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Disturbi del desiderio: non è repressione


Liberati dalle colpevolizzazioni morali legate al sesso, l’uomo e la donna di oggi lamentano spesso una vita sessuale insoddisfacente
Disturbi del desiderio: non è repressione

Il diritto al piacere
Anni ’60 e ’70: gli anni della liberazione sessuale. Gli anni della rivendicazione del diritto al piacere. Si pensava che la possibilità e la capacità di godere fosse una questione di morale e di valori; restrizioni che una volta rimosse avrebbero permesso la pienezza del piacere e del godimento sessuale.
La questione, però, è forse piu’ profonda e va "aldilà" delle limitazioni imposte dalla morale, dai valori e dall’ideale del soggetto.

I disturbi del desiderio della sfera sessuale
Infatti la realtà contemporanea ci mostra come la vita sessuale nonostante sia stata liberata da questi condizionamenti risulti comunque complessa e talvolta problematica.
I disturbi del desiderio lo dimostrano. Assenza di desiderio, o all’opposto, sessualità compulsiva, dipendenza sessuale - sex-addiction -; fenomeni nei quali la "meccanica" sessuale non presenta difficoltà funzionali. In essi si osserva piuttosto un rapporto critico del soggetto con il desiderio: carente o assente, oppure, eccedente, oscurato da una spasmodica coazione.

La questione del limite
La psicanalisi indica nel Super-Io - quell’istanza normativa e di interdizione della vita pulsionale che si sviluppa nella prima infanzia - il responsabile della limitazione al godimento e al desiderio. Una interpretazione frettolosa del pensiero di Freud ha portato a ritenere che fosse sufficiente abbattere il Super-Io per liberare il desiderio e liberare l’uomo dal giogo del limite, raggiungendo così il piu’ totale godimento.

Lacan lo spiega chiaramente: la questione del limite è propria della condizione umana. La castrazione - operazione di livello simbolico - altro nome di questa condizione - è fattore strutturale del "parlessere" - neologismo coniato da Lacan con il quale viene definito l’essere umano come soggetto regolato e al tempo stesso limitato, castrato, ad opera del linguaggio -.

La legge della castrazione e del linguaggio
Lacan spiega come la vera legge non sia quella dei valori morali, o dell’ideale, ma la legge della castrazione simbolica. Fenomeno strutturale per l’essere umano, in quanto essere vivente dotato di linguaggio.
L’uomo è introdotto attraverso il linguaggio nell’esistenza e attraverso questa operazione egli si distacca dalla propria componente istintuale, animale. Quella condizione nella quale potremmo dire che istinto e desiderio sono una cosa sola. Affermazione impropria perché il desiderio è manifestazione prettamente umana e nasce proprio dal fatto che il "parlessere" - attraverso il linguaggio acquisisce lo statuto di soggetto desiderante perdendo quel rapporto diretto con il proprio vivente istintuale.

Inibizione o trasgressione del desiderio sessuale
I disturbi del desiderio sessuale, nei due estremi di assenza e di eccesso, chiamano in causa diversi fattori; sia quelli concernenti la relazione di coppia, sia quelli che rimandano alla storia ed alle esperienze del singolo individuo.

Tuttavia i disturbi del desiderio sessuale interrogano il rapporto del soggetto con il limite, sia quando il desiderio viene preservato, come nel caso della sua assenza, sia quando esso viene dilapidato, come nel caso in cui il desiderio svanisce nell’eccesso compulsivo.

In entrambi i casi non si tratta, al fondo della questione, né di una risposta di inibizione, nè, all’opposto, di ribellione rispetto all’azione comunque limitante, operata dai valori morali, religiosi, o dall’ideale. Si tratta, invece, della risposta inibita o trasgressiva nei confronti dell’effetto di castrazione operato dal linguaggio. Effetto strutturale.

Ed è con questo effetto strutturale che occorre fare i conti e trovare le soluzioni.


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