I nuovi criteri di valutazione dei debiti


Il nuovo OIC 19 definisce i criteri per la rilevazione, classificazione e valutazione dei debiti, con l'utilizzo del costo ammortizzato
I nuovi criteri di valutazione dei debiti
Una delle novità introdotte dal recepimento della Direttiva comunitaria 34/2013, avvenuto attraverso il D.Lgs. 139/2015,riguarda l`utilizzo del costo ammortizzato per l`iscrizione e la valutazione dei titoli ammortizzati, dei crediti e dei debiti nel bilancio d`esercizio ordinario.
Con riferimento ai debiti, il tema dell`adozione del costo ammortizzato è stato affrontato dalla bozza del nuovo OIC 19, recentemente pubblicato dall`Organismo italiano di contabilità. Al riguardo, l`art. 2426 (p. 8) del C.C. prevede che i debiti siano valutati utilizzando il criterio del costo ammortizzato, tenendo conto del fattore temporale. Come si può osservare dal tenore della norma, le problematiche legate alla valutazione dei debiti riguardano, da un lato, l`utilizzo del costo ammortizzato e, dall`altro, l`attualizzazione dei debiti in modo da tenere in considerazione "il fattore temporale".
Il primo elemento che caratterizza il costo ammortizzato è che la rilevazione iniziale del debito deve avvenire al valore nominale al netto di eventuali spese di transazione quali, per esempio, spese di istruttoria piuttosto che spese di perizia dell`immobile nel caso di mutuo ipotecario. Tali costi di transazione portati a riduzione del valore nominale del debito devono essere imputati nei differenti conti economici in base al tasso effettivo di interesse, definito come il tasso interno di rendimento, che rende uguale il valore attuale dei flussi finanziari futuri derivanti dal debito e il suo valore di rilevazione iniziale (al netto delle spese di transazione).
Il criterio del costo ammortizzato può non essere applicato se gli effetti sono irrilevanti ai sensi dell`art. 2426, c. 4 C.C.. Il par. 41 della bozza dell`OIC 19 prevede l`irrilevanza degli effetti per i debiti con scadenza inferiore ai 12 mesi e/o per i debiti per i quali i costi di transazione, le commissioni o ogni altra differenza tra valore iniziale e valore a scadenza sono di scarso rilievo rispetto al valore nominale. In questo caso i costi di transazione sono iscritti inizialmente tra i risconti attivi dello stato patrimoniale ed imputati a quote costanti nel conto economico di ciascun esercizio, per tutta la durata del finanziamento.
Per ciò che concerne l`attualizzazione dei debiti finanziari iscritti in bilancio, per tenere conto del loro effetto temporale la bozza del nuovo OIC 19 prevede che il tasso di interesse effettivo applicato al debito iscritto in bilancio venga confrontato con il tasso di interesse di mercato, ossia il tasso che sarebbe stato applicato tra due parti indipendenti coinvolte in un`operazione similare di finanziamento (OIC 19 in bozza, par. 48). Se il tasso di interesse effettivo risulta essere significativamente diverso dal tasso di interesse di mercato, l`impresa deve procedere all`attualizzazione dei flussi finanziari futuri, in modo da poter determinare il valore iniziale del debito. L`eventuale differenza positiva tra il valore nominale del debito finanziario e il suo valore attualizzato deve essere rilevato a conto economico tra i proventi finanziari (voce C.16.d), mentre negli esercizi successivi occorrerà procedere alla determinazione degli interessi passivi da iscrivere a conto economico sulla base del tasso di interesse di mercato.
L`attualizzazione dei debiti può non essere applicata ai debiti nei casi in cui il tasso di interesse effettivo non sia significativamente diverso dal tasso di interesse di mercato e se i debiti sono scadenti entro i 12 mesi.

Articolo del:


di Alessandro Brianza

Non è presente nessuna recensione!


Aggiungi ai tuoi preferiti e visualizza in seguito

L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Cerca nella tua città o in una città di tuo interesse