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Il consulente finanziario indipendente


Chi è e cosa fa il Consulente Finanziario Indipendente. Scopriamolo
Il consulente finanziario indipendente

Fino a pochi anni fa quando una persona intendeva investire, aveva solo tre referenti:

  1. la Banca;

  2. il Promotore Finanziario (oggi Consulente Finanziario)

  3. l’Assicuratore

Se si vanno ad analizzare queste tre figure si nota subito che queste sono di fatto, legate tra loro. Inoltre tutte e tre sono monomandatarie, ovvero legate esclusivamente ai rapporti di convenzione con queste o quelle società di investimento. Il loro lavoro, infatti, si fonda sulla “distribuzione” alla clientela di prodotti e servizi di investimento. Inoltre la figura dell’assicuratore e del promotore sono legate ad una banca (che se fa anche assicurazioni è definita “bancainsurance”).

È quasi impossibile, quindi, per il cliente ricevere informazioni dettagliate su interessi di investimento che non siano legate alla vendita del prodotto che queste figure hanno in portafoglio e che li retribuisce dietro compensi, retrocessioni, premi e politiche di incentivi. Compito delle banche, essendo delle società, è fare utili. Compito dei promotori e assicuratori è far fare utili alla loro banca.

La figura del Consulente Finanziario Indipendente

Dal 2020 dopo 15 anni di attesa, è entrata in Italia una quarta figura, presente in America da oltre vent’anni, ovvero il Consulente Finanziario IndipendenteQuesto soggetto è antitetico alle prime tre figure, infatti:

  • lavora nell’esclusivo interesse del suo cliente mandatario;

  • non è legato a banche, assicurazioni o reti distributive;

  • non riceve (per legge) premi, incentivi, bonus per la distribuzione di taluni prodotti;

  • unica fonte di reddito è la parcella che paga il cliente.

Il Consulente Indipendente affianca il soggetto (privato, azienda) per seguirlo nelle varie fasi di investimento, dalle basi (valutazione delle sue esigenze) alla fase di collocazione, seguendone le vicende e assicurandosi che risultati e spese siano in linea con i desideri sperati. Unica fonte di guadagno è la parcella che il cliente paga previa sottoscrizione di un contratto di consulenza. I risultati sono l’unica cartina di tornasole dell’ operato del Consulente Indipendente.

Ma perché una persona dovrebbe affidarsi ad una figura esterna al classici canali di investimento?

Per prima cosa il Consulente Indipendente non deve vendere un prodotto, di fatti non ne ha nessuno. Egli deve scegliere dal mercato quello più confacente alle esigenze del suo cliente mandatario, non solo, quindi, quello più performante, ma anche quello più in linea con il profilo di rischio e reddito.

Ma il Consulente Finanziario non fa solo questo. Egli, infatti, si pone come filtro tra le esigenze del cliente e le richieste delle banche e assicurazioni, valuta i portafogli che il cliente già possiedono, anche se presenti su più istituti, restituendo in un unico report, condizioni economiche, risultati, analisi sui singoli asset e rendimenti effettivamente realizzati.

Difatti esso è un baluardo a difesa degli interessi dei suoi clienti dai quali e verso i quali deve la sua azione. Non per nulla il primo vero investimento che una persona possa fare è il cosiddetto “check-up finanziario” che, come quello eseguito dal medico, offre una panoramica completa e dettagliata delle condizioni di partenza del cliente ed offre una visione a 360 gradi delle sue esigenze e possibilità.

Anche se ancora poco conosciuta e sfruttata, la figura del Consulente Indipendente sarà sempre di più centrale nelle scelte dei consumatori. Prova della sua necessità sta nel fatto che in America il 60% dei risparmiatori si affida ad un Consulente Indipendente e che in Italia l’introduzione di tale figura è stata rinviata per 15 anni e oltre.

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