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Ecobonus 110%: ecco come avere accesso al superbonus, senza incertezze


Lavori in casa gratis sì, ma occorre conoscere bene quali documenti servano per la pratica, pena la perdita del superbonus. Anche per le seconde case non unifamigliari.
Ecobonus 110%: ecco come avere accesso al superbonus, senza incertezze

L’ecobonus al 110% è certamente una delle misure più interessanti dell’intero decreto Rilancio (si stima che il giro dell’edilizia legato ai bonus casa vale 29 miliardi di euro, dunque ossigeno puro in un momento di stasi economica come quello post lockdown), ma, per ottenerlo, bisognerà impegnarsi a produrre molta carta, stando ben attenti a non cadere nei tranelli della burocrazia. È una questione per addetti ai lavori, insomma, dato che il Legislatore ha pubblicato un Decreto Legge molto articolato, con l’aggiunta di richiami a normative passate, da conoscere e tenere in conto.

I requisiti da rispettare per l’accesso a questo superbonus sono dunque quelli previsti all’art. 14 del DL 63/2013 a quali si aggiunge il requisito fondamentale del doppio salto di classe energetica di cui al comma 3 dell’art. 119.

Un iter dunque faticoso e impegnativo, ma che, di fronte al beneficio fiscale concesso, vale senza dubbio la pena perseguire, affiancati da un valido professionista.Altra importante novità di questo bonus è la sua validità anche per le seconde case ma non tutte, come vedremo.

La possibiltà di fare i lavori in casa gratis dipende dal tipo di interventi effettuati, ma a stabilire i beneficiari della super detrazione è il comma 9 dell’articolo 119 del decreto Rilancio:

  • i condomini (visti gli elevati limiti di spesa, pare evidente che tale agevolazione sia stata pensata principalmente per i condomin)i;
  • le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività dì impresa, arti e professioni, su unità immobiliari;
  • gli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;
  • le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.


I lavori sugli edifici unifamiliari rientrano nel bonus quindi solo se adibiti a prima casa: per le seconde case, i lavori si possono fare gratis solo se fanno parte di un condominio, anche se il Parlamento sta lavorando per includere pure le villette unifamiliari tra le tipologie di seconde case che possano beneficiare dell’ecobonus (per esserne certi bisognerà attendere la legge di conversione del decreto). Ma procediamo con ordine e vediamo nel dettaglio in cosa consiste questo super ecobonus che, di fatto, è un potenziamento in termini economici di quello esistente.
 

L’iter burocratico, infatti, risulta dunque molto complesso, considerando che oltre quello legislativo (con le possibili modifiche per effetto della conversione in legge), c’è anche quello operativo.

Uno degli aspetti fondamentali della norma stessa, che rende obbligatorio per il proprietario dell’immobile l’affidarsi a un professionista serio e competente in materia, è il fatto che il “salto energetico” deve essere da questo certificato confrontando l'Attestato di Prestazione Energetica redatto prima dei lavori con uno redatto dopo i lavori. Il tecnico professionista ha dunque il ruolo di:

  • asseverare che gli interventi svolti siano conformi ai dettami del decreto “Rilancio”,
  • sorvegliare e garantire la corretta tempistica dei lavori, in quanto hanno diritto alla detrazione unicamente i lavori svolti dal 1° luglio 2020 e terminati entro la fine del 2021.

Per chiarire gli interventi coperti dal credito d’imposta del 110%, possiamo far riferimento a tutti i lavori che migliorano le prestazioni energetiche dell’edificio e dell’abitazione, quali:

  • cappotto termico, che deve interessare più del 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio, fino a un tetto massimo di spesa di 60.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari dell’edificio. I materiali isolanti utilizzati a tal fine, devono rispettare i requisiti previsti dal decreto Ambiente dell’ottobre 2017;
  • interventi per la sostituzione dei vecchi impianti di climatizzazione con impianti centralizzati di riscaldamento, di raffrescamento o di fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A. In tal caso il tetto massimo di spesa per singola unità immobiliare è di 30.000 euro e include anche le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito;

Questi interventi sono quelli principali, vi sono però altri interventi “secondari” che possono rientrare nel computo della detrazione, quali:

  • tutti gli interventi previsti dal vecchio ecobonus, quali ad esempio la sostituzione degli infissi
  • l’installazione di pannelli solari;
  • la posa di accumulatori di energia collegati ai pannelli solari;
  • la realizzazione di colonnine per la ricarica delle auto elettriche.

Infine, per terminare l’esposizione della procedura e degli aspetti normativi, è bene ricordare che per dare opportuna comunicazione dei dati degli interventi, bisogna ricorre esclusivamente alla procedura telematica secondo quanto disposto con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate. È inoltre necessario effettuare debita comunicazione all’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, www.enea.it).

 

Ma come funziona questo super ecobonus?...

Tutto il meccanismo virtuoso del legislatore, che ha reso così appetibile questo Ecobonus, ruota attorno alla possibilità da parte del titolare dell’immobile di sfruttare il meccanismo della cessione del credito e dello sconto in fattura. Ossia il proprietario dell’immobile può cedere il proprio credito di imposta alle imprese che hanno fatto gli interventi di miglioramento energetico o alle banche.

Questa possibilità, prima destinata solo agli incapienti, con il nuovo decreto viene estesa a tutte le famiglie e ai condomini che, di fatto, cedono il credito d’imposta maturato a banche, assicurazioni o alle stesse imprese che svolgono i lavori, che, per le stesse parole di Fraccaro, “si troveranno ad anticipare le somme necessarie per effettuare i lavori e saranno poi loro a incassare il credito di imposta dal fisco, con la possibilità anche di cederlo ulteriormente in passaggi successivi e senza limiti”.

 

Ovviamente il Governo ha previsto sanzioni per chi rilascia attestazioni infedeliChi rilascia un’attestazione o un’asseverazione infedele rischia una sanzione pecunaria dai 2.000 ai 15.000 euro.

La sanzione è da intendersi per ogni documento impropriamente rilasciato al cittadino. Inoltre, giudicata infedele l’attestazione prodotta, i benefici fiscali del super bonus decadranno all’istante.

È a cura del Ministero dello Sviluppo Economico occuparsi delle procedure di verifica.

Inoltre, in caso di mancata integrazione, anche parziale, dei requisiti che danno diritto all’ecobonus 110%, l’Agenzia delle Entrate provvede al recupero delle somme corrispondenti alla detrazione non spettante.

Non solo: gli importi recuperati saranno maggiorati dall’applicazione di interessi e sanzioni.

 

Ecco dunque che per non trasformare una grande opportunità in un incredibile danno, è fondamentale che il proprietario dell’immobile si avvalga di professionisti capaci, in grado di:

  • realizzare uno studio preliminare basato su un audit energetico dello stabile il cui risultato dia la corretta valutazione degli interventi che potranno darti l’accesso all’ecobonus del 110%;
  • gestire correttamente i rapporti con le imprese, dato che queste devono accettare il credito d’imposta in contropartita dei lavori effettuati.

 

Capisco che il quadro generale possa apparire complesso e anche insidioso, ma il mio consiglio è di non aspettare: per chi come te sta valutando il da farsi, è importante sapere che per accedere all’Ecobonus del 110% bisogna agire adesso.

Chiamaci, senza alcun rischio da parte tua, per ricevere una consulenza preliminare gratuita, che ti consentirà di:

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