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I "protocolli finanziari" per uscire dalla crisi


I "protocolli finanziari" per uscire dalla crisi, difendere il patrimonio e ricominciare vincenti
I "protocolli finanziari" per uscire dalla crisi

Si è chiusa un'altra tra le settimane più impegnative e stressanti che mi sia mai capitato di vivere dal punto di vista professionale in ormai 30 anni di lavoro.

Stiamo vivendo una situazione eccezionalmente nuova e mi è sembrato quindi doveroso, a questo punto, cercare di riassumere da un lato un quadro più chiaro di quello che sta succedendo sui mercati e dall’altro lato fornire una sorta di “protocollo finanziario” di intervento.

La diffusione della pandemia di coronavirus, fermando le attività economiche nonché la normale routine quotidiana di ognuno di noi, non può non avere conseguenze tangibili sull'economia globale. I mercati finanziari, riflesso dell'economia reale, tendono ad anticipare, prezzandolo nei corsi dei titoli, quello che potrebbe essere l'impatto di questo “fermo forzato” sui bilanci delle società quotate (e dell'economia reale in generale).

I numeri espressi in queste giornate “schizofreniche” ci stanno, però, fornendo numerosi segnali di attenzione; è evidente, in altre parole, che nei prezzi correnti c'è un eccesso di pessimismo dovuto fondamentalmente a tre fattori:

- uno emotivo (da confusione/incertezza sul futuro... “aiuto, crolla tutto, vendo!”);

- un altro speculativo (i fondi speculativi – gli hedge fund - che muovono grosse quantità di denaro, speculano al ribasso, buttando giù i prezzi);

- uno tecnico: si stima che il 70/80% dei movimenti in questi frangenti sia generato da algoritmi (computer programmati per vendere quando vengono raggiunti determinati livelli di prezzo).


Questo per dire che in questi giorni di delirio, nonostante si potessero prevedere degli impatti negativi, i prezzi espressi dai mercati non sono assolutamente allineati alla realtà.

Alla luce di questa osservazione, credo che in questo momento sia inutile, anzi se vogliamo quasi mortificante, analizzare le performance di portafoglio.

Se questo è vero, come è vero, bisogna mantenere la razionalità e piuttosto pensare concretamente come eventualmente approfittare del momento contingente.

La prima considerazione che voglio fare in termini di reazioni concrete alla vicenda è la seguente: sappiamo ancora poco del coronavirus, ma conosciamo i “virus” dei mercati finanziari e sappiamo come affrontarli!

Li conosciamo, li abbiamo già affrontati e sconfitti in molte altre occasioni realizzando i “protocolli finanziari”: l'esplosione della Bolla Tecnologica del 2000, le Torri Gemelle l’anno successivo, Mutui subprime e fallimento Lehmann Brothers nel 2008, la crisi dei debiti sovrani del 2011 solo per citare le ultime più pesanti dal punto di vista dell'impatto sui nostri portafogli; tutte hanno in comune una sola certezza: finiscono!

Senza scomodare i trattati di finanza comportamentale possiamo ragionevolmente dire che in finanza una situazione corrente può sembrarci sempre nuova; ovvero siamo portati a dire appunto: “questa volta è diverso!”.

La realtà è un'altra ed è semplice e collaudata e fa parte dei “protocolli finanziari”: “questa volta è uguale alle altre” e fai attenzione, perché la paura può essere una pessima consigliera!

Occorre poi sapere che i mercati finanziari sono costretti tutti i giorni a fornire un valore, o come si suol dire a fare i prezzi; noi investitori dobbiamo avere invece un’ottica diversa, dobbiamo prendere lezioni dal passato perché abbiamo dalla nostra parte il tempo.

Ora, cosa ci colpisce di più della situazione corrente? La rapidità della discesa, mai così rapida come in passato (in circa 20 giorni i mercati sono scesi mediamente dal 30 al 40%).

E questa è la seconda grande opportunità: come una molla che si carica verso il basso troppo rapidamente, altrettanto rapidamente ed improvvisamente potrebbe tornare in alto nella sua posizione naturale.

Ecco che a questo punto interviene un altro “protocollo finanziario”: solo se si rimane investiti non si perderà il primo forte recupero perché se si rientra tardi…

C’è un attore importantissimo che dobbiamo citare in questo processo: il gestore, che è colui che cerca le migliori opportunità che si presentano in momenti come questi cercando di minimizzare sempre i rischi.

Il consulente, invece, rimane colui che fornisce all'investitore i “protocolli finanziari” per il virus dei mercati che, come per quelli medici, se conosciuti, vanno seguiti scrupolosamente. I “protocolli finanziari” sono ben noti, largamente sperimentati e funzionano.

La parola chiave di tutto è: DISCIPLINA: LE PERFORMANCE NON LE FANNO I MERCATI MA I NOSTRI COMPORTAMENTI!

 

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