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Il contratto di rioccupazione: ecco di cosa si tratta


L'articolo ricostruisce e riassume il nuovo tipo contrattuale, utilizzabile fino al 31.10.2021. L'articolo è aggiornato alla recente circolare INPS del 02.08.2020
Il contratto di rioccupazione: ecco di cosa si tratta

Il nuovo istituto

Con il D.l. n. 73/2021 è stato introdotto all’art. 41 una nuova temporanea fattispecie contrattuale, chiamata “contratto di rioccupazione”. La disposizione è stata poi confermata dalla legge di conversione n. 106 del 23 luglio 2021. Fine della fattispecie è incentivare l’inserimento di lavoratori disoccupati nella fase di ripresa dopo l’emergenza sanitaria.

Il contratto di rioccupazione potrà essere utilizzato dal 1° luglio 2021 al 31 ottobre 2021. Il nuovo istituto delinea un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato diretto a incentivare l’inserimento nel mercato del lavoro di chi ne sia al momento escluso.

La fattispecie presenta diversi punti di contatto con l’apprendistato e con il vecchio – abrogato – contratto di formazione lavoro, pur non potendosi certo definire loro specificazione. È infatti necessario definire, di concerto con il lavoratore, un progetto individuale di inserimento, volto all’adeguamento e aggiornamento delle competenze del lavoratore.

Il progetto avrà una durata di 6 mesi, durante i quali il datore di lavoro fruirà di un esonero contributivo, L’esonero è pari al 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL per un massimo di 6.000 Euro su base annua, che riparametrati corrispondono a 500 Euro mensili (16,12 Euro al giorno).

Oltre all’afflato formativo, ulteriore punto di contatto – sia pur ancora una volta leggero – risulta nella previsione normativa che il rapporto di lavoro debba essere confermato dopo un determinato periodo, che nel contratto di rioccupazione è limitato ai 6 mesi previsti dal progetto individuale di inserimento.

Infatti, nonostante la fattispecie sia a tempo indeterminato, al termine del periodo di inserimento è facoltà delle parti recedere. Se viene esercitata tale facoltà il termine del preavviso è contato dal termine del periodo di inserimento e nelle sue more continua ad applicarsi pienamente la disciplina del contratto di rioccupazione. Invece, se nessuna delle parti recede al termine dei 6 mesi, il rapporto prosegue come un ordinario contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato – peraltro tale disciplina contrattuale si applica per ogni aspetto non normato esplicitamente da quella del contratto di rioccupazione.

Infine, è necessario precisare che quanto non versato a titolo di esonero deve essere restituito dal datore di lavoro qualora, al termine dei 6 mesi di inserimento, sia esercitato il recesso da una delle parti.

Requisiti per i datori di lavoro

Hanno titolo a utilizzare il contratto di rioccupazione i datori di lavoro privati – a prescindere che assumano o meno la natura di imprenditore – con esclusione del settore agricolo, del lavoro domestico e del settore finanziario [1].

Inoltre, è necessario che il datore di lavoro rispetti alcune ulteriori condizioni:

  • regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale, ai sensi della normativa in materia di documento unico di regolarità contributiva (DURC);

  • assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro e rispetto degli altri obblighi di legge;

  • rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;

  • i datori di lavoro non devono avere proceduto, nei 6 mesi precedenti l’assunzione, a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o a licenziamenti collettivi nella medesima unità produttiva. Non sono ostativi i licenziamenti effettuati per sopravvenuta inidoneità assoluta al lavoro e per superamento del periodo di comporto.

Requisiti del lavoratore

Sono elegibili all’utilizzo del contratto di rioccupazione i lavoratori che siano definiti disoccupati ai sensi dell’art. 19 del D.lgs n. 150/2015; specificamente: i soggetti privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro l’immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione a misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego.

Compatibilità e coordinamento con altri istituti

L’esonero contributivo fruito per il lavoratore assunto con il contratto di rioccupazione, è perfettamente compatibile con altri esoneri contributivi previsti dalla legge, tuttavia, consideratane l’entità, nei 6 mesi di applicazione del contratto di rioccupazione si applicherà solo l’esonero contributivo previsto dal nuovo istituto, mentre gli ulteriori nuovi esoneri riespanderanno la loro efficacia al termine dei 6 mesi.

Infine, si segnala che il tipo contrattuale descritto può essere utilizzato anche per le assunzioni obbligatorie di lavoratori disabili.

 

 


[1] Ha avuto così modo di precisare l’INPS nella circolare 115del 2 agosto 2021 sulla base del fatto che il settore finanziario non rientra nell’ambito di applicazione della comunicazione della Commissione C(2020) 1863 final del 19 marzo 2020 e successive modificazione.

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