Truffe finanziarie, furto di identità per far fare fantomatici guadagni


L'ennesimo furto di identità per raggirare le persone invita a prendere precauzioni iniziali basilari quali conoscere fisicamente il consulente e vedere gli attestati
Truffe finanziarie, furto di identità per far fare fantomatici guadagni

Anche questa mattina, leggendo un settimanale, ho trovato l'ennesima truffa nel mondo finanziario.

Dei truffatori, spacciandosi per professionisti rispettabili, contattano da Londra (perché ha un impatto psicologico più forte) i soliti creduloni che pensano di diventare ricchi investendo ben 250 euro!

Con la tecnologia che si evolve velocemente i truffatori sono sempre al passo con i tempi.

Questa volta a stuzzicare l'avidità delle persone è il solito bitcoin che nell'immaginario collettivo può creare patrimoni in pochissimo tempo.  

Quando si contatta un consulente finanziario, ma anche un avvocato o un commercialista, basterebbe avere delle minime accortezze.

1. Andare a verificare di persona fisicamente dove ha lo studio o l'ufficio per parlarci di persona.

2. Un consulente finanziario abilitato dalla Consob e iscritto al nuovo albo dei consulenti finanziari non avrà problemi a far vedere questi attestati che deve obbligatoriamente tenere in ufficio.

3. Un consulente finanziario serio, di sicuro, né al telefono né la prima volta che incontra un cliente, si spinge a dare consigli di come fare fantomatici guadagni o rendimenti perché conosce bene la normativa Mifid2 e sa cosa vuol dire profilare un investitore.

4. Di sicuro, una volta seguita tutta la procedura identificativa e di antiriciclaggio per la provenienza delle somme da investire, farà depositare il tutto su un conto corrente di una banca abilitata ad operare in Italia su un conto intestato solo all'investitore.

E "last but not least" mi permetto di dare un consiglio: se una persona ha 250/500 euro in eccesso li utilizzasse per un bel week end o una cena con amici che di sicuro non c'è nessun investimento o speculazione che gli potrà dare più soddisfazione.

Per chi volesse io fisicamente sono a Vicenza in centro.

Se a qualche collega è capitato questo o è venuto a conoscenza può e deve informare la polizia postale e delle telecomunicazioni per aiutarli a identificare e bloccare i truffatori.

 

 

Articolo del:


di Alessio Bianzino

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