Il diritto di seguito: trattamento fiscale


L'articolo è diretto a illustrare il trattamento fiscale del diritto di seguito
Il diritto di seguito: trattamento fiscale

Per “diritto di seguito” (“droite de suite”), ai sensi degli artt. 144 e seguenti della Legge sul diritto d’autore, si intende il diritto di cui gode l’autore di un’opera d’arte a ricevere un compenso sul prezzo di ogni vendita, successiva alla prima, dell’opera da lui realizzata. Tale diritto si applica alle arti figurative - quadri, disegni e sculture, ma anche arazzi, ceramiche, opere in vetro, fotografie, manoscritti originali e, entro certi limiti, anche creazioni di design per le quali non vi è la possibilità di riproduzione dell’originale.

In Italia, il diritto di seguito è stato introdotto dal D.Lgs. 13.2.2006, n. 118 “Attuazione della direttiva 200/84/CE, relativa al diritto dell’autore di un’opera d’arte sulle successive vendite dell’originale”, pubblicato nella G.U. serie generale 25.3.2006 n. 71, in vigore dal 9.4.2006.

L’oggetto del diritto di seguito sono le opere d’arte e i manoscritti così come elencati in modo esemplificativo dall’art. 145 della Legge sul diritto d’autore, ossia “ gli originali delle opere delle arti figurative...come i quadri, i collages, i dipinti, i disegni, le incisioni, le stampe, le litografie, le sculture, gli arazzi, le ceramiche, le opere in vetro e le fotografie, nonché gli originali dei manoscritti, purché si tratti di creazioni eseguite dall’autore stesso o di esemplari considerati come opere d’arte e originali”.

Proprio in virtù del carattere unico ed irripetibile che caratterizzano le opere figurative, che il diritto di seguito trova il suo fondamento. In tal modo l’artista ha la possibilità di seguire la fortuna delle sua opera dopo averla venduta o comunque ceduta ad altri e, quindi, di partecipare all’eventuale incremento del loro valore nel corso del tempo. In sintesi, il diritto di seguito si caratterizza per il fatto che:

  1. non può formare oggetto di alienazione, né di rinuncia, nemmeno in via preventiva;

  2. dura per tutta la vita dell’autore e per 70 anni dopo la sua morte, trasferendosi agli eredientro il sesto grado, ai sensi degli artt. 147-149 della legge sul diritto d’autore;

  3. non è soggetto a preventiva autorizzazione da parte dell’artista, ma è costituito come diritto ad un compenso, la cui misura è fissata per legge.

  4. è dovuto qualora le vendite avvengano per mezzo di soggetti che operino professionalmente nel mercato dell’arte, come: le case d’asta, le gallerie d’arte e, in generale, qualsiasi commerciante di opere d’arte. Il diritto di seguito non trova applicazione alle vendite tra privati ed è parimenti escluso anche per le transazioni in cui il venditore abbia acquistato l’opera direttamente dall’autore meno di tre anni prima della successiva transazione e il prezzo di vendita non sia superiore a diecimila euro.

L’istituto del diritto di seguito, è amministrato dalla S.I.A.E. che é incaricata di incassare il compenso per diritto di seguito per conto di tutti gli artisti anche non associati alla S.I.A.E., Il compenso è calcolato in percentuale sul prezzo di vendita- che non può essere inferiore a € 3.000, al netto dell’IVA, come di seguito riportato:

- al 4% per la parte del prezzo di vendita fino ad € 50.000;

- al 3% per la parte del prezzo di vendita compresa tra € 50.000,01 e 200.000;

- all’1% per la parte del prezzo di vendita compresa tra € 200.000,01 e 350.000;

- allo 0,5% per la parte del prezzo di vendita compresa tra 350.000,01 e 500.000;

- allo 0,25 per la parte del prezzo di vendita superiore a 500.000 €.

In merito alla fiscalità diretta, i compensi derivanti “dalla utilizzazione economica, da parte dell’autore o inventore, di opere dell’ingegno, di brevetti industriali e di processi, formule o informazioni relativi ad esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico rientrano tra i redditi assimilati a quelli di lavoro autonomo, se non sono conseguiti nell’esercizio di imprese commerciali “, ai sensi dell’ art. 53, comma 2, lett. b) del TUIR.

La disposizione in commento deve essere letta in correlazione con l’art. 67, comma 1, lett. g) del TUIR, il quale ricomprende nella categoria residuale dei “redditi diversi” quelli derivanti “dall’utilizzazione di opere dell’ingegno, di brevetti industriali, di processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite in campo industriale, commerciale e scientifico (c.d. "know-how")”.

Dalla lettura combinata delle due disposizioni si evince che in caso di cessione di diritti d’autore:

  • se il soggetto beneficiario è l’autore o inventore, i redditi hanno natura di:

  1. reddito tipico di lavoro autonomo ex art. 53, 1° comma del TUIR, in caso di professione abituale dell’artista ancorché non esclusiva e non in forma di impresa;

  2. reddito atipico di lavoro autonomo exart. 53, 2° comma, lett. b) del TUIR, in caso di professione non abituale e svolta non in forma di impresa. La relativa base imponibileè pari all’ammontare dei compensi in denaro o in natura percepiti dall’autore o inventore nel periodo d’imposta, anche sotto forma di partecipazione agli utili. È prevista una riduzione a titolo di deduzione forfetaria delle spese nella misura del 25% ovvero del 40% se i relativi compensi sono percepiti da soggetti di età inferiore a 35 anni, ai sensi dell’art. 54, comma 8, del TUIR;

  • se il soggetto beneficiario è un soggetto diverso dall’autore o inventore, oppure erede entro il quarto grado dell’artista, i redditi hanno natura di:

  1. reddito diverso, ai sensi art. 67, 1° comma, lett. g) del TUIR. La relativa base imponibile è data dalla differenza tra l’ammontare percepito nel periodo di imposta e le spese specificamente inerenti alla loro produzione, applicando all’ammontare percepito nel corso del periodo d’imposta una percentuale di riduzione forfetaria del 25%, se i diritti sono stati acquisiti a titolo oneroso. Non è ammessa alcuna deduzione per i diritti pervenuti per successione o donazione.

 

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di Avv. Giulio Chiarizia

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