Consulenza patrimoniale...da donna a donna!


Io, Giuliana Rapetta, racconto la consulenza patrimoniale e l'essere donna nella mia professione
Consulenza patrimoniale...da donna a donna!

Prendo a prestito la frase famosa “Stay hungry stay foolish”.

Essere affamata di conoscenza per me è una necessità sia personale che professionale, un movimento costante verso qualcosa che ancora non si conosce, ma che si desidera apprendere.

Sicuramente aver coltivato questa mia passione per la formazione, anche come educatore finanziario, mi ha aiutato nel mio lavoro dove ho rielaborato lo “stay foolish” come “evolviti”, prova a fare qualcosa di nuovo, cogli nei mutamenti nuove opportunità di crescita (anche se molto probabilmente mio marito dà della mia follia un'altra definizione!).

Il mio obiettivo è quello di essere una persona di fiducia affianco del cliente nel tempo per costruire e prendersi cura dei suoi progetti di vita adottando un approccio distintivo che coniughi consulenza evoluta e visione d’insieme al fine di proteggere il suo patrimonio globale.

Inevitabile quindi occuparsi non solo investimenti finanziari, ma anche di Family Protection, Corporate Finance, Art Advisory, Real Estate, senza trascurare gli aspetti fiscali. Un’evoluzione del ruolo obbligatoria per chi come me vuole porre attenzione ai bisogni e agli obiettivi della persona e della famiglia che ha di fronte focalizzandosi sul servizio e non sul prodotto, prendendosi cura di tutti gli asset che compongono il patrimonio coerentemente con la filosofia di “protezione della ricchezza globale”.

Questo non vuol dire diventare un tuttologo, ma essere la figura di riferimento che affianca il cliente, aiutandolo ad avere un approccio costruttivo e coerente con i suoi desideri e le sue esigenze, e che interagisce e collabora con altri esperti e professionisti.

All’inizio non è stato semplice far passare la mia preparazione professionale… di “denaro” parlavano solo gli uomini con altri uomini, una sorta di necessario rispecchiamento di genere. Presto, però, ho imparato che se hai di fronte la famiglia, le decisioni le prendono anche le donne.

Parlare di pianificazione del patrimonio significa occuparsi, innanzitutto, della persona prima ancora che delle sue disponibilità. Questo è nel DNA di noi donne; inoltre, come mi disse un cliente quando qualche anno fa “un consulente donna avrà in testa solo il mio benessere patrimoniale perché quando decide di fare una cosa la fa bene, è il suo obiettivo. Un uomo pensa a troppe cose e non si focalizza”. Ovviamente è il pensiero del mio cliente, nulla contro i colleghi!

Non è da trascurare, poi, la nostra longevità: i futuri clienti private saranno donne che si relazioneranno con altre donne. In aggiunta Banca Generali, per la quale lavoro, crede molto nella consulenza al femminile tanto da aver creato un progetto di aggiornamento e crescita professionale dedicato alle sue consulenti in modo da valorizzare le nostre peculiarità a beneficio di tutta la rete.

Quindi, nonostante mi piaccia ogni tanto indossare la cravatta, nel mio lavoro porto i valori propri dell’essere donna. Benchè la mia professione mi impegni gran parte della giornata, non ho smesso di coltivare una delle mie passioni: il tango. Questo ballo mi affascina perché ti mette in relazione con l’altro, è passione che unisce i tuoi passi a quelli dell’altro in una “richiesta di andare verso”. Solo lo studio, la costante pratica, la voglia di migliorarsi, anche assieme all’altro, fa di un singolo movimento una corografia, qualcosa che trasmette. Non ci vedete anche voi una similitudine con la professione del consulente patrimoniale?

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di Giuliana Rapetta

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