Il diritto al rimborso delle accise sul gasolio


Il solo presupposto al beneficio del rimborso delle accise sul gasolio per autotrazione è l'esercizio dell'autotrasporto e il possesso di mezzi idonei
Il diritto al rimborso delle accise sul gasolio
Negli ultimi tempi si è molto parlato del rimborso delle accise sul gasolio per autotrazione, concesso alle aziende di autotrasporto merci in conto proprio e in conto terzi e di autotrasporto persone.
Con particolare riguardo all’autotrasporto di cose, il beneficio fiscale consiste nel rimborso, mediante accreditamento su conto corrente o compensazione con F24, delle accise sul gasolio consumato per mezzi aventi massa massima complessiva pari o superiore alle 7,5 tonnellate.
A seguito di alcune verifiche svolte da parte delle competenti agenzie fiscali presso alcune aziende, soprattutto del Nord Italia, sugli impianti di distribuzione di carburante per autotrazione ad uso privato, il messaggio che sembra passare, anche da alcuni articoli presenti sul web, è che le cisterne non autorizzate e prive delle dovute certificazioni, non consentirebbero di usufruire del beneficio sopra descritto.
In tale quadro, aziende che hanno rifornito e che riforniscono i propri mezzi da impianti di distribuzione privati non regolari, prive della necessaria autorizzazione comunale, sarebbero quindi a rischio di revoca del beneficio e, dunque, potrebbero essere costrette a restituire gli importi ricevuti o compensati negli ultimi cinque anni.
Premesso che tutte le norme vanno rispettate e che, dunque, gli esercenti di impianti di distribuzione di carburanti per autotrazione ad uso privato sono tenuti a rispettare le leggi relative alla concessione delle dovute autorizzazioni, il presupposto legale per essere ammessi all’agevolazione è solamente l’esercizio dell’attività di autotrasporto (merci in conto proprio o terzi e persone) con mezzi aventi portata massima complessiva non inferiore a 7,5 dei quali si dimostri il regolare possesso.
Il rilievo è stato più volte confermato da diverse Commissioni Tributarie Provinciali.
L’eventuale violazione di norme relative alla regolare installazione ed esercizio del deposito, non attiene alla fattispecie tributaria: può, semmai, essere oggetto di sanzioni amministrative, ma non esclude certo la spettanza del beneficio fiscale.
Così, in un caso di utilizzo promiscuo di un deposito di carburante ad uso privato da parte di due imprese di autotrasporto, è stato chiarito che, in assenza di specifiche contestazioni circa l’irregolarità della gestione e della registrazione degli approvvigionamenti di gasolio da parte dei veicoli aventi titolo, la circostanza non poteva incidere sulla misura del beneficio spettante a ciascuna delle due aziende.
Vi è di più. Nella fattispecie sopra descritta, la Commissione Tributaria Provinciale adita ha anche precisato che i modelli di dichiarazione periodici non contengono una specifica attestazione che il gasolio custodito nell’impianto di distribuzione sia stato utilizzato esclusivamente per il rifornimento di veicoli per i quali compete il beneficio e che, pertanto, le dichiarazioni presentate non potessero essere definite mendaci o non veritiere.
L’orientamento pare essere ormai fatto proprio anche dall’Agenzia delle Dogane, che non solo non ha proposto appello avverso le Sentenze delle Commissioni Tributarie Provinciali che hanno accolto i ricorsi dei contribuenti, ma addirittura, a seguito di tali decisioni, ha annullato in autotutela provvedimenti di diniego al beneficio.
Alla luce di quanto sopra, al fine di poter mantenere il beneficio fiscale del rimborso delle accise, l’impresa di autotrasporto dovrà accertare che i propri mezzi siano tra quelli aventi titolo e tenere in maniera chiara e ordinata la contabilità del gasolio acquistato e utilizzato, anche secondo le preziose istruzioni contenute nella Circolare dell’Agenzie delle Dogane del 20 aprile 2012.

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