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Come deve essere il commercialista di domani (a partire da oggi)?


Il commercialista moderno fornisce una corretta strategia nel rapporto con le banche e con gli altri enti finanziatori
Come deve essere il commercialista di domani (a partire da oggi)?

Uno dei più conosciuti principi del marketing è il CICLO DI VITA DEL PRODOTTO, che individua le 4 fasi:
   •    Introduzione
   •    Crescita
   •    Maturità
   •    Declino

Il ciclo di vita si può applicare e studiare per ogni bene materiale e immateriale, quindi anche per i servizi, per le professioni, i mestieri, in senso lato anche per gli esseri viventi: tutto ha un inizio, uno sviluppo più o meno articolato, una fine.

Ogni singolo imprenditore dovrebbe affrontare questo discorso strategico.

Più precisamente voglio concentrarmi sulle recenti vicende, ma soprattutto sul futuro prossimo ed immediato, della professione che mi onoro di svolgere: quella del dottore commercialista, nel mercato italiano.

Illustri studiosi teorizzano già da alcuni anni la morte imminente del commercialista classico, quello legato alle scadenze fiscali ed agli adempimenti obbligatori, ed io sono d’accordo con loro: molti ed evidenti sono i segnali che confermano questa tendenza, e che posizionano il prodotto/servizio professionale nella fase finale del suo ciclo di vita.

Fiumi di parole si potrebbero scrivere per analizzare questa situazione ed il modo in cui si è determinata, ma quello che mi interessa evidenziare in questa sede è una semplice constatazione: la fine del ciclo di vita non necessariamente porta alla morte, ma può determinare la nascita di qualcosa di diverso.

Charles Darwin ha dimostrato che di fronte alle grandi trasformazioni non sopravvive la specie più forte, né quella più intelligente, ma quella più veloce ad adattarsi al cambiamento.

E quali sono i cambiamenti richiesti al commercialista moderno, per non soccombere?

Quali saranno le esigenze immediate alle quali dovrà far fronte nell’immediato futuro per i suoi clienti?

Molte sono le risposte possibili e quella che voglio approfondire in questa sede è legata ad una primaria esigenza dell’impresa cliente, in qualunque forma essa sia strutturata: l’esigenza di instaurare un corretto rapporto con il sistema bancario, inteso come il fornitore di un prodotto chiamato denaro.

Il cliente del commercialista tradizionale concentrato sul fisco e sugli adempimenti obbligatori, nella maggior parte dei casi non possiede una strategia bancaria definita, e può trovarsi in condizioni di tensione finanziaria e carenza di liquidità magari senza comprenderne neppure le ragioni: la emergenza COVID, come stiamo osservando, non potrà che peggiorare queste situazioni.

E’ importante, ora più che mai, evitare strategie finanziarie sbagliate e dettate dall’emergenza, ed instaurare un dialogo positivo con le banche: per raggiungere questo obiettivo è necessario poter contare su un commercialista che sappia porre in essere le indispensabili azioni correttive, per recuperare la sbandata indotta dalla crisi che stiamo attraversando, ed uscirne bene ed il più in fretta possibile.

Concludo citando uno scrittore che amo molto, il giapponese Haruki Murakami: “Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio... Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato”.

Facciamo in modo di uscire da questo vento con le persone giuste e con in mano una bussola che ci indichi la giusta rotta da seguire.

 

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