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DSA e terapia familiare


Qual è l’impatto sulla famiglia di una diagnosi di disturbo specifico di apprendimento? Quando è utile intraprendere una psicoterapia familiare?
DSA  e terapia familiare
Possiamo parlare di disturbi specifici di apprendimenti (DSA) quando una persona in età evolutiva, indenne da gravi problemi di ordine cognitivo, sensoriale e neurologico presenta una difficoltà in qualche settore specifico dell’apprendimento. Si parla di dislessia quando sono compromesse le competenze che riguardano la lettura, di disgrafia quando a essere deficitarie sono le competenze legate alla scrittura e di discalculia quando si hanno difficoltà nel calcolo. I DSA hanno un carattere neurobiologico, possono causare insuccessi e fallimenti nell’area scolastica e rappresentano un`area potenziale di rischio psicopatologico. I bambini con DSA sperimentano un vissuto di inferiorità rispetto ai propri compagni che mina fortemente l’autostima e la visione del mondo originando forti livelli di ansia da prestazione e difficoltà di adattamento. Tale vissuto può portare a reazioni comportamentali disturbanti o di tipo esplosivo in cui si evidenziano aggressività, ansia ed opposizione o a disturbi somatici come mal di testa, mal di pancia, coliche, nausee e continua colpevolizzazione per le proprie incapacità. Forti livelli di ansia possono portare il ragazzo a sviluppare una fobia scolastica, ovvero un senso di paura ed avversione per la scuola. La mancanza di speranza, la bassa autostima e l’impossibilità di controllare i comportamenti avversi può portare allo sviluppo di quella che Seligman e Dweck chiamano impotenza appresa, ovvero la tendenza ad incollare sé stessi nella situazione, a dare un giudizio immutabile di incapacità globale di sé. Non si tenta di modificare il proprio stato perché non ci si sente all’altezza e l’ambiente è vissuto come statico. La famiglia solitamente conferisce al rendimento scolastico una grande importanza, in quanto si presuppone che l'andamento a scuola incida in maniera determinante su tutte le altre aree, soprattutto rispetto alla possibilità di riuscita in futuro nel lavoro. Una diagnosi di DSA pone i genitori in confusione facendoli sentire disorientati e impotenti. Spesso mettono in atto strategie che possono essere dannose per il bambino, come il tenerlo per molte ore sui libri, senza ottenere risultati. La sensazione di incompetenza genitoriale potrebbe portare anche a un conflitto di coppia che ovviamente si ripercuote sui figli. Si può instaurare un gioco "al massacro" e la messa in atto di dinamiche relazionali dannose per i figli come il rimarcare le differenze tra fratelli. La percezione e la reazione alla diagnosi può essere discrepante tra padre e madre e ci possono essere situazioni nelle quali c’è uno scarico di responsabilità da un genitore all'altro. Per questi motivi potrebbe essere utile intraprendere una terapia familiare. I percorsi di terapia familiare prevedono incontri che possono coinvolgere tutta la famiglia, incontri individuali con il bambino o l’adolescente, incontri con la coppia genitoriale. Si tratta dunque di un’ offerta di aiuto e sostegno completo che aiuta tutti i componenti a ridurre la pressione emotiva, a elaborare il disagio e a superare i conflitti. Gli obiettivi terapeutici con il bambino sono: favorire l’accettazione di sé e degli altri, aumentare la tolleranza alla frustrazione, imparare ad esprimere i propri stati d’animo e comprendere empaticamente quelli degli altri; acquisire le abilità di autoregolazione del proprio comportamento, individuare i propri modi di pensare abituali per metterli in relazione con il proprio stato emotivo. Gli obiettivi con la famiglia e i genitori riguardano l’accettazione dei tempi e degli spazi del bambino per non farlo sentire sotto pressione e la ricerca di spazi di condivisione nuovi dove genitori e figli possono mostrare le loro competenze e sentirsi autoefficaci, infine superare eventuali conflitti ristabilendo l’armonia familiare.

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