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Il "capitale umano". Cos'è? Quanto vale? Come proteggerlo?


Riflessioni sul capitale più prezioso. Il Tuo!
Il "capitale umano". Cos'è? Quanto vale? Come proteggerlo?

Nell'articolo precedente ho trattato il tema della pianificazione, argomento che, a mio parere, risulta pressochè sconosciuto alla maggior parte delle persone.

Ancor piu' sconosciuto è il tema del “capitale umano” e delle sue implicazioni.

Innanzi tutto,

> cosa intendiamo per “capitale umano”?

> per quale motivo diventa fondamentale valutarlo?

> come lo si calcola ai fini economici e, infine

> come proteggerlo?

 

E' normale parlare e sentir parlare di capitale mobiliare, capitale immobiliare, capitale finanziario, capitale intellettuale, etc.

Il capitale umano invece è meno noto al grande pubblico. Può essere così definito:

Wikipedia:

“Con il termine capitale umano si intende l’insieme di conoscenze, competenze, abilità, emozioni, acquisite durante la vita da un individuo e finalizzate al raggiungimento di obiettivi sociali ed economici, singoli o collettivi”.

Treccani:

“insieme di capacità, competenze, conoscenze, abilità professionali e relazionali possedute in genere dall’individuo…”.

Ocse:

“Il capitale umano è costituito dall’insieme delle conoscenze, delle abilità, delle competenze e delle altre caratteristiche individuali che facilitano la creazione del benessere personale, sociale ed economico”.

Tutte le definizioni di cui sopra, a mio avviso, convergono su due elementi caratterizzanti:

  • 1) ogni persona è un “unicum” poichè deriva esclusivamente dal proprio background

  • 2) le caratteristiche peculiari di ogni singola persona comportano, come conseguenza, il raggiungimento di particolari effetti economici per sè, per la propria famiglia e per la collettività a cui appartiene.

     

In sostanza si potrebbe dire che il capitale umano di una persona è una ricchezza che si accumula con il lavoro che a sua volta è conseguenza delle proprie esperienze.

 

Vorrei richiamare la tua attenzione sugli effetti economici che il capitale umano produce ed in particolare a quelli che produce per la tua persona e per la tua famiglia.

Si è detto che il capitale umano di una persona è rappresentato dall’insieme delle capacità e abilità che ha maturato nella vita. E’ del tutto ovvio che tali capacità, competenze, abilità sono le stesse che ne hanno determinato il suo percorso professionale e lavorativo, e come tale percorso lo abbia portato a produrre un certo reddito per il lavoro svolto.

Tale reddito, come ovvio, è quello che gli consente di mantenere un certo tenore di vita per sé e per i propri famigliari (spesso dipendenti da quello stesso reddito), ma allo stesso tempo:

 

  • il capitale umano puo’ essere posseduto solo da quell’individuo , è un tutt’uno con lui, pertanto non puo’ essere scorporato, nè tanto meno alienato. Esiste in quanto esiste quell’individuo.

  • il capitale umano rappresenta la capacità di produrre un reddito, per l’intero corso della propria vita lavorativa, e pertanto è una ricchezza che si crea e si accumula nel tempo e come tale va assolutamente salvaguardata e protetta.

 

Piu’ si è giovani piu’ il valore del capitale umano è elevato. Per quale motivo?

Semplicemente perchè si hanno davanti piu’ anni di lavoro rispetto a quelli maturati e pertanto il reddito da produrre (per il proprio bene e per quello della famiglia) è ancora lungi dall’essere realizzato.

Come possiamo allora calcolarlo?

Un modo alquanto semplice, e certamente non perfetto, consiste nel determinare gli anni di lavoro ancora mancanti per andare in pensione.

Questo perchè solo a quella data si potrà godere di una rendita derivante dall’erogazione di una pensione. Sino ad allora occorrerà evidentemente produrre ancora reddito.

Mi spiego con un esempio.

Hai, supponiamo, 40 anni di età, numero di anni stimati alla alla pensione 25, reddito attuale 35.000 euro annui? Quindi, 25 x 35.000 =

 

875.000 euro!!

 

Tale somma è cio’ che, di fatto, esprime oggi il tuo potenziale.

 

Questo importo rappresenta proprio il tuo capitale umano, la somma cioè che, approssimativamente, ma presumibilmente anche di più, entrerà nelle tue tasche sino al termine dell’attività lavorativa.

 

E’ cio’ che ti servirà per far crescere i tuoi figli e farli studiare, mantenere il tuo tenore di vita, quello dei tuoi famigliari, fare progetti; ti permetterà di andare in vacanza, di pensare al divertimento, di salvaguardare la tua salute e quella delle persone care e … molto altro.

 

Ma attenzione, cosa accadrebbe se qualcosa di inatteso si frapponesse?

 

Hai mai pensato cosa succederebbe se, da domani, questo reddito non fosse piu' disponibile?

Hai mai pensato a quali potrebbero essere le conseguenze per te e per i tuoi famigliari se le entrate di cui oggi disponi, per un qualsiasi motivo, non potessero piu' essere realizzate?

 

Mi riferisco evidentemente a tutti quegli accadimenti che la vita ci mette davanti, non necessariamente irreparabili, ma che però ne possono cambiare il percorso, o almeno quello che ci siamo prefigurati in un determinato momento quando tutto “gira” per il verso giusto.

Ostacoli lavorativi, di salute, business che d'improvviso non sono piu' redditizi, e altro ancora, possono minare, in qualsiasi momento, la situazione favorevole vissuta sin qui.

