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Decreto Cura Italia, primi approfondimenti sulle agevolazioni


Primi approfondimenti sulle agevolazioni previste dal decreto Cura Italia: dallo slittamento delle scadenze di marzo al bonus di 600 euro per le Partite Iva
Decreto Cura Italia, primi approfondimenti sulle agevolazioni

Il Governo ha finalmente emesso il decreto Cura Italia che, seppur non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, vuole venire incontro a lavoratori, imprese e famiglie travolte dall’uragano Coronavirus che sta squassando il Paese, colpendo la sua economia subito dopo la salute (e la stabilità psichica) dei suoi cittadini.

Senza entrare nel merito della congruità, equità e effettiva utilità degli aiuti offerti si procede a una prima disamina di alcune delle misure messe in campo.


SPOSTAMENTO DELLE SCADENZE della presentazione modelli

•    È stata prorogata la scadenza ultima della presentazione del mod. 730/2020. Tuttavia, poiché chi lo presenta, nella maggior parte dei casi, lo fa per avere un rimborso, è evidente che fruire dello spostamento comporterà inevitabilmente un ritardo nella percezione del rimborso stesso da parte dei cittadini che ne avessero il diritto. Quindi il consiglio è di presentare il modello (tramite il commercialista, il caf, il datore di lavoro o autonomamente con la conferma e invio del precompilato) appena possibile, già dal mese di maggio 2020.

•    Le altre scadenze fiscali (presentazione modello unico e pagamento imposte in autotassazione) sono rimaste invariate: saldo 2019 e primo acconto 2020 al 30 giugno ’20, con probabile slittamento in avanti per i soggetti con attività e quindi interessati agli studi di settore (oggi ISA), mentre il secondo acconto resta fermo al 30/11/2020. Stessa data (30/11/20) per la trasmissione dei modelli unico.


SPOSTAMENTO DEI PAGAMENTI

Qui occorre fare alcune precisazioni:

1.    Il vero spostamento riguarda coloro che nel 2019 hanno fatturato meno di 2 milioni di euro. Per gli altri lo spostamento è limitato dal 16 al 20 marzo.

Lo spostamento è per i pagamenti (F24) in scadenza a marzo e aprile per le attività più danneggiate dall’epidemia, che ricadono in questi settori:

- le imprese turistico recettive, agenzie di viaggio, tour operator e guide turistiche;

- associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche;

- gestori di impianti sportivi, palestre, centri sportivi, piscine;

- teatri, sale da concerto, sale cinematografiche, discoteche, sale da ballo, night-club e sale da gioco;

- gestori di ricevitorie del lotto, lotterie e scommesse; organizzatori di corsi, fiere ed eventi; ristoranti, gelaterie, pasticcerie, bar e pub; musei, biblioteche, archivi, luoghi e monumenti storici;

- parchi divertimento e tematici; aziende termali; asili nido, servizi educativi e didattici; servizi di trasporto passeggeri e stazioni;

- servizi di noleggio di mezzi di trasporto, di attrezzature sportive e di strutture o attrezzature per manifestazioni e spettacoli.

2.    Per gli altri (che svolgono altre attività e hanno un fatturato inferiore di 2 mln nel 2019), lo spostamento riguarda solo le scadenze di F24 che normalmente sarebbero cadute tra l’8 e il 31 marzo.

In entrambi i casi il termine per effettuare i pagamenti spostati (e non annullati!) è al 31 maggio 2020. O in unica soluzione o in 5 rate mensili di uguale importo. Vale la pena?
Questo dice il decreto. Ma le modifiche e le proroghe sono sempre dietro l’angolo.

3.    Sono prorogate al 31 maggio 2020 anche le scadenze delle rottamazioni
•    Del 28 febbraio per le rottamazioni vere e proprie (definizione agevolata)
•    Del 31 marzo per i saldi e stralci

 

PAGAMENTI DI FATTURE SENZA RITENUTA DI ACCONTO

I soggetti IVA che subiscono ritenute di acconto (quindi esclusi i forfettari, e con qualche dubbio se la norma riguardi anche i soggetti collettivi come gli studi associati e le società di intermediazione) possono chiedere ai loro clienti di effettuare il pagamento (nel solo mese di marzo) senza applicare la ritenuta di acconto (si ritiene che sia possibile anche se la ritenuta sia stata indicata in fattura, perché magari la fattura è anche vecchia). Questo per rendere più cospicuo l’importo del bonifico, esonerando il pagatore da responsabilità. Ma l’importo ricevuto in più dovrà essere riversato dal percettore all’Erario sempre al 31 maggio 2020, in assenza di ulteriori normative. Anche qui… ma vale la pena?

 

BONUS 600 partite iva e lavoratori precari


È previsto un bonus di 600 euro da erogarsi a professionisti e ditte individuali per venire incontro alle difficoltà oggettive causate dal Coronavirus. Coloro che sono in possesso di una partita Iva attiva al 23 febbraio 2020 possono richiedere all’INPS il contributo in questione, tramite accesso diretto al sito con il proprio PIN (anche se sul sito dell’Istituto ad oggi non ci sono ancora istruzioni in merito) o rivolgendosi a un patronato. Potrebbero esserci, a mio giudizio, degli sbarramenti in caso di soggetti IVA non particolarmente deboli (pensionati con p.iva, soggetti con alti fatturati, o dotati di struttura).

Sono inclusi nel novero dei beneficiari anche altri lavoratori non particolarmente tutelati: i CO.CO.CO, i lavoratori dipendenti, ma stagionali del turismo e degli istituti termali che hanno perso il lavoro dopo nel 2019, i lavoratori del settore agricolo, e gli iscritti al fondo dello spettacolo.

Il fondo ha una dotazione di 170 milioni di euro ma la platea è piuttosto ampia. Quindi, si consiglia di avviare la richiesta non appena sarà possibile farlo. L’INPS monitorerà le richieste che perverranno.

Ci sono altre disposizioni che riguardano la sospensione del pagamento di mutui e prestiti, sia per famiglie che per imprese, crediti di imposta per le attività di commercio, disposizioni a tutela di lavoratori dipendenti, ecc. E il governo ha già annunciato che altri provvedimenti vedranno la luce presto.

Si spera che sia un buon inizio per ridare fiato e fiducia al Paese e alla sua economia, che mai, dal dopoguerra in poi, si è trovato in una situazione così drammatica.

 

 

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