“E’ più forte di me”: il potere dell’Ego


Tra stimolo e risposta c’è uno spazio. In questo spazio si trovano la nostra libertà e potere
“E’ più forte di me”: il potere dell’Ego

E’ più forte di me…cosa è più forte? Quando pronunciamo questa frase è per giustificarci rispetto ad un potere che pensiamo di non avere. In realtà stiamo dando potere al nostro Ego togliendolo alla parte più bella di noi.


C’è un racconto di Liliana Segre che leggo ai ragazzi a scuola da molti anni e non smette mai di risuonarmi dentro con una forza straordinaria.


"Ci fu un momento importante nella mia vita, un episodio incastonato nell’evento epocale che stavo vivendo. Il comandante di quell’ultimo campo, crudele assassino, camminava vicino a me, si spogliò, rimase in mutande, si rivestì da civile…Quando buttò la pistola ai miei piedi, con tutto l’odio che avevo dentro di me e la violenza subita che mi invadeva il corpo, io pensai per un istante: “Adesso mi chino, prendo la pistola e in questa confusione assoluta lo ammazzo”. Mi ero nutrita a lungo solo di malvagità e di vendetta. Pensai che sparargli fosse l’azione giusta nel momento giusto, il giusto finale di quella storia di cui ero stata protagonista e testimone. Ma fu un attimo.


Un attimo importantissimo, definitivo nella mia vita, che mi fece capire che io mai, per nessun motivo al mondo avrei potuto uccidere. Che nella debolezza estrema che mi vinceva, la mia etica e l’amore che avevo ricevuto da bambina mi impedivano di diventare uguale a quell’uomo.


Non avrei mai potuto raccogliere la pistola e sparare al comandante di Malcow.


Io avevo scelto la vita. Quando si fa questa scelta non si può togliere la vita a nessuno.


E da quel momento sono stata libera
" (sopravvissuta ad Auschwitz, Liliana Segre fra le ultime testimoni della Shoah, di Emanuela Zuccalà, p. 63-64).


Nutrita di malvagità e di vendetta eppure capace di un gesto che trasforma la vita in maniera così radicale da poter proclamare la propria libertà. E’ qualcosa che tocca il cuore, lo dilata e apre all’ammirazione e alla speranza.
Liliana Segre ha vissuto in quell’istante la decisione della vita, si è trovata nel cosiddetto “punto di biforcazione”, un bivio in cui DEVI scegliere. Forse hai pochi minuti per poter scegliere, ma sai che la tua scelta condizionerà la vita futura e anche se non vedi chiaramente tutti gli elementi, ti muovi in base a ciò che più conta per te. Liliana Segre ha risposto SI alla vita.
Nel linguaggio di oggi si potrebbe dire che ha fatto il “salto quantico”: nel suo atto di volontà di abbracciare l’amore per la vita ha cambiato il suo livello di coscienza.


Esistono più livelli di coscienza:


•    Quella automatica, condizionata dal nostro passato, dalle ferite, dalle questioni non risolte, dalle storie del nostro albero genealogico, quella dell’assenza di consapevolezza di se stessi. Qualcuno lo chiama inconscio inferiore, altri coscienza inferiore. Qui governa chi “è più forte di me”.


•    Quella intermedia dove oscilliamo tra la consapevolezza di ciò che siamo e il desiderio di essere altro, di avere e ricevere amore e sentirci degni di… di malessere e benessere. Questo è il livello medio in cui vorremmo togliere il potere a chi “è più forte di me”, ma ancora non ci riusciamo del tutto.


•    Quella superiore, quella della coerenza tra cuore e mente, della serenità interiore, quella della pace di cui parlano i grandi Maestri spirituali in cui ci si sente liberi. Quella in cui è la vera coscienza che governa: il Sé superiore, la Coscienza superiore, il Cuore, il Maestro interiore…


La domanda allora è: solo chi arriva in un bivio simile può fare quel salto?
No, noi abbiamo la possibilità di farlo ogni volta che decidiamo di abbandonare il rancore, di lasciar andare ciò che ci avvolge nella tristezza e smettiamo di credere che la frase “è più forte di me” sia una giustificazione valida.  La forza di rompere il potere di quella frase è dentro di noi e non aspetta altro che essere usata per entrare in azione e renderci capaci di elevare la nostra dignità di esseri umani.


Tra stimolo e risposta c’è uno spazio. In questo spazio si trovano la nostra libertà e il nostro potere di scegliere la risposta. In questa risposta si trovano la nostra crescita e la nostra libertà. (Victor Frankl)


Per chi vuole c’è la testimonianza diretta di Liliana Segre in questo video.
 

 

Articolo del:


di Brunella Libutti

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