 

Cio' di cui vorrei parlarti riguarda proprio come salvaguardare quello che hai raggiunto in termini di reddito e di sicurezza economica per te e per la tua famiglia.

 

Cosa è opportuno fare quanto le cose funzionano e non mancano le risorse per garantirsi la tranquillità e la sicurezza anche per il futuro?

 

Banalmente, la prima cosa da fare è prendere coscienza di questa situazione che, di fatto, è di precarietà ed adottare immediatamente gli opportuni accorgimenti.

 

Occorre in primo luogo verificare quali sono i rischi a cui si puo' andare incontro (che, se accadessero, andrebbero a minare la stabilità raggiunta) e porvi immediatamente rimedio.

 

Prima di tutto i rischi legati alla propria incolumità (incidenti, malattie) e provvedervi immediatamente.

Con costi spesso contenuti si possono tranquillamente sottoscrivere polizze sulla vita (tecnicamente T.M.C., ovvero temporanee caso morte) o polizze infortuni.

In secondo luogo verificare che le coperture assicurative legate alla propria attività professionale/imprenditoriale siano adeguate ai rischi insiti all’attività svolta (non dimentichiamoci , per esempio, che nello svolgimento della propria attività si potrebbe essere chiamati a risarcire un indennizzo per una qualsiasi causa legata a responsabilità civile verso terzi ) ma lo stesso potrebbe capitare anche nella normale vita quotidiana.

Pensiamo ad esempio ad un risarcimento a cui potremmo essere chiamati, come capo famiglia, per un evento occorso a noi o ai nostri figli se ci venisse addebitato un qualsiasi comportamento colposo (magari anche solo durante lo svolgimento di attività ludiche tra i nostri figli e loro coetanei). Si potrebbe evidentemente continuare con numerosi altri esempi...

 

Ecco allora che non si puo' prescindere da un esame approfondito di queste eventualità che, proprio perchè sono eccezionali, al loro manifestarsi, diventano particolarmente devastanti, spesso anche sotto il profilo economico.

Spesso non siamo in grado di effettuare una vera e propria mappatura dei potenziali rischi a cui siamo assoggettati, ma pur essendo eventi incerti, sono statisticamente del tutto prevedibili, e quindi occorre affidarci a persone competenti che ci possono osservare dall'esterno e con la loro esperienza in materia possono effettuare opportune e mirate valutazioni e rilevazioni.

 

Certo, in situazioni piu’ complesse sarebbe opportuno rivolgerci ad un vero e proprio esperto, il “risk manager” (per “risk management” si intende la gestione del rischio, cioè il processo mediante il quale si misura o si stima il rischio e successivamente si sviluppano delle strategie per governarlo – fonte Wikipedia ), ma nelle situazioni piu' “basiche” , per intenderci quelle che normalmente ci riguardano, quelle cioè che riguardano tutte, ma proprio tutte le realtà famigliari e professionali, tale ruolo puo' essere incarnato dal consulente assicurativo di fiducia, purchè abbia riconosciute competenze ed adeguata esperienza.

Anche il nostro commercialista od il nostro consulente finanziario, se hanno acquisito competenze in materia (e dovrebbero averlo fatto), ci possono dare utili suggerimenti.

 

L’approccio non è diverso: anche in questi casi occorre effettuare una vera e propria stima del rischio e, conseguentemente, adottare gli opportuni provvedimenti.

 

Solo a noi spetta decidere

se interpellarli,

se ascoltarli o meno,

se mettere in pratica i loro consigli.

 

Occorre però sapere che se non ci attiviamo, se non li ascoltiamo, se non applichiamo quanto ci viene suggerito , saremo noi gli unici responsabili (e non il fato o la sfortuna) delle conseguenze che ci deriveranno nella malaugurata ipotesi che si verificasse proprio uno di quegli eventi negativi colpevolmente sottovalutati.

 

A questo punto, lo avrai capito, diventa di fondamentale importanza proteggere il reddito futuro perchè il verificarsi di un qualsiasi evento negativo ne puo’ pregiudicare il conseguimento e, in taluni casi, pregiudicare la tenuta stessa della solidità patrimoniale personale e famigliare.

 

Questo è il motivo per cui il tuo capitale umano va tutelato, protetto, salvaguardato.

 

Essere consapevole di questo è già un primo passo.

Quello successivo è quello di considerare una adeguata copertura assicurativa (ad esempio, caso morte o infortunio) per proteggersi dal rischio di perdita (o riduzione) del tuo capitale umano.

In questo modo, il rischio di perderlo, si trasferirà a chi lo fa di mestiere (le Assicurazioni), contro un piccolo corrispettivo, senza rinunciare ad alcuno dei nostri obiettivi di vita.

 

In fin dei conti non ci vuole poi molto, ma nessuno puo’ farlo al posto tuo!

 

Il momento di farlo, come sempre, è ora!

 

Ti garantirai la certezza di poter produrre reddito anche per gli anni a venire, a dispetto degli eventuali eventi negativi della vita.

 

Per chiudere vorrei stimolarti su nuove riflessioni ponendo una domanda che potrebbe apparire un po’ “bizzarra". La domanda è la seguente:

“Puo' la finanza contribuire alla soluzione del problema del buco dell'ozono?”

Se ti interessa cercherò di risponderti nel prossimo articolo.

A presto.

 

'Dipenderai meno dal futuro se avrai in pugno il presente'
Seneca

Articolo del:



MICHELE PASSARINI
VIA RIZZOLI 9 (accesso uff Galleria Leone n 3 -
40125 - Bologna (BO), Emilia-Romagna


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