I consigli per la "disinfezione" di ambienti domestici e commerciali


Mantenere la casa e l'ufficio puliti e disinfettare periodicamente superfici e oggetti è importante, ma va fatto con attenzione evitando rischi potenziali per la salute
I consigli per la "disinfezione" di ambienti domestici e commerciali

In questo periodo di ripresa delle attività, in cui ci è richiesta ancora attenzione particolare alla “sanificazione” (*) degli ambienti, proviamo a fare un po’ di chiarezza sui prodotti più adatti a garantire la disinfezione delle nostre abitazioni senza correre il rischio di mettere a repentaglio la salute.

Tutti i prodotti per la pulizia e disinfezione, infatti, sono prodotti chimici che possono presentare – qualora non utilizzati correttamente – rischi anche importanti dai fenomeni irritativi e corrosivi alla tossicità per l’organismo per bio-accumulo nel tempo.   

E’ essenziale distinguere tra pulizia (o igienizzazione) e disinfezione. La prima può essere realizzata con semplici detergenti di uso quotidiano mentre la seconda prevede l’eliminazione di germi e batteri mediante appositi prodotti certificati.

In entrambi i casi, comunque, l’uso corretto dei prodotti, ad esempio evitando di mischiare gli stessi o inalarne i vapori durante le operazioni di travaso, e ricordando di ventilare adeguatamente gli ambienti durante e in seguito al loro utilizzo, è fondamentale per evitarne l’inalazione con potenziali effetti negativi sull’organismo.

Per quanto riguarda l’emergenza Covid-19, nelle indicazioni per la disinfezione - ad esempio, nelle aziende e nei locali commerciali -  l’Istituto Superiore di Sanità raccomanda di utilizzare esclusivamente prodotti per uso professionale, ovvero biocidi o presidi medico chirurgici autorizzati dal Ministero della Salute con azione virucida dichiarata in etichetta, quali prodotti contenenti in percentuale ipoclorito di sodio (0,1%-0,5%), etanolo (60-70%) o perossido di idrogeno (0,5%).

La disinfezione giornaliera delle superfici maggiormente esposte – ad esempio le maniglie delle porte, i pulsanti delle macchine erogatrici di cibi e bevande, i corrimano e le superfici nei servizi igienici – è una buona garanzia di prevenzione, in aggiunta all’uso della mascherina al di sotto della distanza di sicurezza.

E per i capi di abbigliamento o le mascherine “di comunità” (quelle riutilizzabili a più strati di tessuto?)? L’ideale è un passaggio in lavatrice a temperatura elevata, oltre i 60°.

***Saper leggere le etichette di sicurezza

Il regolamento CLP (GHS) 1272 del 2008 ha introdotto nuove modalità di comunicazione del rischio chimico, oltre che operare una riclassificazione su scala globale delle sostanze considerate pericolose per la sicurezza, la salute e l’ambiente. Leggendo le etichette dei vari prodotti si evincono i rischi principali (esemplificati dai pittogrammi a rombo bianchi bordati di rosso con i simboli neri), gli altri rischi e i consigli di prudenza per un utilizzo sicuro.

(*) “Sanificazione” è un termine spesso utilizzato ma improprio per le operazioni quotidiane, trattandosi di attività riservata a specifiche ditte autorizzate.


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di A cura di Cristina Falzolgher

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