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I rendimenti deludono? Hai controllato le correlazioni?


Spesso non si conosce l'importanza della matrice di correlazione negli investimenti che abbiamo. Eppure i rendimenti dipendono soprattutto da essa.
I rendimenti deludono? Hai controllato le correlazioni?

I rendimenti del tuo portafoglio deludono? Controlla le correlazioni

I rendimenti di un portafoglio dipendono da molte scelte che vengono effettuate prima di costruirlo. Alcune di esse sono ovviamente personali: dalla propensione al rischio, all’attesa di rendimento, alla volatilità sopportabile, alle eventuali esigenze di liquidità ad una certa data, e potremmo continuare a lungo.

Fatte però queste valutazioni, individuate le costanti e le esigenze, la costruzione di un portafoglio è sostanzialmente racchiusa nella capacità di chi lo organizza nel saper scegliere gli strumenti e le soluzioni più opportune per realizzare l’obbiettivo dichiarato.

In questa fase, saper scegliere investimenti non correlati fra loro e con un adeguato rapporto rischio/rendimento è decisamente cruciale: un portafoglio che non rispetti tali regole comporta spesso squilibri di volatilità e con rischi maggiori sul fronte dei rendimenti. Infatti, se la regola “diversificare tutto” rimane la bussola di ogni tipo di investimento, il suo corollario consequenziale è: differenziare bene.

Al momento che escludiamo strumenti di risparmio che ci possano esporre a rischi “non sistematici”, la nostra attenzione deve focalizzarsi sullo scegliere comparti, settori, aree geografiche e qualità e duration obbligazionaria che siano fra loro il meno correlate possibile.

Per i neofiti, la correlazione fra due strumenti finanziari è un dato numero che oscilla teoricamente dal -1 al +1 che ci dice come si comportano due determinati titoli fra loro al variare del mercato nel tempo. Due titoli che si comportano in maniera simile avranno una correlazione che si avvicina ad 1 e si definiranno correlati positivamente (o direttamente correlati). In poche parole, sebbene abbiamo differenziato in due strumenti diversi, in realtà questi due elementi si somiglieranno a tal punto da ritenerli, in termini statistici, pressoché identici.

Al contrario due titoli che si comportano in maniera opposta avranno una correlazione vicina al -1, si diranno correlati negativamente (o inversamente correlati) e, a fronte del guadagno di uno dei due, consegue una perdita simile dell’altro titolo, ottenendo così rendimenti molto poveri. Pare evidente quindi che la ricerca dovrà essere strutturata in modo che il proprio portafoglio, complessivamente, abbia una matrice di correlazione il più vicina possibile allo “0”, rendendo così gli elementi che compongano il vostro portafoglio non collegati, indipendenti nei rendimenti e quindi, in ultima analisi, perfettamente diversificati.

Questa la teoria

Spesso però in pratica molti gestori dimenticano questa regola aurea per diversi motivi: una scelta attiva del portafoglio, che mira a individuare in tempo determinati trend per cavalcarli il meglio possibile e coprire le spese che comporta questa continua trasformazione; il dover collocare strumenti di investimento della propria banca, che forniscono un ritorno molto più alto alla banca e al consulente; confluire l’intero capitale in gestioni patrimoniali che spesso utilizzano solo un elevato indice rischio/rendimento, piuttosto che ad una diversificazione scientifica, al fine di poter coprire con un extra-rendimento il costo elevato delle commissioni di gestione.

Sapere come è organizzato il proprio portafoglio e conoscere la matrice di correlazione dei propri strumenti è quindi una efficiente cartina di tornasole per comprendere se si stia perseguendo innanzitutto il ritorno reddituale del cliente o quello del gestore.

Se, fino ad adesso, non avete mai visto la matrice di correlazione del vostro portafoglio, probabilmente è perché riserverebbe sorprese non gradite. In questo caso, qualora lo riteniate opportuno, posso fornirvi gratuitamente la matrice di correlazione dei vostri investimenti, conoscendone la composizione e la quantità dell’investito, qualunque siano gli strumenti inseriti nel vostro portafoglio.

Conoscere è sempre il punto di partenza di qualunque percorso e, come diceva una persona molto più importante di me, non abbiate mai paura della verità perché solo la verità vi renderà liberi (e consapevoli).

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