Eiaculazione precoce: riconoscerla e affrontarla con un esperto


L'eiaculazione precoce interessa molti uomini che tengono il problema nascosto. Ecco perché è importante parlarne con un esperto e trovare il giusto rimedio
Eiaculazione precoce: riconoscerla e affrontarla con un esperto

L'eiaculazione precoce rientra tra i disturbi sessuali maschili, tra cui spicca come quello più difficile da definire in modo semplice. Per tale motivo, affrontare questo disturbo richiede un’analisi approfondita.

 

Indice:

  • Quando si parla di eiaculazione precoce?

  • Il problema può variare nella masturbazione?

  • L’eiaculazione precoce influisce sul rapporto di coppia?

  • Quando rivolgersi allo psicologo e quando al medico andrologo?

  • Come affrontare il problema dell’eiaculazione precoce? In che modo valutare una cura farmacologica?

 

 


Quando si parla di eiaculazione precoce?

Generalmente si parla di eiaculazione precoce quando il paziente lamenta una difficoltà nel controllo volontario dell'eiaculazione. Per essere definito come disturbo, però, questo deve accadere con frequenza, diventando quasi la normalità. In questi casi l’eiaculazione arriva poco tempo dopo aver ricevuto una anche minima stimolazione, e, cosa ancor più grave, prima ancora che il soggetto lo desideri.

Nei casi estremi, l’eiaculazione giunge anche prima della penetrazione, e in questi casi si definisce “ante portam”. Ma va precisata per prima cosa che non è facile, né utile al fine, stabilire quanti minuti possano rappresentare la durata “normale” del rapporto sessuale. Non esiste un tempo standard che dovrebbe intercorrere dalla penetrazione fino al momento dell'eiaculazione, dal momento che dipende da molti fattori, tra cui il rapporto di coppia, e il modo in cui i soggetti preferiscono vivere l’atto sessuale, ecc... Molte coppie, infatti, possono affermare di impiegare poco più di un minuto per completare l’atto sessuale, mentre altre possono dedicarvi anche una decina di minuti.

 

 


Il problema può variare nella masturbazione?

I soggetti interessati dalla disfunzione dell’eiaculazione precoce possono essere in grado di ritardare l’orgasmo quando sono nell’atto della masturbazione. Lo stesso soggetto può lamentare un problema di eiaculazione precoce maggiore quando il rapporto sessuale è consumato in coppia, rispetto a quando ottiene l’orgasmo con la masturbazione, in cui riesce ad allungare di molto il tempo. Ovviamente questa differenza, non presente in tutti i pazienti, spesso provoca maggiore disagio nei pazienti, soprattutto nei confronti del partner, verso cui si sviluppa gradualmente una fobia di consumare il rapporto stesso, sino allo sviluppo dell'ansia da prestazione.

 

 


L’eiaculazione precoce influisce sul rapporto di coppia?

Certamente molti uomini che lamentano l’eiaculazione precoce riportano anche di avere delle ripercussioni sul loro rapporto di coppia. Proprio per questo motivo, è fondamentale nella fase di inquadramento del problema essere in grado stabilire se i tempi “anormali” di eiaculazione in quella particolare coppia diminuiscono la qualità del rapporto sessuale e la soddisfazione di uno o entrambi i partner.

Una fetta dei problemi di eiaculazione precoce può essere inquadrata nell'ambito di un rapporto sessuale immaturo. Si nota, infatti, che il disturbo si manifesta nel corso dei primi rapporti consumati dai ragazzi più giovani di età e alle prime esperienze, e di solito questo disturbo tende a regredire pian piano con il passare del tempo.

 

 


Quando rivolgersi allo psicologo e quando al medico andrologo?

Il disturbo dell’eiaculazione precoce può richiedere l’aiuto di uno psicologo-sessuologo, o altre volte, quello di un andrologo. Personalmente, spesso, in qualità di psicologa-sessuologa, cerco la collaborazione di un medico. Quando il disturbo dell’eiaculazione precoce, infatti, non viene prontamente affrontato con l'aiuto di un esperto, la situazione può diventare cronica e perdurare per molti anni o, addirittura, per tutta la vita. Il discorso cambia leggermente per quei pazienti in cui l'eiaculazione precoce fa la sua comparsa più avanti nel tempo, dopo molti anni in cui ha avuto rapporti sessuali del tutto normali e soddisfacenti.

Si parla in questi casi di “eiaculazione precoce secondaria” che affonda le cause in problemi per lo più che riguardano la psiche o il rapporto di coppia. La perdita di fiducia in se stesso e nelle proprie capacità in campo sessuale, sia a livello conscio che inconscio, ad esempio, rientra tra le cause più comuni. In questo caso è più indicato un lavoro approfondito con uno psicologo.

L’intervento esclusivo dell’andrologo, invece, è consigliato nel caso, molto più raro, in cui il disturbo dell'eiaculazione precoce sia causato da anomalie anatomiche, come le patologie infiammatorie della prostata. In questi casi una cura farmacologica mirata ed eventualmente un piccolo intervento chirurgico potrebbero essere sufficienti alla risoluzione del problema.

 

 


Come affrontare il problema dell’eiaculazione precoce? In che modo valutare una cura farmacologica?

Il trattamento del disturbo dell'eiaculazione precoce può basarsi su diverse strategie terapeutiche, che vanno studiate e adattate a seconda delle caratteristiche e del profilo del singolo paziente. In ambito psicologico si parte dal “counseling” che indica una larga fase di supporto, volta a sviluppare nel paziente degli stimoli utili a riportare il rapporto sessuale negli ambiti della normalità.

Quando il disturbo dell'eiaculazione precoce riguarda una coppia, come accade nella maggior parte dei casi, è fondamentale che entrambi i partner siano coinvolti nel percorso terapeutico. Da un punto di vista più pratico per i primi tempi possono essere prescritti alcuni farmaci indicati per il problema, da assumere per via orale prima del rapporto e non in via continuativa. Per quanto riguarda le famose creme e i preservativi “ritardanti”, va precisato che non sono particolarmente adatti ad affrontare il disturbo. Si tratta, infatti, di rimedi a base di sostanze anestetiche che riducono l'intensità delle sensazioni a livello del glande.

Questi rimedi, dunque, hanno una controindicazione fondamentale, ovvero che, se anche si raggiunge l'allungamento dei tempi per l’eiaculazione, si perde molto in termini di piacere. Tutti i farmaci e le lozioni, dunque, non hanno un effetto a lungo termine, ma interessano solamente il momento del rapporto sessuale. Pertanto non sono in grado di risolvere il problema in modo definitivo. Per guarire definitivamente dal disturbo dell’eiaculazione precoce è necessario adottare delle soluzioni combinate, studiate ad hoc sul paziente. Proprio per questo è fondamentale rivolgersi subito ad un professionista in grado di aiutare a risolvere il problema sia a livello personale che di coppia.

Cristiana Prada

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