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I vantaggi di una separazione e di un divorzio congiunto


Procedura più snella, spese contenute, mantenimento dei rapporti interfamiliari: ecco le ragioni per preferire un accordo di separazione e di divorzio
I vantaggi di una separazione e di un divorzio congiunto

 

Quando la comunione morale e materiale tra i coniugi viene meno e la convivenza tra loro diventa non più sostenibile, si giunge alla decisione di addivenire alla separazione ed, eventualmente, poi al divorzio.

Così, per lo meno, accade nell’ordinamento giuridico italiano (in realtà, nella maggior parte del mondo, non esiste l’istituto della separazione e si ottiene direttamente il divorzio[1]).

In Italia, il vincolo matrimoniale si scioglie – in caso di matrimonio civile (contratto in Comune) – o cessa di produrre effetti civili – in caso di matrimonio concordatario (celebrato in Chiesa) – solo al momento del divorzio.

La fase antecedente al divorzio è quella della separazione, durante la quale il vincolo matrimoniale è ancora in essere, seppur i doveri reciproci tra coniugi si affievoliscano, con particolar riguardo al dovere di convivenza e di fedeltà.

Ciò precisato, salvo casi estremi, è bene puntare ad una separazione e ad un divorzio di natura consensuale, lasciando i contenziosi come ultima soluzione. Infatti, separazioni e divorzi congiunti equivalgono ad una procedura più snella (costituita da: deposito del ricorso, udienza di comparizione, omologa delle condizioni di separazione/sentenza in caso di divorzio congiunto), spese legali contenute e, soprattutto, mantenimento dei rapporti interfamiliari, specie se, tra i soggetti coinvolti, vi sono minori. Diversamente, un procedimento giudiziale può richiedere ingenti somme e svariati anni connessi alla necessaria fase probatoria del giudizio, con conseguenti e inevitabili ripercussioni negative sui rapporti interpersonali delle parti.

Questo è l’obiettivo che si prefigge lo Studio DM: in una prospettiva orientata al futuro, siamo alla ricerca costante di flessibili soluzioni che vadano a soddisfare tutti i membri della famiglia.

Ciascuno di noi, del resto, ha una propria storia con paure, bisogni, timori, desideri, speranze, aspettative che fanno da contrapposizione certamente a talenti, qualità e sicurezze acquisite nel tempo. Si tratta di farle emergere e dare loro una cornice giuridica ordinata e lineare.

Lo stesso approccio viene messo in atto dal nostro Studio anche nelle vertenze che hanno per oggetto la modifica di condizioni di separazione o di divorzio, sempre allo scopo di raggiungere un accordo che soddisfi i bisogni di ciascuno.

Del resto, perché lasciare ad un soggetto terzo – il Giudice – che nulla sa di noi, il potere di decidere sulle nostre vite?

 

[1] Lo Stato italiano, infatti, in ragione della sua forte impronta religiosa, non permette che i coniugi divorzino se non dopo un tempo intermedio di separazione che, a seguito della Legge 55 del 2015, si è ridotto a 6 mesi (dai precedenti 3 anni). Tale disposizione è strettamente connessa ai fattori storici e sociali che hanno caratterizzato lo Stato italiano nel suo passato, ufficialmente laico solamente dopo la Seconda Guerra Mondiale, come professa oggi l'art. 7 della nostra Costituzione.

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