. E poi di fornire il servizio con una modalità intuitiva, rapida e semplice (fondamentalmente online).

In questo ecosistema le banche mantengono il ruolo di fornitori di servizi "mass-market" e di "grossisti", cioè al servizio delle imprese di più grandi dimensioni. Sarebbe quindi più corretto parlare di finanza "complementare" invece che "alternativa" in considerazione del ruolo centrale che le banche continueranno a mantenere sui servizi più indifferenziati.

Il Fintech, ossia la fornitura di prodotti e servizi finanziari mediante l’utilizzo delle tecnologie informatiche, sta diventando in pochi anni un attore primario sui mercati finanziari, ma non è tutto così semplice.

Per il mondo Fintech, così come per la banca "moderna" che ragiona allo stesso modo, è fondamentale avere tutte le informazioni necessarie ad alimentare i loro processi decisionali rigidi e "digitalizzati", diventano importanti tutte le informazioni del cliente che possono essere recepite velocemente, quindi su banche dati e dalla "rete" in generale.

E' quindi vitale modernizzare l'azienda e predisporre e/o monitorare tutte le informazioni che il mercato richiede, ovunque esse si trovino

E' quindi fondamentale capire come le società di reating ragionano, come leggono i nostri bilanci, che informazioni prendono dalle centrali rischi, cosi come è altrettanto importante verificare le informazioni che girano nel web, l'adeguatezza del nostro sito, quant'altro possa influenzare le decisioni di credito, anche da parte dei fornitori.

E' oramai obbligatorio un percorso che porti l'impresa e l'imprenditore a cambiare atteggiamento, a predisporsi per il mondo del credito che è oramai cambiato e che continua ad accelerare in una unica direzione; c'è bisogno anche di un cambiamento nel pensiero di molti dei nostri capitani d'azienda che tendono troppo spesso a giustificare il proprio operato dando chiavi di lettura troppo personali al proprio business senza cercare di capire il modo in cui gli altri operatori realmente ci "vedono".

Per fare ciò, per rendere contemporanea la propria azienda rispetto al mercato del credito, bancario e non, c'è bisogno di nuove figure professionali, qualificate e consapevoli della consulenza da prestare per arrivare al cambiamento nel minor tempo possibile.

Il nuovo consulente aziendale deve inevitabilmente conoscere le regole del nuovo mercato, ma anche essere un profondo conoscitore del mondo imprenditoriale e di come fino ad oggi lo stesso si è comportato.

Alberto Mazzufferi
Dottore Commercialista
Consulente Finanziario Professionista
am-consulting.it

Articolo del:



Non è presente nessuna recensione!


Aggiungi ai tuoi preferiti e visualizza in seguito

L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse

Altri articoli del professionista

Il business plan nella concessione del credito

Il business plan quale strumento per superare le difficoltà di accedere al credito bancario

Continua